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01.04.06

Giocando

Marisa aveva molte cugine ma, tra queste, quella con cui ci vedevamo spesso era Elena. Di un anno più giovane di mia moglie, Elena da qualche anno era fidanzata con Leo, un ingegnere informatico con cui condividevo la grande passione per la subacquea.

Noi quattro, tutti laureati col massimo dei voti, tutti o liberi professionisti o dirigenti d’azienda, ci si vedeva almeno un paio di volte la settimana. Elena teneva sempre in gran considerazione tutto ciò che dicevo scatenando talvolta la gelosia inutile di mia moglie. L’anno scorso, finalmente, dato che le nostre ferie coincidevano, per la prima volta abbiamo deciso di trascorrere un paio di settimane in vacanza assieme. Elena scelse per tutti: trovò un incantevole appartamento in un’ isola della Croazia. Perfetto luogo dove poter rilassarci e fare qualche immersione. I primi giorni tutto filò liscio. Una sera, dopo una cena in un magnifico ristorantino inizò a piovere. Una pioggerellina insistente che ci obbligava a rientrare in casa. Nessuno aveva sonno e iniziammo a chiacchierare del più o del meno. Ad un certo punto quasi senza pensarci raccontai di aver letto un racconto in cui due amiche giocavano a carte e ad ogni mano del gioco chi perdeva doveva togliersi un indumento. “Potremo farlo anche noi sarebbe divertente” disse Elena. “Cosaaa?” rispose mia moglie. “Federica cosa vuoi che succeda? E’ una settimana che stiamo in costume da bagno, fa poca differenza rimanere in costume o in intimo non credi?” obiettò Elena. “Amore, tua cugina ha ragione e poi potremmo stabilire di interrompere il gioco non appena uno di noi lo decidesse”.proposi io. Per nulla convinta ma anzi visibilmente seccata, Federica acconsentì a giocare. Il gioco era semplicissimo: assegnato alle figure di un mazzo di carte il valore di mezzo punto, vinceva chi riusciva a realizzare 7 punti e mezzo o chi vi si avvicinava di più. Ovviamente chi superava la soglia del 7 e mezzo perdeva. Non sono mai stato fortunato al gioco. Ma evidentemente anche Leo aveva il mio stesso destino, Nel giro di un’ora infatti entrambi eravamo rimasti in boxer. Elena aveva ancora la maglietta mentre mia moglie indossava ancora la gonna.La mano successiva vide Leo spiazzare tutti: in una botta secca aveva infatti raggiunto quota sette e mezzo senza nemmeno bisogno di chiedere altre carte! Leo guardò la fidanzata e le disse “Elena, via la maglietta”. “Amore c’è un problemino…non ho reggiseno”. Mia moglie all’udire questo si irrigidì. “Eccola siamo alle solite, adesso chiederà che la smettiamo” pensai.

Non me ne sarei stupito: fino ad allora la vita sessuale tra me e lei non era certo stata esaltante. Nulla di speciale, insomma. E dire che io di fantasie ne avevo. E più di una. Ma come solo pensare di soddisfarle se avevo accanto una donna che se lo metteva in bocca solo dopo che avevo indossato un preservativo? E dire che io in questo, come dire?, sono assolutamente paritario: a me, insomma, piace tutto di una donna. Ma proprio tutto. Federica intuì la mia frustrazione e non disse nulla. Abbassò gli occhi e sono certo vide il gonfiore dentro i mei boxer. Leo per nulla turbato annuì alla fidanzata. Elena prontamente si sfilò la maglietta. Avevo sempre pensato che dovesse avere due belle tette. Non ne rimasi deluso: uscirono fuori due seni, sodi, abbandonanti che talvolta lei stringeva in un reggiseno che ne valorizzava l’incavo. Infilargli il cazzo lì in mezzo per una sega alla spagnola avrebbe dovuto esere una magnifica esperienza, pensai. I capezzoli erano turgidi, dritti. Si vedeva che era eccitata. La mano successiva non ebbe storie: toccò a Federica togliersi la gonna. In quella successiva, il gioco cominciò a farsi decisamente interessante ma io non avevo tempo di seguirlo occupato com’ero a scongiurare dentro di me che mia moglie non lo interrompesse. A perdere fu Leo che dovette togliersi i boxer. Mia moglie si alzò. “Ecco è finita” pensai. Invece andò a prendere qualcosa da bere. Leo evidentemente non era ancora coinvolto dalla situazione. Rimasto nudo, il suo cazzo non era ancora in erezione. Verso mezzanotte la ruota della fortuna iniziò a girare nel giusto senso. Toccò a mia moglie perdere per due volte di fila. Senza dire nulla e con me che ero turbato dal suo silenzio si tolse il reggiseno. Stava iniziando a siflarsi le mutandine quando improvvisamente si bloccò. Elena intuì il suo disagio e le propose di andare nell’altra stanza per un po’. Io e Leo rimanemmo in silenzio attendendo che le due donne decideressero le sorti del gioco. Non dovemmo aspettare per molto. Dallo sguardo di Elena capii che le resistenze moralistiche di mia moglie erano vinte. Federica si sedette, ci guardò. Mise le mani sotto il tavolo e si sfilò gli slip. Eravamo oramai solo io e Elena con ancora qualcosa addosso. Non per molto però. Il primo a rimanere nudo fui io. Mi alzai in piedi e cominciai a sfilarmi di dosso i boxer. Non sono particolarmente dotato ma il mio cazzo aveva un’erezione davvero notevole. A 24 anni mi feci circoncidere e dunque il glande è perennemente scoperto. La capella era ingrossata e i coglioni fremevano dall’eccitazione. Elena mi guardava e guardava Leo che era arrossito: il suo cazzo che fino ad allora non aveva dato cenni di vita, si era ingrossato a dismisura.

Un palo ritto, lungo almeno 20 cm faceva ora bella mostra di sé. Anche Federica se ne era accorta mentre io strinsi l’occhietto a Elena. Con la mano successiva fu Elena a perdere e ci ritrovammo tutti e 4 nudi. A quel punto prese lei l’iniziativa:” facciamo un’ultima mano – disse – e chi vince sarà libero di ordinare agli altri di fare quelle che vuole…anzi: dividiamoci in due coppie, io sto con Chicca mentre voi due maschietti formate l’altra coppia”. “Va bene” rispondemmo all’unisono. Decidemmo di cambiare gioco: fu una partita a scopa (..e che altro?) quella che cambiò il nostro destino. Chicca e Elena si dimostrarono fortissime: nel giro di mezz’ora ci avevano surclassato. “E ora?” chiesi. Elena guardò Federica: “perché voi maschietti non vi baciate?”. “Coosaaa” dicemmo io e Leo. “Ma dai: non ditemi che non sognate di vedere due donne fare sesso fra loro..ebbene: anche noi abbiamo lo stesso desiderio, vero Chicca?”. Guardai mia moglie: non arrossiva più, non abbassava più gli occhi ma i suoi capezzoli turgidi dicevano più di mille parole. Leo mi guardò, si alzò. Mi prese il viso fra le mani e mi baciò sulla bocca. Io immaginai di baciare Chicca o al limite Elena ma quando la lingua di Leo mi entrò in bocca a cercare avidamente la mia, non scappai. Decisi di accettare quell’invito. Fu un bacio appassionato mentre le punte dei nostri membri si sfioravano. “Bravi, daiii” esplose Elena. Anche Chicca applaudiva. Ora toccò a mia moglie prendere l’iniziativa: “inginocchiati” mi disse. Lo feci. “Apri la bocca e succhiaglielo come vorresti che facessi io a te”. Ero paralizzato. Deglutii con fatica e repressi i conati di vomito che iniziavano a salire. Fu Elena a togliermi d’ impiccio. “Buona idea Chicca ma lasciamo che sia Leo il primo ti va?”. “Per me va bene” aggiunse mia moglie. Il mio cazzo entrò nella bocca di Leo come un fulmine. La sua lingua mi accarezzava l’uretra e poi leccava dolcemente l’asta e le palle. Un pompino straordinario pensai. Venni in pochissimo tempo. Appena Elena notò i miei sussulti intuendo i fiotti di sperma che stavano schizzando dentro la bocca del suo uomo, esclamò: “Leo non ingoiare, tienitelo in bocca e bacia Chicca”. Leo si avvicinò a mia moglie. La baciò e durante il bacio il mio sperma passò dalla sua bocca a quella di Chicca che infoiata ingoiò ciò che fino ad allora mai aveva voluto nemmeno toccare o quasi! A quel punto il ghiaccio era rotto. Mi avvicinai a Elena. Iniziai a leccarle i piedi. La mia lingua indugiava sulle sue dita, ne leccava gli spazi fra dito e dito. Poi iniziò a salire. Le caviglie, i polpacci tesi allo spasmo.

Poi l’interno delle cosce. Non degnai la fica nemmeno di uno sguardo. La saltai volontariamente ed iniziai a succhiarle i capezzoli. Glieli mordicchiavo con i denti mentre la mano indugiava sul suo sesso. Quando mi resi conto che era sufficientemente bagnata, decisi che quegli umori sarebbero stati la mia bevanda. La lingua iniziò a solleticarle le grandi labbra. Mi misi parallelo alla sua fica, in modo che le mie labbra fossero per perpendicolari al suo clitoride. Iniziai a titillarglielo. Lo accoglievo tra le mie labbra mentre la punta della lingua lo stimolava. Volevo prendermi tutto il tempo necessario per farla godere. Volevo bere i suoi umori. Di tanto in tanto lasciavo il suo clitoride e la penetravo con la punta della lingua mentre i denti le solleticavano le grandi labbra. “Mi fai morire, mi stai uccidendo” continuava a ripetermi. Ripresi a succhiarle il clitoride mentre avvertivo gli umori che scendevano. Mi sdraiai accanto a lei. Lei mi salì sopra. La sua fica era giusto sopra la mia bocca. Le tenevo i fianchi con le mani. La facevo ondeggiare per dare alla mia lingua la possibilità di leccargliela tutta. Sentivo che Elena tratteneva l’orgasmo imminente. Voleva accrescerlo a dismisura. Mentre la leccavo, la mia mano destra scendeva sul suo culo. Le dita reclamavano di entrare. Spinsi un po’ più forte. Avvertii chiaramente lo sfintere che si allargava. Iniziai a graffiarle l’interno del culo mentre la mia lingua incessante continuava a lappare quel sesso oramai fradicio. Elena decise che era il momento di lasciare uscire l’orgasmo trattenuto per troppo tempo. La voce diventò roca, i mugolii si fecero impercettibili.. “Vengo” gridò ad un tratto. Dalla sua fica uscì un liquido biancastro che bevvi golosamente. Elena decise di ricambiare. Aprì la bocca e si infilò il mio cazzo. La sua lingua andava su e giù mentre con la mano mi masturbava dolcemente. Un dito era già nel mio culo a stimolarmi sempre più. “Guarda Chicca come è bella mentre sta venendo” mi disse togliendosi per pochi istanti la cappella dalla bocca.. Io non potei far altro che darle ragione nel vedere Leo e Chicca impegnati in un 69 pauroso. Non resistevo più. Decisi di forzare la mano. Misi Elena alla pecorina ed iniziaii ad entrarle nella figa. Il cazzo scivolava dentro di lei come lama nel burro. Chicca si andò a mettersi davanti a lei. Le loro bocche iniziarono a baciarsi mentre io e Leo stantuffavamo come forsennati. A quel punto feci uscire il cazzo ed iniziai a leccare il culo di Elena. Sanra si chinò ancora di più, sollevò le sue natiche per facilitarmi il compito. Le dita che le infilai mi fecero capire quando era pronta. Federica volle partecipare: allargò le natiche di Elena, prese in mano il mio membro e mi aiutò ed entrare. Elena spingeva e rilassava lo sfintere. Ad ogni pressione che esercitavo sentivo che il cazzo stava entrando sempre di più.

Posted by Stiloso il 01.04.06 08:38

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