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08.11.05

Vacanze Studio

Facevano accordi di vacanze studiocon una cittadina della Bretagna con la quale il mio paese e gemmellato, quindi scambio estivo di studenti che venivano ospitati nelle famiglie. Io frequentavo il terzo anno del linguistico e i miei genitori mi concessero di fare una vacanza studio in Francia.

Partimmo da Firenze in sei per essere ospitati in sei diverse famiglie della città. Trovammo alla stazione del treno ad aspettarci i nostri ospiti e in breve riconobbi il mio. Era un signore abbastanza giovane dai 35 ai 40 anni, vestito casual, con un po’ di barba e ci presentammo. Gli dissi che ero io Lucia e lui mi disse di chiamarsi Alexander. In macchina mi spiegò come era composta la sua famiglia: la moglie Monique, un figlio di 14 anni Claud e una figlia di 12 Caterine. Arrivammo a casa, che praticamente era l’ora di pranzo, e anche se in francesi non hanno l’abitudine di consumare il pranzo come noi, trovai apparecchiato, perché mi dissero che dovevo sentirmi come a casa. Mi presentai alla famiglia. La moglie era davvero una bella donna molto giovane, e era anche un bel ragazzo il figlio, mentre la ragazzina mi assomigliava molto. Rossiccia di capelli e lentigginosa, abbastanza bassa e paffutella come me. Unica differenza il seno: lei quasi non lo aveva, io avevo una quarta. Mi mostrarono la cameretta: avrei dormito in un lettone insieme a Caterine, mentre in un lettino a fianco dormiva Claud. La cosa non mi piacque per niente, ma non lo feci vedere. Per il resto mi trovai subito a mio agio, anche perché loro erano davvero simpatici e gioviali, e anche il pranzo, avevo una grande paura di mangiare male, era molto buono. Dopo pranzo rimanemmo a parlare di tante cose, fino a metà pomeriggio e poi mi portarono a fare un giro della cittadina: davvero bella! Rientrammo abbastanza tardi e cenammo a freddo con salumi tipici della Bretagna, parlammo ancora, poi si accorsero che ero molto stanca e decidemmo tutti di andare a letto. I genitori avevano la camera al piano terra, mentre noi avevamo questa stanza su un piano rialzato. Dovevamo percorrere delle scale e trovavamo la camera e un ripostiglio. Nella camera c’era un piccolo bagno. Chiudemmo la porta e Caterine mi chiese da quale parte avessi voluto dormire, e io per educazione dissi che mi andava bene ovunque. Mi toccò il lato vicino al lettino di Claud. I due fratelli iniziarono a spogliarsi, io mi vergognavo un po’, ma poi mi feci coraggio e tutti si rimase in mutande e maglietta, io ovviamente anche reggiseno. Caterine si offrì per sganciarlo e io accettai. Mi sedetti sul letto e lei da dietro mi tirò su la maglietta, e lo sganciò, e io me lo sfilai. Mi dissero se avevo bisogno del bagno e ovviamente volevo andarci e per fare pipì e per lavarmi un po’. Mi avviai e i due mi seguirono. Mi voltai per guardarli ma Caterine mi spiegò che lei e suo fratello usavano tranquillamente il bagno insieme, ma anche con i loro genitori. Mi disse: “Mentre uno fa una cosa, l’altro ne fa un’altra e si risparmia tempo”. Entrai e provai a sistemare il beauty per prendere tempo, Claud senza problemi si mise a fare pipì, e Caterine si sfilò la maglietta e iniziò a lavarsi sotto le ascelle. Poi arrivò al lavandino anche il fratello e Caterine mi invitò a fare pipì se ne avessi avuto bisogno. Andai alla tazza mi abbassai le mutandine e feci pipì. Poi ci scambiammo con la sorella al lavandino, solo che io con un seno come avevo non mi andava di togliermi la maglietta. E non lo feci. Tornai in camera e mi misi a letto. Ci scambiammo la “bonne nuit” e ben presto mi addormentai. Mi svegliai la mattina seguente e i due si erano già alzati, vidi che erano nel bagno, lasciavano infatti la porta aperta e fui molto felice di questo perché pensai che mentre loro si vestivano io potevo fare il mio comodo, volevo farmi una doccia e cambiarmi l’intimo. Uscirono quasi insieme avvolti solo in un asciugamano, probabilmente avevano fatto la doccia e mentre mi salutavano e mi chiedevano se avessi dormito bene, Claud si tolse l’asciugamano e rimase nudo davanti a me.

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Non avevo mai visto un uomo nudo dal vivo e credo che diventai di tutti i colori. Anche sua sorella rimase nuda e chiamò il fratello per farsi dare una crema idratante sul corpo. Mentre stavo dicendo che sarei andata a farmi la doccia, entrò in camera il papà. Era solo in slip. Ci salutò tutti con un bacetto e mi chiese cosa stessi facendo. Mi resi conto che era normale vedere i due figli nudi e io risposi che andavo a farmi la doccia. “La faccio con te, perché sotto l’acqua viene gelida”. Rimasi paralizzata ma non osai dire di no. Alexander si tolse gli slip in camera davanti a me e ai suoi figli e mi apparve un pene gigantesco, per come io li avevo immaginati o visti in qualche immagine e pur essendo a riposo sembrava una lattina di coca. “Lucia, ma tu fai la doccia vestita??” Mi sfilai la maglietta e mi tolsi le mutandine, era la prima volta che qualcuno mi vedeva nuda completamente, e andai in bagno. Entrammo e io gli dissi che dovevo fare pipì e lui rispose che dovevo fare il mio comodo proprio come a casa mia. Mentre io facevo pipì lui sistemò l’acqua e rimase ad aspettarmi. Quindi entrai con lui nella cabina. Durante la doccia mi venne di vedere nel momento che si lavava l’attrezzo, lo sbucciò e strofinava il glande e onestamente rimasi colpita dalle dimensioni esagerate. Poi mi chiese se gli lavavo la schiena che avrebbe ricambiato e lo feci fino alla vita, poi mi voltai e a sua volta mi insaponò e massaggiò tutta la schiena ma anche i glutei e pochino anche lo spacco. Uscimmo e io mi accorsi di non avere preso l’asciugamano. Allora Alexander chiamò suo figlio e disse di portarmelo. Andai in camera, il padre uscì e i figli erano sempre nudi. Mi chiesero se volevo la crema idratante, io un po’ rifiutai poi data la loro insistenza mi sdraiai e me la feci mettere. La misero a quattro mani: Caterine le spalle e la schiena, Claud i glutei e le gambe. Mi sentivo davvero confusa e mentre le mani di Claud lavoravano il mio sedere davanti agli occhi rivedevo solo il pene di Alexander sbucciato. Mi fecero voltare e come dietro mi spalmarono la crema: la bimba la faccia le spalle e i seni fino alla pancia e suo fratello le gambe le cosce e il pube che mi ero quasi completamente depilato prima di partire. Finirono e finalmente ci vestimmo e scendemmo per fare colazione. Fu una bellissima giornata. Mi portarono a vedere in quale scuola sarei andata dal lunedì per 4 ore al giorno e incontrai anche i miei amici italiani ma non ebbi coraggio di dire cosa si facesse nella casa. Dissi solo tutto bene. Di continuo rivedevo con la memoria il pene del papà. La sera dopo cena, ci mettemmo in salotto a parlare. Io ero sul divano con ai due lati i figli, e su una poltrona si mise Alexander che prese in braccio Monique. Mi chiesero se avevo un fidanzato e risposi che ci eravamo lasciati da poco e raccontai loro la storia. Niente di che, si intende ero semplicemente stata 7 mesi con un ragazzo della quinta. Mi chiesero che rapporti avevo avuto con lui e gli spiegai che ci baciavamo e lui, quando eravamo un po’ soli mi toccava il seno. Mentre parlavo Alexander mise una mano nella maglietta di sua moglie e iniziò a palparle i seni e anche a baciarla in bocca. Seguì un po’ di silenzio durante il quale Alexander tolse la maglietta a la moglie e anche il reggiseno e iniziò a baciarle e succhiarle i capezzoli. Poi Caterine mi fece alcune domande sulla scuola in Italia e io mentre rispondevo non potevo fare a meno di guardare la scena, anche perché vidi che i figli stavano guardando ma senza farci caso, come se fosse una cosa normale. Continuavano il loro amoreggiamento e lui le mise una mano nei pantaloni del pigiama. Caterine a sorpresa mi disse: “Mio padre è davvero bravo, vedessi come fa godere la mamma, non ti preoccupare se la senti strillare, è lei che raggiunge il massimo del piacere.

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Vedrai che bello quando lui le apre completamente la vagina (ma usò un termine più volgare in francese simile alla nostra fica) ed entra dentro di lei prima con tutte le dita e poi con il pene. Speriamo anche noi di trovare un uomo con un pene come quello i mio padre. Ma il tuo ragazzo come ce lo aveva?”. “Non l’ho mai visto…”. “Ma sei scema?? Stai con un ragazzo e non giochi con il suo sesso?? Io stavo insieme a un ragazzo di 14 anni l’età di mio fratello e ci ho fatto quasi tutto”. Monique si era alzata e si tolse i pantaloni e le mutandine. era proprio una bella donna, forme perfette, snella ma non magrissima. Si piegò un po’ sul marito e gli sbottonò i pantaloni e come se niente fosse gli tirò fuori l’attrezzo. lo accarezzò un po’, come fanno i maschietti da soli quando si fanno le s….. e poi lo sbucciò del tutto, abbassò la testa e mise in bocca quel glande gigantesco. Capii che lo stava succhiando e leccando e andava su e giù con la testa, mentre con le mani accarezzava con forza i suoi testicoli grossissimi e pelosi. Lui con una mano le palpava un seno e con l’altra le accarezzava lo spacco del sedere. “Lucia ma tu non hai mai sentito il sapore in bocca dell’uomo??’”. “No”. Mi spiegò che era buonissimo ed è una cosa fantastica avere il sesso di un uomo in bocca e farlo godere così. Monique alzò la testa e ora il pene di suo marito aveva raggiunto l’erezione, era lucidissimo per via della saliva della moglie. Lei le andò sopra dando le spalle a lui, aprì più possibile le gambe e si sedette con la vagina quasi sopra il pene. Lui le strofinò forte l’apertura e poi la fece abbassare lentamente e lentamente lei inghiottì nella sua pancia il sesso di suo marito iniziando leggermente a mugolare. Quando lo ebbe dentro tutto iniziarono a muoversi, prima lentamente e poi sempre più velocemente. Il mugolio di Monique si trasformò in urletti e poi sempre più forte. Lei con una mano iniziò a strusciare forte sul suo clitoride e lui le devastava i seni. Claud si stava toccando il davanti dei pantaloni, potevo immaginare il perché, ed anche a me, pur se imbarazzatissima, mi stavano venendo strani pensieri. I due andarono avanti per un buon quarto d’ora, poi anche Alexander iniziò ad urlare e capii che raggiungeva l’orgasmo. Poi si calmarono, lei si alzò e apparve il pene sempre grosso ma non più del tutto eretto sporco di sperma e di umori di lei. Lei si chinò di nuovo e glielo leccò tutto fino a ripulirlo, mentre vidi benissimo che lei stava colando su una coscia un po’ di sperma. “Non è fantastico mio padre?? Hai visto come l’ha fatta godere?? Alle volte fa anche di più, prima ci fa l’amore normale, poi la gira e le mette il pene nel sedere, lei allora urla come una pazza e prendono un pene finto e se lo mette nella vagina. Monique tutta nuda venne e sedersi sul divano, sudata e un po’ stanca, mentre Alexander chiamò la figlia a sé. Prese dal cassetto del tavolo un flacone di crema, la dette a Caterine, lei ne versò un po’ sulle mani del fratello il quale si alzò e andò dalla mamma, la quale appoggiò la testa sul bracciolo del divano e si stese a pancia in su. I due fratelli iniziarono a spargere la crema sui corpi dei genitori. Alexander disse: “E’ meravigliosa questa crema tonificante dopo il sesso, torni subito in forma”. Vidi Claud che impastava i seni della madre e poi scese sulla pancia fino al pube e poi le scostò le gambe: le passò la crema anche sulla vagina e molto a lungo. Anche Caterine era quasi arrivata al pene del padre. Senza problemi lo prese in mano e lo massaggiò tutto ma senza sbucciarlo. Quando ebbe finito Caterine andò in braccio a suo padre che la ringraziò molto e le disse che forse era meglio se andavamo a letto. Salimmo tutti e tre in camera. Ci spogliammo come la sera prima e insieme andammo in bagno. mentre Claud faceva pipì, Caterine mi chiese se io mi toccavo mai. “Solo raramente, e quando stavo con il mio ragazzo adesso mai”. “E ti piace??”. “Sì, un po’ però non so se è bello farlo da sé”. Ci lavammo e andammo a letto. Io mi misi giù e anche la sorella , ma Claud le disse: “Posso??”. “Certo, vieni”. Caterine mi spiegò che il fratello quando aveva voglia di toccarsi lo diceva alla sorella e lei lo faceva stare bene, oppure si toccavano a vicenda.

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Non capivo davvero più niente, mi girava la testa e avevo strani pensieri in mente. Claud, si sfilò gli slip e la maglietta, passò di fondo al letto e venne a sdraiarsi fra me e sua sorella. Abbassarono le lenzuola completamente, e lui andò subito con una mano nelle mutandine di lei. Poi lui si alzò un po’ e le sfilò. Si mise in ginocchio fra noi e portò una mano fra le cosce della sorella che lei subito schiuse e si fece toccare. Poi Claud disse. “Lucia posso toccarti il seno?? Tu ce lo hai bello, come mia madre, ma mia sorella non ha niente?”. Rimasi zitta, poi con la testa feci sì. Con l’altra mano si intrufolò nella maglietta alzandola e arrivò a un seno che subito iniziò a palpare. Mi chiese di tirarmi su tutta la maglietta e lo feci e lui passava da un seno all’altro. Mi accorsi che il suo pene stava crescendo sensibilmente e sua sorella iniziò a mugolare e con la mano gli faceva vedere come voleva essere toccata. Lentamente la mano di Claud si mosse dal mio seno verso la pancia e entrò nelle mutandine. Avevo i capezzoli ingrossati per l’eccitazione di cui ormai ero preda. Già la mattina aveva toccato il mio pube e pensai che di più non sarebbe sceso, e invece sentii le sue dita che mi allargavano la topina, mi sfiorarono il clito e scesero ancora più giù. Disse alla sorella: “E’ bagnatissima”. E iniziò a masturbarmi esternamente con delicatezza ma con decisione. Sua sorella stava probabilmente per raggiungere l’orgasmo, iniziò a mugolare forte ed ansimare e disse: “Dentro”. Probabilmente uno o più dita di Claud le entrarono dentro e lei si contorceva e si muoveva tutta. Quando si calmò, lui le estrasse le dita e si voltò verso di me, tolse la mano dalla mia vagina e mi sfilò le mutandine. Lo lasciai fare. Poi mi allargò le gambe e ricominciò a masturbarmi. Iniziai a sospirare anche io. Caterine disse: “Ti piace Lucia??”. “Sì”. Quando aumentai il respiro e iniziai a mugolare, Claud inserì un dito dentro. Prima mi esplorò lentamente ma con pressione tutta la cavità e poi iniziò ad andare velocemente su e giù, e con l’altra mano mi strofinava forte il clito. Probabilmente passò a due dita e raggiunsi un orgasmo violento fra le risatine dei due fratelli e l’incitamento di lei che diceva a suo fratello di farmi godere al massimo. Mi portò avanti il piacere per almeno dieci minuti. Poi stremata lo feci fermare. “E’ bravo vero?? Ha imparato da suo padre, vedrai che in questi giorni ti farà stare tanto bene”. Claud si sdraiò e disse. “Adesso tocca a me”. Caterine si alzò in ginocchio e mi chiese se l’avessi aiutata a far godere suo fratello. Mi alzai anche io ma dissi che non l’avevo mai fatto. Lei mi disse di ripetere quello che faceva lei, e anzi prima mi avrebbe fatto vedere e poi lo avrei fatto godere io. Prese in mano il pene, lo sbucciò, era diciamo grandino davvero, poi iniziò ad accarezzarlo su e giù, poi si abbassò un po’e tenendolo sbucciato gli dava baci sul glande e anche colpi di lingua. Poi lo lasciò e disse di lavorarlo io. Per la prima volta toccai un pene. Era durissimo, lo studiai un po’ e iniziai ad accarezzarlo, lo sbucciavo e lo richiudevo. Provai anche a toccare i testicoli e una mano di Claud tornò fra le mie cosce. Caterine mi disse: “Assaggialo”. Abbassai la testa e detti piccoli baci sul glande, poi sempre a bacetti scesi fino ai testicoli baciandoli ogni punto. Baciai anche lo scroto e provai a dare qualche colpo di lingua, prima sui testicoli e poi risalendo verso la cima. Dalla fessura del glande uscivano gocce di liquido e non sapevo se schifarmi o no, mi feci coraggio e prima detti qualche colpo laterale e poi lo leccai in punta: brevi e piccoli col pettini che divennero sempre più lunghi e sostanziosi fino leccarlo come un gelato. Iniziò a dirmi di continuare e se volevo potevo anche prendere tutto in bocca. Non ne ebbi il coraggio, lo passai più volte con le labbra molli della mia saliva e rafforzai le carezza. Si irrigidì, feci a tempo a togliere la lingua che una serie di spruzzi di sperma mi si posarono sul viso e sulle mani. Poi si calmò. Qualche schizzo era caduto anche sulla sua pancia e sua sorella si chinò e leccare.

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Posted by Stiloso il 08.11.05 17:23

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