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23.11.05
Un mese fa
Un mesetto fà ho scoperto,
grazie all aiuto della mia compagna, di essere estremamente
attratto dalla idea di guardarla posseduta da un altro uomo. Devo
dire che il mio rapporto con lei è stato sempre molto intenso,
ricco di passionalità, emozionalità ed amore, ma anche sul
piano sessuale Carla ed io andavamo alla grande.
Sborra per Troie e Zoccole o Puttane con Lesbiche
Forse proprio perche adava tutto troppo bene abbiamo inizziato ad avere entrambi il desiderio di vivere esperienze sempre più forti, fuori dal comune , insomma tutto ciò che ci potesse dare di nuovo i brividi nella ns. vita sessuale, molto intesa e soddisfacente, ma ahime senza più un grosso mordente. Il tutto ha avuto inizio un sabato sera quando io all'uscita di un locale, vedendo Carla discutere in maniera provocante con un ragazzetto nel parcheggio della discoteca,ho sentito il sangue che mi arrivava al cervello(probabilmente il tutto dettato anche dall' alcoll) e non appena siamo entrati in macchina ho fatto una scenata di gelosia come poche nella mia vita. Decisamente mi aspettavo un'altrettanta reazione da parte della mia donna, notoriamente molto forte di carattere e con nessuna voglia di farsi comandare, bacchettare o rimproverare. Ma stranamemte quella sera lei ha provato un grande stato di eccitazione, dopo la mia scartata, ed invece di scatenare una guerra ha iniziato a provocarmi sia con le mani che con le parole raccontadomi, con tono da gattina in calore, (durante tutto il tragitto dal posteggio a casa mia) come avrebbe desiderato scopare con lui, e nel frattempo si divertiva a slacciarmi i pantaloni ed a masturbarmi. Non appena saliti da me (piccolo appartamentino nel centro storico) ci ha assalito un turbine di passione animalesco, ed abbiamo iniziato a scopare con una violenza ed una pervesione fantastica. Lei mi incitava a scoparla, sempre più forte continuando a dirmi di immaginare lei a letto con quel tizio della discoteca mentre se lo "faceva" e tanto altro. La cosa li per li non mi ha colpito anzi mi ha fatto eccitare da paura, tanto è vero che lo abbiamo fatto ininterrottamente per più di tre ore, provando piacere svariate volte. Il giorno dopo, tutto estremamente tranquillo anche se il mio pensiero cadeva costantemente sul motivo di perchè tanta eccitazione nell' immaginare la mi ragazza a letto con un altro. Certo avevo sentito parlare di coppie in cui avvenivano giochi erotici esasperati, ma mai avrei creduto che noi potessimo essere una di quelle. Intanto i giorni trascorrevano ed io e Carla non eravamo mai più ritornati sull' argomento, cosa estremanente strana conoscendo il nostro continuo desiderio di scoprire le sensazioni reciproche di ogni "piccola avventura" se cosi si può chiamare. Il tutto è andato cosi fino a quando un sera che lei è venuta a cena a casa mia , dopo una buona bottiglia di vino, molte risate, ed un cresente erotismo, siamo finiti a letto e durante il nostro rapporto non ricordo se per causa mia o sua ma la nostra cavalcata si è nuovamente trasformata in una scopata in tre, Carla , l'amante immaginario ed Io.
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Non vi sto a raccontare i
particolari dell'amplesso ma vi posso confermare che il tutto è
stato di nuovo da paura. A questo punto la mia curiosità era
diventata irrefrenabile, dovevo capire se il mio desiderio fosse
solo quello d'immaginare o anche di voler vedere la mia donna
scopare con un'altro. Decido quindi di volerne parlare con Carla
quanto prima e fortunatamente, l'occasione mi si presenta la sera
stessa, infatti decidiamo di andare a cinema. Devo dire che una
cosa strabiliante, è l'incredibile telepatia che intercorre tra
me e lei.Infatti all' uscita subito dopo il film non appena entro
in macchina è proprio lei ad affrontare il discorso, chiedendomi
come mai io ultimamente mi eccitassi tanto nell'immaginarla con
un altro. Detto, fatto.... mi aveva tolto un gran peso. Le
confido che è un bel pò di giorni che avevo questo chiodo
fisso, ma non riuscivo a chiarirmi le idee, provavo un fortissimo
senso d'eccitazione dettato da un' umiliazione fortissima, quella
di poter pensare che la mia compagna godesse come una matta non
con me. La reazione di Carla non fu proprio delle migliori
infatti lei non proferì parola, ma si limito a chidermi se io
fossi ancora innamorato di lei. Certo che sono innamorato di
Carla, l' amo più di ogni cosa al mondo, per me è la vita. Devo
dire che dopo quella chicchierata il nostro rapporto, non ha
subito alcun cambiamento, la nostra vita è trascorsa normale e
felice, anche se i ns. rapporti sessuali erano sempre
caratterizzati dalla stessa fantasia ed entrambi provavamo un'
incredibile eccitazione nel fantasticare sulle sue scopate
immaginarie con un altro uomo. Ma il vero cambiamento del ns.
rapporto con conseguente cambiamento di vita è avvenuto solo
pochi mesi dopo e per l'esattezza la prima settimana di ottobre....
Carla ed io da ormai tre anni a questa parte nel mese di ottobre
ci regaliamo un bel viaggio... si una vacanza, dove scarichiamo
tutto lo sress accumulato in un anno di lavoro, e quest'anno
siamo partiti per Cuba. Normalmente i nostri viaggi sono stati
sempre caratterizzati dall' avventura e cioè dal partire con il
solo biglietto aereo per poi trovare in loco tutte le
sistemazioni, ma quest'anno un pò per pigrizia, un pò per paura
del clima (visti gli ultimi uragani) siamo andati in un villaggio
turistico. Abbiamo trascorso i primi due giorni in maniera
meravigliosa, con una dolcezza ed un tasporto fisico non
indifferente allegri, spesierati e soprattutto con una complicità
di due ventenni e tutto questo ha fatto si che capitasse quel
qualcosa che mi ha poi indotto ha scrivere su questo blog. Il
terzo giorno, infatti, durante una meravigliosa escursione Carla
mi dice che la sera aveva una sorpresa per me "un regalo"
e che al rientro dalla gita saremmo dovuti andare subito in
camera a prepararci per la cena aggiungendo..."non chiedermi
altro..." Al nostro ritorno senza neanche perdere un minuto,
andiamo in camera, Carla entra sotto la doccia ed io mi
addormento, dopo una mezzoretta e lei stessa a svegliarmi,
BELLISSIMA era bellisima... Top nero con una cerniera avanti,
mini gonna Jeans ed un paio di stivali di pelle, bianchi ed alti
fino sotto il ginocchio. Ero senza fiato....
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Mi rendo conto che non vi ho mai descritto Carla... è alta un
metro e settanta, capelli neri lunghi mossi anche se talvolta lei
li piastra, una terza abbondante di seno, neanche un filo di
grasso, due coscie spettacolari ed un culo perfetto. Ma torniamo
a noi... usciti dalla camera ci rechiamo al ristorante per il
primo turno... infatti c' eravamo solo noi ed i più anziani del
villaggio, comunque durante tutta la cena non riuscivo a
toglierle gli occhi di dosso era bellissima, sensualissima,
dolcissima ed estremamente eccitante, chiacchieriamo della
splendida escursione della giornata anche se notavo che lei
spesso si distraeva come se stesse cercando qualcuno. Vi confesso
che ero curiosissimo, non riuscivo a poter immaginare quale
potesse essere questo fantomatico regalo... e più volte avevo
cercato di carpire qualche indizio, Carla non mollava neanche di
una virgola, fin quando arrivati al bar subito dopo cena e dopo
aver bevuto un paio di Mojto, mi chiede di aspettarla li seduto...
ed io come un bimbo maleddettamente curioso ubbidisco senza
ribattere. Odio aspettare ma per fortuna dopo neanche dieci
minuti la vedo riapparire, si siede al tavolino con una aria
vistosamente più soddisfatta anche se un pò agitata. Le chiedo
cosa fosse successo e lei con il suo splendido sorriso mi dice
che il mio regalo era pronto.In quel momento ancor più di prima
la mia curiosità era alle stelle, desideravo capire quale
sorpresa mi avesse preparato, o che regalo mi avesse fatto.....devo
aggiungere che l'idea di quello che stava per avvenire non mi
aveva proprio sfiorato. Ricordo ancora le parole: " mi avvio
in camera dammi un quarto d'ora... poi raggiungimi"... detto
questo si è alzata dandomi un bacio sulle labbra e si è diretta
verso la stanza. Un quarto d'ora???.....mi sembrava un' eternità.
Fumo un paio di sigarette ed allo scadere dei quindici minuti
scatto dalla sedia e a passo svelto mi dirigo verso la nostra
stanza. Arrivato davanti la 215 la nostra camera mi accorgo che
la porta era chiusa a chiave, busso e naturalmente mi apre Carla
entro....e li ho la prima sorpresa.... la trovo senza gonna , con
il toppino aperto ed ancora con gli stivali, le domando il perchè
di quello strano abbigliamento e lei mi risponde che si stava
svestendo per rimanere nuda, ma io l'avevo preceduta, nel
frattempo si toglie anche il perizzoma e mentre stava per
togliersi anche gli stivali la fermo inizio a baciarla dicendole
di aver voglia di fare l'amore con lei. Carla mi guarda negli
occhi e mi fa sedere sul letto, poi con una voce molto dolce ma
stranamente anche molto emozionata mi dice:" amore ascoltami
bene...io ti amo da morire, sono pazza di te e stasera ti hofatto
una sorpresa che credo tu desideri da tanto... voglio però che
tu sia sicuro..."
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Vi confesso che io non riuscivo a capire,come un pirla, pensavo a tremila cose contemporaneamente." ...sicuro e covinto perché una volta fatto questo passo non potremo più tornare indietro" permettetemi una battuta in quel momento il mio unico pensiero è stato: CAZZO questa ora mi chiede se voglio sposarla...! Invece Carla aggiunse:" promettimi che se non sei sicuro non sene fà più nulla... Io sorridendo più per una sorta di nervosismo che altro dissi LO PROMETTO...e lei me lo fece ripetere più di una volta, poi si è alzata ed ha aperto la porta del bagno. Credetemi in quel momento ho avuto un fortissimo giramento di testa perche dal bagno è uscito Jorge un ragazzo cubano, il bagnino del villaggio, completamente nudo. Carla agitata come poche volte l'avevo vista nella mia vita mi ha detto:"... amore stasera se tu vuoi potremo realizzre la tua fantasia... ma ne devi essere certo..." non avevo parole ero un fuoco...di eccitazione , paura, smarrimento " sappi che se decidi di andare avanti ti pongo una condizione... devi fare tutto quello che ti dico e se dico e faccio cose che con ti piacciono non devi arrabbiarti" Il vedere la mia ragazza nuda con il top aperto e gli stivali abbronzatissima, vicino a quel "bronzo di riace" mi ha fatto perdere il senso della ragione e senza neanche pensare alle eventuali conseguenze la mia risposta dopo un profondo sospiro fu "va bene". Era una sensazione indescrivibile, paura , smarrimento ed una fortissima eccitazione, vedere la mi ragazza godere e gemere mentre un' alto le stava leccando la fica. "Dio... mi fai impazzire continua cosi... non ti fermare..." La mia Carletta godeva da matti, vedevo le sue gambe con ancora indosso i suoi stivali spingere sulla schiena di lui, per farlo probabilmente leccare più a fondo. Non aveva il coraggio di guardarmi? O più probabilmente era troppo eccitata per farlo? MI ha guardato senza parlare quando il cubano si è fermato ed è andato in bagno a prendere un preservativo, credo tra le sue cose. Quando lui è tornato gia con il profilattico indossato ho notato che aveva un membro gigantesco, è salito sopra Carla le ha aperto le gambe ed ha iniziato a penetrarla lentamente, sempre più affondo, poi più veloce fino a scoparla con un ritmo notevole, io ero estasiato vedevo CARLA uralre di piacere mantenere il ritmo spingendo con le mani e con gli stivali sulla sua schiena e sul suo culo, vedevo il suo enorme seno ballare sotto le spinte vigorose del cubano. Ma il momento di maggior smarrimento l'ho avuto quando Carla...la mia ....Carla... ha iniziato:" Dio mio....dio... sei grande scopami... scopami cosi.... ah ah ah...."Amore gurda coma mi scopa.... lo hai sempre desiderato... guarda.. guarda.... ha un cazzo enorme ..." Io ero completamente estasiato... impaurito... mi redevo conto di non essere padrone della situazione. Avevo sempre pensato che se Carla si fosse trovata in quella situazione, avrebbe vissuto la cosa....cioè avrebbe scopato in maniera molto fredda , poco passionale e decisamente con poco trasporto, ma invece... altro che fredda ed imbarazzata.... scopava con una grinta vista poche volte, gridava , partecipava e...
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Postato da Stilo il 14:10 | Commenti (0)
08.11.05
Vacanze Studio
Facevano accordi di vacanze studiocon una cittadina della Bretagna con la quale il mio paese e gemmellato, quindi scambio estivo di studenti che venivano ospitati nelle famiglie. Io frequentavo il terzo anno del linguistico e i miei genitori mi concessero di fare una vacanza studio in Francia.
Partimmo da Firenze in sei per essere ospitati in sei diverse famiglie della città. Trovammo alla stazione del treno ad aspettarci i nostri ospiti e in breve riconobbi il mio. Era un signore abbastanza giovane dai 35 ai 40 anni, vestito casual, con un po di barba e ci presentammo. Gli dissi che ero io Lucia e lui mi disse di chiamarsi Alexander. In macchina mi spiegò come era composta la sua famiglia: la moglie Monique, un figlio di 14 anni Claud e una figlia di 12 Caterine. Arrivammo a casa, che praticamente era lora di pranzo, e anche se in francesi non hanno labitudine di consumare il pranzo come noi, trovai apparecchiato, perché mi dissero che dovevo sentirmi come a casa. Mi presentai alla famiglia. La moglie era davvero una bella donna molto giovane, e era anche un bel ragazzo il figlio, mentre la ragazzina mi assomigliava molto. Rossiccia di capelli e lentigginosa, abbastanza bassa e paffutella come me. Unica differenza il seno: lei quasi non lo aveva, io avevo una quarta. Mi mostrarono la cameretta: avrei dormito in un lettone insieme a Caterine, mentre in un lettino a fianco dormiva Claud. La cosa non mi piacque per niente, ma non lo feci vedere. Per il resto mi trovai subito a mio agio, anche perché loro erano davvero simpatici e gioviali, e anche il pranzo, avevo una grande paura di mangiare male, era molto buono. Dopo pranzo rimanemmo a parlare di tante cose, fino a metà pomeriggio e poi mi portarono a fare un giro della cittadina: davvero bella! Rientrammo abbastanza tardi e cenammo a freddo con salumi tipici della Bretagna, parlammo ancora, poi si accorsero che ero molto stanca e decidemmo tutti di andare a letto. I genitori avevano la camera al piano terra, mentre noi avevamo questa stanza su un piano rialzato. Dovevamo percorrere delle scale e trovavamo la camera e un ripostiglio. Nella camera cera un piccolo bagno. Chiudemmo la porta e Caterine mi chiese da quale parte avessi voluto dormire, e io per educazione dissi che mi andava bene ovunque. Mi toccò il lato vicino al lettino di Claud. I due fratelli iniziarono a spogliarsi, io mi vergognavo un po, ma poi mi feci coraggio e tutti si rimase in mutande e maglietta, io ovviamente anche reggiseno. Caterine si offrì per sganciarlo e io accettai. Mi sedetti sul letto e lei da dietro mi tirò su la maglietta, e lo sganciò, e io me lo sfilai. Mi dissero se avevo bisogno del bagno e ovviamente volevo andarci e per fare pipì e per lavarmi un po. Mi avviai e i due mi seguirono. Mi voltai per guardarli ma Caterine mi spiegò che lei e suo fratello usavano tranquillamente il bagno insieme, ma anche con i loro genitori. Mi disse: Mentre uno fa una cosa, laltro ne fa unaltra e si risparmia tempo. Entrai e provai a sistemare il beauty per prendere tempo, Claud senza problemi si mise a fare pipì, e Caterine si sfilò la maglietta e iniziò a lavarsi sotto le ascelle. Poi arrivò al lavandino anche il fratello e Caterine mi invitò a fare pipì se ne avessi avuto bisogno. Andai alla tazza mi abbassai le mutandine e feci pipì. Poi ci scambiammo con la sorella al lavandino, solo che io con un seno come avevo non mi andava di togliermi la maglietta. E non lo feci. Tornai in camera e mi misi a letto. Ci scambiammo la bonne nuit e ben presto mi addormentai. Mi svegliai la mattina seguente e i due si erano già alzati, vidi che erano nel bagno, lasciavano infatti la porta aperta e fui molto felice di questo perché pensai che mentre loro si vestivano io potevo fare il mio comodo, volevo farmi una doccia e cambiarmi lintimo. Uscirono quasi insieme avvolti solo in un asciugamano, probabilmente avevano fatto la doccia e mentre mi salutavano e mi chiedevano se avessi dormito bene, Claud si tolse lasciugamano e rimase nudo davanti a me.
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Non avevo mai visto un uomo nudo dal vivo e credo che diventai di tutti i colori. Anche sua sorella rimase nuda e chiamò il fratello per farsi dare una crema idratante sul corpo. Mentre stavo dicendo che sarei andata a farmi la doccia, entrò in camera il papà. Era solo in slip. Ci salutò tutti con un bacetto e mi chiese cosa stessi facendo. Mi resi conto che era normale vedere i due figli nudi e io risposi che andavo a farmi la doccia. La faccio con te, perché sotto lacqua viene gelida. Rimasi paralizzata ma non osai dire di no. Alexander si tolse gli slip in camera davanti a me e ai suoi figli e mi apparve un pene gigantesco, per come io li avevo immaginati o visti in qualche immagine e pur essendo a riposo sembrava una lattina di coca. Lucia, ma tu fai la doccia vestita?? Mi sfilai la maglietta e mi tolsi le mutandine, era la prima volta che qualcuno mi vedeva nuda completamente, e andai in bagno. Entrammo e io gli dissi che dovevo fare pipì e lui rispose che dovevo fare il mio comodo proprio come a casa mia. Mentre io facevo pipì lui sistemò lacqua e rimase ad aspettarmi. Quindi entrai con lui nella cabina. Durante la doccia mi venne di vedere nel momento che si lavava lattrezzo, lo sbucciò e strofinava il glande e onestamente rimasi colpita dalle dimensioni esagerate. Poi mi chiese se gli lavavo la schiena che avrebbe ricambiato e lo feci fino alla vita, poi mi voltai e a sua volta mi insaponò e massaggiò tutta la schiena ma anche i glutei e pochino anche lo spacco. Uscimmo e io mi accorsi di non avere preso lasciugamano. Allora Alexander chiamò suo figlio e disse di portarmelo. Andai in camera, il padre uscì e i figli erano sempre nudi. Mi chiesero se volevo la crema idratante, io un po rifiutai poi data la loro insistenza mi sdraiai e me la feci mettere. La misero a quattro mani: Caterine le spalle e la schiena, Claud i glutei e le gambe. Mi sentivo davvero confusa e mentre le mani di Claud lavoravano il mio sedere davanti agli occhi rivedevo solo il pene di Alexander sbucciato. Mi fecero voltare e come dietro mi spalmarono la crema: la bimba la faccia le spalle e i seni fino alla pancia e suo fratello le gambe le cosce e il pube che mi ero quasi completamente depilato prima di partire. Finirono e finalmente ci vestimmo e scendemmo per fare colazione. Fu una bellissima giornata. Mi portarono a vedere in quale scuola sarei andata dal lunedì per 4 ore al giorno e incontrai anche i miei amici italiani ma non ebbi coraggio di dire cosa si facesse nella casa. Dissi solo tutto bene. Di continuo rivedevo con la memoria il pene del papà. La sera dopo cena, ci mettemmo in salotto a parlare. Io ero sul divano con ai due lati i figli, e su una poltrona si mise Alexander che prese in braccio Monique. Mi chiesero se avevo un fidanzato e risposi che ci eravamo lasciati da poco e raccontai loro la storia. Niente di che, si intende ero semplicemente stata 7 mesi con un ragazzo della quinta. Mi chiesero che rapporti avevo avuto con lui e gli spiegai che ci baciavamo e lui, quando eravamo un po soli mi toccava il seno. Mentre parlavo Alexander mise una mano nella maglietta di sua moglie e iniziò a palparle i seni e anche a baciarla in bocca. Seguì un po di silenzio durante il quale Alexander tolse la maglietta a la moglie e anche il reggiseno e iniziò a baciarle e succhiarle i capezzoli. Poi Caterine mi fece alcune domande sulla scuola in Italia e io mentre rispondevo non potevo fare a meno di guardare la scena, anche perché vidi che i figli stavano guardando ma senza farci caso, come se fosse una cosa normale. Continuavano il loro amoreggiamento e lui le mise una mano nei pantaloni del pigiama. Caterine a sorpresa mi disse: Mio padre è davvero bravo, vedessi come fa godere la mamma, non ti preoccupare se la senti strillare, è lei che raggiunge il massimo del piacere.
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Vedrai che bello quando lui le apre completamente la vagina (ma usò un termine più volgare in francese simile alla nostra fica) ed entra dentro di lei prima con tutte le dita e poi con il pene. Speriamo anche noi di trovare un uomo con un pene come quello i mio padre. Ma il tuo ragazzo come ce lo aveva?. Non lho mai visto . Ma sei scema?? Stai con un ragazzo e non giochi con il suo sesso?? Io stavo insieme a un ragazzo di 14 anni letà di mio fratello e ci ho fatto quasi tutto. Monique si era alzata e si tolse i pantaloni e le mutandine. era proprio una bella donna, forme perfette, snella ma non magrissima. Si piegò un po sul marito e gli sbottonò i pantaloni e come se niente fosse gli tirò fuori lattrezzo. lo accarezzò un po, come fanno i maschietti da soli quando si fanno le s .. e poi lo sbucciò del tutto, abbassò la testa e mise in bocca quel glande gigantesco. Capii che lo stava succhiando e leccando e andava su e giù con la testa, mentre con le mani accarezzava con forza i suoi testicoli grossissimi e pelosi. Lui con una mano le palpava un seno e con laltra le accarezzava lo spacco del sedere. Lucia ma tu non hai mai sentito il sapore in bocca delluomo??. No. Mi spiegò che era buonissimo ed è una cosa fantastica avere il sesso di un uomo in bocca e farlo godere così. Monique alzò la testa e ora il pene di suo marito aveva raggiunto lerezione, era lucidissimo per via della saliva della moglie. Lei le andò sopra dando le spalle a lui, aprì più possibile le gambe e si sedette con la vagina quasi sopra il pene. Lui le strofinò forte lapertura e poi la fece abbassare lentamente e lentamente lei inghiottì nella sua pancia il sesso di suo marito iniziando leggermente a mugolare. Quando lo ebbe dentro tutto iniziarono a muoversi, prima lentamente e poi sempre più velocemente. Il mugolio di Monique si trasformò in urletti e poi sempre più forte. Lei con una mano iniziò a strusciare forte sul suo clitoride e lui le devastava i seni. Claud si stava toccando il davanti dei pantaloni, potevo immaginare il perché, ed anche a me, pur se imbarazzatissima, mi stavano venendo strani pensieri. I due andarono avanti per un buon quarto dora, poi anche Alexander iniziò ad urlare e capii che raggiungeva lorgasmo. Poi si calmarono, lei si alzò e apparve il pene sempre grosso ma non più del tutto eretto sporco di sperma e di umori di lei. Lei si chinò di nuovo e glielo leccò tutto fino a ripulirlo, mentre vidi benissimo che lei stava colando su una coscia un po di sperma. Non è fantastico mio padre?? Hai visto come lha fatta godere?? Alle volte fa anche di più, prima ci fa lamore normale, poi la gira e le mette il pene nel sedere, lei allora urla come una pazza e prendono un pene finto e se lo mette nella vagina. Monique tutta nuda venne e sedersi sul divano, sudata e un po stanca, mentre Alexander chiamò la figlia a sé. Prese dal cassetto del tavolo un flacone di crema, la dette a Caterine, lei ne versò un po sulle mani del fratello il quale si alzò e andò dalla mamma, la quale appoggiò la testa sul bracciolo del divano e si stese a pancia in su. I due fratelli iniziarono a spargere la crema sui corpi dei genitori. Alexander disse: E meravigliosa questa crema tonificante dopo il sesso, torni subito in forma. Vidi Claud che impastava i seni della madre e poi scese sulla pancia fino al pube e poi le scostò le gambe: le passò la crema anche sulla vagina e molto a lungo. Anche Caterine era quasi arrivata al pene del padre. Senza problemi lo prese in mano e lo massaggiò tutto ma senza sbucciarlo. Quando ebbe finito Caterine andò in braccio a suo padre che la ringraziò molto e le disse che forse era meglio se andavamo a letto. Salimmo tutti e tre in camera. Ci spogliammo come la sera prima e insieme andammo in bagno. mentre Claud faceva pipì, Caterine mi chiese se io mi toccavo mai. Solo raramente, e quando stavo con il mio ragazzo adesso mai. E ti piace??. Sì, un po però non so se è bello farlo da sé. Ci lavammo e andammo a letto. Io mi misi giù e anche la sorella , ma Claud le disse: Posso??. Certo, vieni. Caterine mi spiegò che il fratello quando aveva voglia di toccarsi lo diceva alla sorella e lei lo faceva stare bene, oppure si toccavano a vicenda.
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Non capivo davvero più niente, mi girava la testa e avevo strani pensieri in mente. Claud, si sfilò gli slip e la maglietta, passò di fondo al letto e venne a sdraiarsi fra me e sua sorella. Abbassarono le lenzuola completamente, e lui andò subito con una mano nelle mutandine di lei. Poi lui si alzò un po e le sfilò. Si mise in ginocchio fra noi e portò una mano fra le cosce della sorella che lei subito schiuse e si fece toccare. Poi Claud disse. Lucia posso toccarti il seno?? Tu ce lo hai bello, come mia madre, ma mia sorella non ha niente?. Rimasi zitta, poi con la testa feci sì. Con laltra mano si intrufolò nella maglietta alzandola e arrivò a un seno che subito iniziò a palpare. Mi chiese di tirarmi su tutta la maglietta e lo feci e lui passava da un seno allaltro. Mi accorsi che il suo pene stava crescendo sensibilmente e sua sorella iniziò a mugolare e con la mano gli faceva vedere come voleva essere toccata. Lentamente la mano di Claud si mosse dal mio seno verso la pancia e entrò nelle mutandine. Avevo i capezzoli ingrossati per leccitazione di cui ormai ero preda. Già la mattina aveva toccato il mio pube e pensai che di più non sarebbe sceso, e invece sentii le sue dita che mi allargavano la topina, mi sfiorarono il clito e scesero ancora più giù. Disse alla sorella: E bagnatissima. E iniziò a masturbarmi esternamente con delicatezza ma con decisione. Sua sorella stava probabilmente per raggiungere lorgasmo, iniziò a mugolare forte ed ansimare e disse: Dentro. Probabilmente uno o più dita di Claud le entrarono dentro e lei si contorceva e si muoveva tutta. Quando si calmò, lui le estrasse le dita e si voltò verso di me, tolse la mano dalla mia vagina e mi sfilò le mutandine. Lo lasciai fare. Poi mi allargò le gambe e ricominciò a masturbarmi. Iniziai a sospirare anche io. Caterine disse: Ti piace Lucia??. Sì. Quando aumentai il respiro e iniziai a mugolare, Claud inserì un dito dentro. Prima mi esplorò lentamente ma con pressione tutta la cavità e poi iniziò ad andare velocemente su e giù, e con laltra mano mi strofinava forte il clito. Probabilmente passò a due dita e raggiunsi un orgasmo violento fra le risatine dei due fratelli e lincitamento di lei che diceva a suo fratello di farmi godere al massimo. Mi portò avanti il piacere per almeno dieci minuti. Poi stremata lo feci fermare. E bravo vero?? Ha imparato da suo padre, vedrai che in questi giorni ti farà stare tanto bene. Claud si sdraiò e disse. Adesso tocca a me. Caterine si alzò in ginocchio e mi chiese se lavessi aiutata a far godere suo fratello. Mi alzai anche io ma dissi che non lavevo mai fatto. Lei mi disse di ripetere quello che faceva lei, e anzi prima mi avrebbe fatto vedere e poi lo avrei fatto godere io. Prese in mano il pene, lo sbucciò, era diciamo grandino davvero, poi iniziò ad accarezzarlo su e giù, poi si abbassò un poe tenendolo sbucciato gli dava baci sul glande e anche colpi di lingua. Poi lo lasciò e disse di lavorarlo io. Per la prima volta toccai un pene. Era durissimo, lo studiai un po e iniziai ad accarezzarlo, lo sbucciavo e lo richiudevo. Provai anche a toccare i testicoli e una mano di Claud tornò fra le mie cosce. Caterine mi disse: Assaggialo. Abbassai la testa e detti piccoli baci sul glande, poi sempre a bacetti scesi fino ai testicoli baciandoli ogni punto. Baciai anche lo scroto e provai a dare qualche colpo di lingua, prima sui testicoli e poi risalendo verso la cima. Dalla fessura del glande uscivano gocce di liquido e non sapevo se schifarmi o no, mi feci coraggio e prima detti qualche colpo laterale e poi lo leccai in punta: brevi e piccoli col pettini che divennero sempre più lunghi e sostanziosi fino leccarlo come un gelato. Iniziò a dirmi di continuare e se volevo potevo anche prendere tutto in bocca. Non ne ebbi il coraggio, lo passai più volte con le labbra molli della mia saliva e rafforzai le carezza. Si irrigidì, feci a tempo a togliere la lingua che una serie di spruzzi di sperma mi si posarono sul viso e sulle mani. Poi si calmò. Qualche schizzo era caduto anche sulla sua pancia e sua sorella si chinò e leccare.
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Postato da Stilo il 17:23 | Commenti (0)