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22.05.05
Un Nuovo Personaggio
Contemporaneamente Marco mi accompagna nuovamente in cucina. Mi mostra lo sportello in cui sono custodite le spazzole, gli stracci, le scope e i detersivi. Appeso allo sportello vedo il grembiule integrale. x4x
Lo prendo per provarmelo addosso ma è ridicolo, pieno di arricciature e nastrini. Anche se sono già vestito da cameriera faccio una smorfia di disappunto e Marco ghignando: "Se non ti piace non hai nessun obbligo. Hai sentito cosa ha detto la padrona: non vuole che ti sporchi assolutamente e ti posso assicurare che su questo è inflessibile. Se pensi di poter farne a meno è una tua scelta". Sto per metterlo via poi ci ripenso e decido di indossarlo. Faccio passare sopra la testa le spalline che reggono la pettorina. Le arricciature sono così evidenti che mi solleticano quando le tocco. Marco è di nuovo dietro di me per allacciarmi anche questo nuovo fardello. Mi sorride decisamente e istintivamente faccio altrettanto per assecondarlo. Questa volta è ancora più evidente e mi mette la mano sotto la gonnella per accarezzarmi i glutei. "Ma padrone!...", mi infila le dita sotto il body e risponde seccato "Silenzio, non fare la troietta! Ti stavo solo sistemando i vestiti". Toglie le dita seccato e ordina "Fila a pulire i cessi e fai un buon lavoro, devono essere splendenti prima del ritorno della padrona". Prendo gli stracci e il secchio, lo riempio d'acqua e con i detersivi vado nel bagno degli ospiti. Marco mi segue. Mi accorgo che manca qualcosa e sto per tornare indietro quando vengo fermato "Cosa c'è?", "Ho dimenticato lo spazzolone", "Non serve, puoi fare benissimo in ginocchio, con le mani a terra, così avrai risultati migliori", "Ma così è più faticoso!". Mi prende per una mano e torcendomi il braccio mi fa inarcare in avanti. Poi con l'altra solleva i vestito e mi sculaccia con una mezza dozzina di manate sul culo. Con uno strattone mi fa tornare di fronte a lui e mi afferra il mento con la mano: "Posso andare anche oltre, non hai che da insistere e potrai provare!... Ora in ginocchio e strofina!". E' un tipo molto forzuto e mi spaventa l'idea di contraddirlo nuovamente, prendo una spugna dal secchio e seguendo il dito del Padrone mi dirigo verso il vaso per pulirlo. Mi metto in ginocchio per strofinare in tutti i punti, anche i più nascosti. Sciacquo la spugna per eliminare il sapone residuo si incomincia ad intravedere lo splendore. Nel frattempo il padrone segue il lavoro alle mie spalle e solo quando ho finito di pulire il vaso mi accorgo che si è sbottonato e sta per urinare. Sono ancora in ginocchio accanto al vaso quando il getto fuoriesce e disastrosamente finisce non solo dentro il vaso, ma anche sul bordo e sulla seggetta e gli schizzi mi arrivano addosso, sul viso. Vorrei arrabbiarmi, sto per farlo quando lui "Prendi quella salvietta", riferendosi ad una appesa accanto al bidet. "Cerca di pulirmi per bene, non voglio richiudere la patta con il cazzo ancora umido". Timidamente lo tampono e lo asciugo evitando di toccargli direttamente il pene. "Scommetto che stai pensando come sarebbe bello poterlo succhiare nella tua bocca". Si stacca e continua "Non ora c'è il cesso ancora sporco, puliscilo e fai di corsa". Contemporaneamente mi prende la salvietta dalle mani e dopo averla passata sul bordo del vaso e mi mostra che è sporca. "Ti ho schizzato prima mentre pisciavo?" non aspetta la risposta e con un gesto deciso mi strofina sul viso la salvietta sporca della sua pipì.
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La getta per terra e se ne esce fischiettando. Sono ancora in ginocchio, vorrei mandare a quel paese tutta la storia, ma poi ragionando mi accorgo che non posso uscire vestito in quel modo. E i miei vestiti? Che fine hanno fatto. Ora capisco il significato della frase "ci garantiremo affinché tu non cambi idea troppo facilmente". Mi sento come imprigionato e realizzo che per il momento è meglio soprassedere ad ipotesi di fuga e invece assecondare la volontà dei padroni. Forse se mi mostrassi più accondiscendente potrei usufruire di un trattamento migliore. Riprendo il mio lavoro e ripulisco il nuovo sporco e proseguo con gli altri servizi. Dopo un quarto d'ora esco dal bagno. Marco è in sala a leggere il giornale, e io mi reco nel bagno padronale. E' arredato con più gusto, ma è più disordinato, segno evidente di un maggior utilizzo. E' abbastanza sporco, sicuramente è un po' di tempo che non viene pulito. In un angolo vedo qualcosa per terra. Un preservativo usato ancora pieno di sperma. Lo prendo schifato con la punta delle dita e lo butto nel sacchetto dell'immondizia. Procedo nelle pulizie come di consueto. Con Marco alle spalle accusavo una sensazione di soggezione che mi impediva di lavorare tranquillamente. Metto in ordine e concludo le pulizie dei bagni. Vado in cucina per prendere spolverino, panni e scopa per la pulizia delle camere. Marco mi intercetta dicendo "Hai fatto tutto per bene?", "Sì Padrone, ho pulito e riordinato i due bagni come mi aveva chiesto", "Andiamo a vedere se dici la verità". Si alza in piedi quando suonano alla porta. "Vai ad aprire alla padrona". Apro la porta d'ingresso ma invece della padrona mi trovo davanti un uomo. Costui si mostra meravigliato vedendomi, poi sorridendo mi chiede "Posso entrare?", e imbarazzatissimo cerco di balbettare qualche parola "Ma lei chi è... chi devo dire...", "Non ti preoccupare... buongiorno Marco!" e lui risponde "Ciao Franco, non ti aspettavo per quest'ora". Lo accoglie in sala poi rivolgendosi a me "Dopo andrò a vedere il tuo lavoro ora fila a fare ordine in cucina" e mi tira un'altra forte pacca sul sedere. Sono di nuovo colpito da uno stato di prostrazione, ora sono stato visto in queste condizioni anche da un estraneo. E meno male che è un estraneo e non un mio conoscente! Con rabbia mi tolgo il grembiule integrale e lo lascio sul tavolo. Dalla sala li sento ridere di gusto mentre riordino la cucina. A un tratto Marco mi chiama "Vieni qua da noi" e arrivo in sala a testa bassa. "Franco è un caro amico. Ogni sua richiesta è come un mio ordine", "Sì padrone...", "Ora accompagni Franco nel bagno degli ospiti. Vorrei che tu ti mostrassi ubbidiente, non voglio sentire rimostranze da parte sua. Chiaro?. Vai!". Lo precedo fino alla porta del bagno, ma li mi fa segno di andare avanti. Entro in bagno e lui dietro di me. Chiude la porta. Poi si rivolge a me "Devo urinare", "e io cosa dovrei fare?", "Vai al vaso sollevi la seggetta e ti metti in ginocchio accanto a guardare se ho qualche necessità. Difficile?" vado ed eseguo l'ordine. Ha un sorriso ancora più perverso e soddisfatto di Marco.
Dentro il Pepa
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Mi metto in ginocchio a lato del vaso e lui si avvicina. "Aprimi la patta, ci sono i bottoni e mi fa fatica aprirli". Mi avvicino ed esaudisco le sue richieste poi si scosta per tirare fuori il pene e urina nel vaso. Non cerca di provocarmi cercando di sporcare il vaso, ma non posso fare a meno di avvertire gli schizzi di urina che da quella breve distanza mi raggiungono ancora sul viso. Al termine mi chiede "Vieni a pulirmi" mi volto per cercare unaltra salvietta ma lui mi riprende subito "No, non cercare nulla, avvicinati". Si gira verso di me e con il suo pene eretto verso il mio viso mi chiede "Usa la lingua, lo preferisco". Allora sbotto "E no, posso sopportare gli schizzi, ma questo è troppo schifoso!". Mi sto per alzare in piedi e mi vedo arrivare sul viso due forti schiaffi e un perentorio "Torna in ginocchio! Ti ho chiesto di pulirmi e come ha detto il tuo Padrone devi ubbidirmi". Gli schiaffi mi fanno male e sono frastornato. Mi arrendo alla richiesta avvicinando la mia bocca e timidamente elargisco le mie prime leccatine con la lingua sul suo glande bagnato d'urina. Lui ha già cambiato atteggiamento è visibilmente più soddisfatto anche se mostra un viso serio. "Usa anche le labbra, ecco così, prendilo in bocca e continua ad usare la lingua". Il suo pene è tra le mie labbra e lui ha le sue mani sulla mia testa per tenerla in posizione. Improvvisamente mi sento schizzare sul palato e realizzo che non ha aveva finito la pipì. "Vedi che era rimasto qualcosa?, Da brava succhia tutto". Mi fa schifo quel sapore ma mi impedisce i movimenti e praticamente ingoio quel liquido nauseabondo dopo che ha invaso tutta la mia bocca. Stacca le mani dalla mia testa e si allontana rimettendosi il pene dentro la patta, poi verso di me "Abbottonami i pantaloni!" e con il viso arrabbiato ubbidisco a quest'ultimo ordine. Poi mi rialzo in silenzio e lo seguo mentre esce dal bagno. Tornati in sala Marco gli chiede "Sei rimasto soddisfatto?", "Per niente questa puttanella si è ribellata e sono stato obbligato a schiaffeggiarla", "Come! e tu cos'hai da dire?". "Mi ha fatto bere la sua pipì e...", "E ha fatto bene! Devi sempre ubbidire, come riuscirò a fartelo capire? In ginocchio qui, sul divano, subito!". Con circospezione vado sul divano e ci salgo sopra nel modo che mi è stato ordinato mentre Marco apre un cassetto e continua "Chinati giù e appoggiati con le mani sullo schienale". Torna verso di me e solleva la gonna "Ma padrone cosa fa...", "Zitta e immobile" e immediatamente scopro che in mano ha un frustino e mi colpisce sulle natiche con un primo colpo doloroso. Continua a colpire e insiste "Conta dieci colpi", "Uno...due...", ogni colpo è sempre più doloroso "...nove...dieci". "Ne vuoi ancora?", "No padrone, la prego, basta così..." e torna frustarmi "Non si dice mai NO al padrone. Devi sempre dire 'Sì padrone, se lo desidera'. E alla fine devi sempre ringraziare. E' chiaro? Conta!" conto di nuovo fino a dieci e ho gli occhi gonfi, sto quasi per piangere per l'umiliazione subita. Nulla da dire?, con una voce tremante Grazie Padrone. Scendi dal divano, subito! E mettiti in ginocchio!. Mi muovo con dolore, mi ha colpito anche sulle gambe. Scivolo dal divano fino a terra e mi metto nella posizione ordinata. Chiedi scusa al signor Franco.
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Mi sento quasi in colpa sussurro Signor Franco le chiedo scusa per quanto è accaduto prima. Non basta. Per quale motivo lo hai fatto arrabbiare?, Perché non volevo , non volevi cosa?, non volevo leccargli il pene. Bene, se desideri il perdono e non ricevere altre punizioni dolorose, esegui ora il compito che ti aveva richiesto!. Franco ascolta in disparte con il viso serio Non pensare che venga io a metterti in bocca il mio cazzo . Hai sentito? Striscia ai suoi piedi e non procurargli altri fastidi. Mi avvicino sempre in ginocchio ai piedi di Franco. Lo osservo dal basso, ma lui evita di incrociare il mio sguardo. Alzo le mani verso la patta, la sbottono e apro anche la cinghia dei pantaloni. Dallapertura dei boxer infilo le mie dita e cercando di essere delicato gli tiro fuori il pene. E abbastanza molle. Cerco nuovamente di incrociare inutilmente il suo sguardo poi avvicino la bocca. Tiro fuori la lingua per leccarlo come mi aveva chiesto. Se vuoi farti perdonare lecca bene lo scroto e prendilo in bocca. Ubbidisco. Mentre lecco il suo scroto mi ritrovo la bocca piena dei suoi peli e accenno un gesto per toglierli dalla bocca. Non provarci, ogni pelo del mio cazzo vale più di te, sarà meglio per te ingoiarli piuttosto che sputarli. Torno a leccare e baciare fino allasta. Il pene è sempre più eretto. Con la coda dellocchio vedo Marco a lato con il frustino tra le mani, pronto ad elargire nuove punizioni. Franco mi chiede Ora come una brava puttanella, lo prendi in bocca e lecchi amorevolmente il mio glande. Allargo le labbra e ritrovo nuovamente il suo pene in bocca. Chiudo gli occhi mentre appoggia le sue mani sulla mia testa, per guidare i movimenti. Mi allontana per farsi baciare dalla base del pene per tutta la lunghezza dellasta. Me lo infila nuovamente in bocca e mi ordina di pompare sempre più intensamente Così brava, ora mi piaci . Lodore dei suoi umori è stranamente inebriante e succhio avidamente senza pensieri per la testa. Rimango sorpreso dal primo schizzo di sperma. E caldo e decisamente più piacevole della precedente esperienza con la pipì. Mi metto in ginocchio a lato del vaso e lui si avvicina. "Aprimi la patta, ci sono i bottoni e mi fa fatica aprirli". Mi avvicino ed esaudisco le sue richieste poi si scosta per tirare fuori il pene e urina nel vaso. Non cerca di provocarmi cercando di sporcare il vaso, ma non posso fare a meno di avvertire gli schizzi di urina che da quella breve distanza mi raggiungono ancora sul viso. Seguono altri schizzi, ma Franco mi allontana dalla presa, vuole vedere gli ultimi schizzi sul mio viso. Mi ritrovo con le guance e il mento sporchi di liquido seminale. Istintivamente mi riavvicino al suo pene e finisco di bere le ultime gocce del suo succo e ripulirlo con la lingua. Ora basta così, Franco si allontana rimettendosi a posto da solo. Rimango in ginocchio guardando nel vuoto.
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Avevo fatto il mio primo pompino. Nel frattempo sento sbattere la porta. Antonella ci accoglie dicendo Cosa sta succedendo?. Marco risponde Genny ha disubbidito ed ha offeso Franco, E che punizione gli hai dato?, Venti frustate, poi ha chiesto perdono a Franco, si avvicina a me e Mhhh posso immaginarmi che genere di perdono. Genny, alzati in piedi!. Avverto ancora il dolore delle frustate e mi alzo lentamente. Marco mi segue. Ecco, come pensavo! Nessuno ti impedisce di fare la troietta, ma non sopporto che ti sporchi gli abiti da lavoro. Un preservativo usato ancora pieno di sperma. Lo prendo schifato con la punta delle dita e lo butto nel sacchetto dell'immondizia. Procedo nelle pulizie come di consueto. Non solo hai il viso pieno di sperma. Guardati sul petto. Abbassando gli occhi vedo che qualche goccia di sperma ha raggiunto il vestito nero e ha lasciato un inconfondibile macchia traslucida. Antonella, di fronte a me è imbestialita e mi elargisce un forte schiaffo poi un altro. Come una bimbetta che si sporca i vestitini ecco come sei. Ti ci vorrebbe aspetta se lo trovo si avvicina al cassetto di un mobile, lo apre e ne porta via una busta trasparente. Lo apre di fronte a me. Ecco cosa ti occorre. Rimango sorpreso dal primo schizzo di sperma. E caldo e decisamente più piacevole della precedente esperienza con la pipì. Mi metto in ginocchio a lato del vaso e lui si avvicina. Mi mostra una bavetta da bambina, rosa con i merletti bianchi. Io rimango ammutolito ad ascoltare Ti avevo proposto il grembiule integrale ma vedo che il mio consiglio non ti è servito! Rimettiti subito in ginocchio. Appena giù mi posiziona la bavetta sul petto e facendomi chinare la testa in avanti, la lega molto stretta intorno al collo. Alzati, scattare. Quando sono in piedi mi piglia per un braccio e mi gira verso gli altri due: Quando vorrete usare la troietta per i vostri comodi, siete pregati di usare sempre la bavetta. Rivolgendosi a me E tu non ti mettere subito a ciucciare cazzi senza averla indossata. La prossima mancanza saranno dolori. Chiaro? Annuisco Ora per punizione la terrai fino allora di servire la cena e ti chiameremo solo mocciosetta. Marco mi segue. Vai in cucina e non ti muovere fino a nuovo ordine!. Cerco nuovamente di incrociare inutilmente il suo sguardo poi avvicino la bocca. Tiro fuori la lingua per leccarlo come mi aveva chiesto. Passo in mezzo a Marco e Franco e ridicolizzandomi dicono Allora sei una mocciosetta ciucciacazzi? e Marco afferrando la bavetta me la passa sul viso per rimuovere le ultime tracce di sperma, poi mi elargisce la solita, pesante pacca sul culo.
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Posted by Stiloso il 22.05.05 09:14