« Il Parco | Stilosissimo | A cena in un locale »
03.04.05
Il Rapimento
Lo so che lì cè il mare, lo sento questo rumore continuo, di fiotti e risucchi strascicati, che ti mettono ansia perché non arriva mai la fine, come quando non riesci ad inghiottire e ritenti e gioisci come se avessi vinto qualcosa.
Lo so che lì cè il mare, la sento questumidità salata che minfiamma le ossa e marriccia i capelli, e non oso guardarmi allo specchio, semmai cè ne fosse uno, semmai potessi vedermi attraverso questoscurità che non mi dà dimensione e mi fa paura, come se si congiungesse al rumore del mare che ora sento più forte. Non riesco ad immaginare che ora di qualsiasi giorno possa essere, e riesco perfino a ridere di me stessa pensando a cosa mi potrebbe servire saperlo, a quanto sia inutile calarmi in un punto preciso del tempo e domandarmi dove mi potrebbe portare il pensiero di sapere che sono le cinque di un giorno feriale. Tanto tra poco saprirà quella porta e lodore stagnante di muffa circolerà rinvigorito e più forte, sulla mia pelle e su queste mattonelle che non vedo, ma al tatto non sono più sporche dei palmi delle mie mani. Tra poco saprirà quella porta e mi trancerà la notte dal giorno, ieri da oggi e così via fino a credere superati questi pensieri che ora sono tutto il mio avere. E ricomincerò daccapo pensando al passato quello che ora dico al presente, ma il ricordo, quello vero, che mi vedeva altrove, lontano da questi ragni che mi camminano addosso e mi fanno la tela, si fa sempre più flebile come la mia voce che non sento da giorni. Non ho più niente, neanche un paio di mutande che ora sarebbero un tesoro, o che so io, una lametta che faccia mostrare le mie gambe decenti a questuomo che a breve mi porterà pane ed olive. Sempre le stesse, lo stesso sapore, come se fossero quelle di ieri, mangiate e rimesse. E berrò senza vergogna da quella brocca di ferro e di ruggine, che se potessi almeno vedere, giuro che, mi farebbe schifo solo a prenderla in mano. Mha promesso che tra un giorno qualunque, quando neanche me laspetto, mi porterà una zuppa di ceci e fagioli, che oramai non ricordo più il gusto, il sapore, che i miei sensi hanno cancellato come fare lamore o che so io, farmi una doccia bollente quando fuori cè neve. Ma non ricordo se fuori cè inverno o un sole che picchia e crepa la terra, non ricordo se sono venuta fin qui coperta di lana o con qualche maglietta sbracciata che mingrossa le tette e mi fa sentire guardata. Ma sento freddo, quel freddo di brividi che ti coglie indifesa quando sei sola, e sinfila padrone nelle parti più intime del corpo gelando cuore e polmoni. Sembra passata uneternità da quel giorno maledetto e forse sarà trascorsa davvero, a giudicare dalle tante domande a cui non ho dato risposta; non ho dato il minimo senso per pensarle di nuovo.
Siti Imperdili
http://figa-gratis.has.it/
http://www.foto-porno.it.tc/
http://figa-rasata.has.it/
http://www.sesso-anale.ch.tf/
http://figa-bagnata.has.it/
http://www.pornostar.it.tc/
http://figa-stretta.has.it/
http://racconti-hard.xxl.st/
http://figa-leccata.has.it/
http://www.siti-porno.it.tc/
http://figa-nera.has.it/
http://www.puttane.info.ms/
Questodore di rosmarino mi dà nausea, ma alle volte penso che potrebbe essere qualsiasi odore, magari di penicillina e dinfezione o uno dei tanti profumi sul davanzale del bagno che custodivo gelosa e ne facevo collezione. Ma tutto è successo senza rendermene conto e senza per questo pensare che non sia accaduto, che queste sono solo le mie lenzuola sudate dallansia, che ora mi alzo e vado in cucina a prepararmi un caffè che ne ho tanto bisogno. Ma le sento davvero queste voci, come mi pare dudire un sibilo di vento simile a zanzare fastidiose di notte, come mi pare di sentire la voce di un ragazzino che gioca sul pavimento allingresso. Ma se mi concentro sento la voce distorta dellaltra me stessa, che di là in cucina pulisce cicoria e saffatica attorno a quei pomelli opachi della sala da pranzo. La sento la voce, ora sempre più intensa, che grida perché non può più accettare dessere trascurata per ogni giorno che passa, di sentirsi femmina solo perché porta una gonna ed ogni tanto si trucca occhi e concetti perché non ha nientaltro da fare. E sento quel pianto che, come ora silente, mi bagna la faccia e segue remissivo le rughe del viso fino a posarsi negli angoli della bocca, fino a ridarmi equilibrio e coraggio di subire un altro giorno che nasce, fino a ridarmi la forza per distinguere questo rumore di mare. Ma ora non ho paura di stropicciarmi la faccia, perché da quando mhanno rapita ho smesso di essere bella, ho smesso di credere che ogni uomo che passa rallenti il suo passo per vedermi ancora un istante. E mi domando quante amiche avevo al momento, quanti compleanni ho saltato senza fare gli auguri, e quante colleghe mi stanno cercando. Vorrei tanto sapere come passavo il mio tempo, se per caso avevo un lavoro o che cosa facevo alle sei di sera invece di guardare il tramonto. Il mio guardiano mha promesso di portarmi uno specchio, mi basterebbe un vetro tagliato per riflettermi contro e immaginarmi davanti ai miei tanti cassetti a scegliere secondo il programma mutande e colore. Ma non mi lasciano nulla, neanche la brocca dellacqua, neanche un paio di forbicine per rifarmi le unghie e togliermi queste fastidiose pellicine che non mi fanno dormire. E strano come la mia mente sia in grado di ricordare perfettamente ogni merletto, ogni cappello risposto in armadio ed aver cancellato tutto il resto, tutto ciò che, secondo coscienza, varrebbe la pena vivere.
Siti Imperdili
http://www.il-sesso-gratis.info.ms/
http://figa-matura.has.it/
http://www.donne-mature.info.ms/
http://figa-pelosa.shows.it/
http://racconti-sexy.xxl.st/
http://figa-depilata.has.it/
http://donne-nude.makes.it/
http://figa-umida.has.it/
http://www.sesso-orale.eu.tc/
http://porno-gay.shows.it/
http://www.donne-nude.ze.cx/
E mi sforzo di pensare ad un uomo, ad un figlio, una casa. Se solo potessi vedere sul muro i contorni della mia ombra, maiuterebbe a ricordare chi sono, basterebbe uno straccio di luce per darmi una faccia, unaltezza, un carattere e da lì non ci vorrebbe che niente ricordare il motivo che mha relegata qui dentro, inghiottita da questa oscurità dove i ragni continuano a farmi la tela intorno ai miei polsi fasciati. Ma non sono catene, non ho ferri attorno alle caviglie o lenzuola che mi tengono stretta, neanche un bavaglio per tacere. E mi chiedo perché non urlo, perché non malzo e scappo da quella porta e perché rimango paziente ad attendere il mio guardiano che ogni sera maccarezza i capelli e mi ripete che manca poco, che è solo questione di volontà. E mi si mette qui accanto e mi parla a bassa voce, non tenta mai dapprofittarsi del mio seno, che comunque non vede, ma che è a portata di mano. Alle volte mi viene il dubbio dessere ancora bella, o che questuomo, che non salta una sera, non sia un guardiano. Ha unaria così familiare, come se lavessi odorato da sempre, come se la forma della mia faccia fosse adatta e perfetta alle sue carezze, alle sue mani che non stringono, ma rimangono leggere e sospese come se avesse timore di farmi dolore. Non mi parla mai di riscatto, non mi tiene al corrente se qualche rata è già stata pagata, anche se so che è questo il motivo e solo per quei maledetti soldi mi porta pane e olive e forse una zuppa di ceci. E mi domando quanto ricca potrei mai essere, per essere stata rapita e portata quassù in questo posto senza tempo e senza vita. Non riesco a farmene ragione che sia veramente questo il motivo, e che la mia memoria si sia eclissata per qualche spavento. Ma io mi sento tranquilla, come se fuori ci fosse tempesta e mi copro con il lenzuolo fino alla testa per non vedere la luce, per sentirmi protetta. Sicuramente mavranno preso con la forza ed avrò sbattuto la testa, magari mavranno addormentato ed avrò fatto un interminabile viaggio rannicchiata dentro un cofano di macchina. Magari mio marito sarà in pena incollato vicino ad un telefono che non squilla, o magari sono sola e nessuno mi sta cercando. Magari, magari, ma non ho certezze, neanche uno sparuto ricordo; se stavo tornando a casa, andando da un medico o, che so io, dentro un letto dospedale Sicuramente sarò stata rapita ed aspetto stasera il mio guardiano che mi porterà una zuppa calda di ceci e magari mi dà la buona notizia che qualcuno ha pagato il riscatto.
Siti Imperdili
http://zoccole-mature.has.it/
http://grandi-zoccole.has.it/
http://www.giovani-zoccole.ze.cx/
http://zoccole-borghesi.has.it/
http://www.ragazze-nere.ze.cx/
http://troie-mature.has.it/
http://www.puttanenegre.ze.cx/
http://grandi-troie.makes.it/
http://www.troie-cinesi.ze.cx/
http://www.troie-inculate.ze.cx/
http://www.fighenere.ze.cx/
Amore Perverso ad una festa strana, cè molta gente che conosco, ma non mimporta, la mascherina e i capelli acconciati diversamente rendono dubbia la mia identità. Non che mimporti molto di nascondermi, ma è per proteggere qualcuno Mi butto in mezzo alla pista, dove i giovani scatenati si sballano aiutandosi con alcol e fumo. Ballo anche io, lasciandomi trascinare dalle note di qua e di là. La birra mi fa girare un po la testa, ma è lunica cosa che ho trovato che mi permetta di avere più coraggio e di farmi restare in piedi. Mi trovo a ballare in mezzo a un gruppo di ragazzi che si strusciano su di me, ma io li scosto. E poi dimprovviso appari tu. Sulle note di una musica etno ti avvicini e mi saluti. Io ti conosco, ti ho riconosciuto e forse era proprio te che ho sempre cercato dallinizio della serata o della vita tu non mi hai riconosciuto, ma anche tu mi cercavi senza saperlo da quando sei nata. Iniziamo a ballare, la musica ci avvicina e i ragazzi fanno cerchio intorno a noi per vederci mentre ci stringiamo sempre più, le mani che scorrono sul corpo e lo sguardo che corre dentro agli occhi. Bella sei bella sotto la luce offuscata del pub. È un lento che ci fa abbracciare dolcemente, quella dolcezza mai trovata in mani maschili sul mio corpo; non esiste nulla intorno a noi, non la folla che balla e non i ragazzi che ci guardano eccitati, solo noi e la musica. Le mani sul corpo e il respiro sul collo tra i capelli, tra il profumo lieve che inebria più dellalcol, tra labbraccio che mi stringe il collo e la pelle rosea della guancia che sfiora la mia. Le mie mani sui fianchi accarezzano la seta della tua camicia, e più sotto la seta della tua pelle e le curve dolci che si disegnano da sé, senza bisogno di guardarle. Il tuo seno aderisce al mio, il tuo ventre respira con me intimamente; sento le tue labbra sfiorare la mia pelle, ti volti verso il mio sguardo che era celato fin ora dal velo delle palpebre e mi parli. Non so come posso udirti tanto chiaramente tra le note e gli urli della folla, probabilmente ti leggo sulle labbra o negli occhi ciò che dici. Sussurri appena come ti chiami?. Non te lo dirò, non posso dirtelo, ti deve prendere il mio sguardo e il mio tocco, non il mio nome. Sorrido appena, alzando un sopraciglio e il tuo respiro si fa più vicino, anima tra le labbra discoste che sanno lievemente di birra. Ti bacio. Mi baci. È un attimo chiudere gli occhi e trovarsi nei tuoi, le labbra rosee e tiepide premute sulle mie, la tua lingua che cerca la mia bocca e si insinua tra le mie labbra violandole con forza; la folla di ragazzi si è fatta più compatta e urla sempre più parole sconce, ma non scalfiscono il nostro piccolo universo di lingue che si intrecciano.
Siti Imperdili
http://www.donne-puttane.ze.cx/
http://www.puttane-negre.ze.cx/
http://www.puttane-nere.ze.cx/
http://www.puttane-italiane.ze.cx/
http://www.puttane-mature.ze.cx/
http://www.ragazze-puttane.ze.cx/
http://www.puttane-asiatiche.ze.cx/
http://www.puttane-cinesi.ze.cx/
http://www.puttane-nude.ze.cx/
http://www.masturbazione.ze.cx/
http://www.nere-nude.ze.cx/
Sentii pian piano che la punta del suo fallo sfiorava le labbra della mia calda vulva, lo faceva apposta, non voleva penetrarmi ancora e infatti dopo poco scese con la sua bocca sul mio ventre, baciò il mio ventre e i suoi baci ora non erano più violenti ma presero ad essere dolci e caldi, le sue labbra umide scivolavano intorno al mio ombelico e pian piano scendeva sempre piu giù, si soffermò a lungo intorno alle mie cosce dopodichè cominciò a passare la sua morbida lingua intorno alle labbra calde del mio sesso in fremente attesa di essere appagato dal desiderio.. continuò con la sua lingua intorno al mio clitoride e poi ancora baci forti su ciò che per un attimo avevo pensato non lo eccitasse e non gli bastasse più.. ma l'eccitazione ora era talmente forte da non poter pensare altro che a lui e a quanto lo potessi amare. Si accorse che quello era il momento giusto, così risalì in fretta il mio corpo e prese a penetrarmi con dei colpi a tratti forti e decisi e a tratti molto lenti, si eresse dinanzi a me e prese le mie caviglie fra le mani, si portò i miei piedi alla bocca e prese a succhiarli con una passionalità infinita.. smise senza lasciare le mie caviglie e ricominciò a penetrarmi sempre più forte. Sentii che non mi era rimasto ancora molto tempo, ma lui continuava ad un ritmo che toglieva il respiro. Fu l'orgasmo più bello e lungo che potessi immaginare e mentre esalavo gli ultimi gemiti di piacere lo vidi stendersi dolcemente su di me e sentii il mio ventre diventare caldo e riempirsi del suo seme. Ci addormentammo nudi da lì a poco in un caldo e tenero abbraccio fino al mattino seguente. Non parlammo mai più di quello che io avevo scoperto su di lui e nemmeno di quell'intensa e stupenda notte d'amore passata insieme. Nel silenzio dei suoi gesti di quella notte c'era una spiegazione che valeva molto più di mille domande che avrei potuto fargli e di mille risposte che avrebbe potuto darmi. Capii che il nostro amore e la nostra intesa amorosa andavano oltre quelle due righe fredde e anonime che oramai non avevano più senso nè valore sia per me che per lui. Ci accordammo per la mattina successiva. Quella notte fu lunghissima; dormii male, non potevo fare a meno di pensare al momento in cui saremmo rimasti da soli in casa sua. Ma conclusi che non dovevo farmi illusioni, dopotutto quella situazione poteva tranquillamente risolversi con un favore di buon vicinato. La mattina successiva mi presentai con la dovuta attrezzatura, mi accolse con un sorriso solare e mi chiese se prendevo un caffè; mi girò le spalle per prepararlo, e i miei occhi percorsero la sua figura lentamente, soffermandosi su ogni elemento che rendeva quella donna irresistibile. Bevvi il caffè e mi misi all'opera, quel lavoretto per me era un gioco e ci impiegai ben poco. La tenda, accuratamente stirata, era distesa sul divano; le offrii il mio aiuto per montarla e lo accettò, ringraziandomi con uno dei suoi splendidi sorrisi.Una pulitina veloce e fummo pronti a concludere l'opera.
Siti Consigliati
http://culi-sodi.italinks.it/
http://foto-hard.italinks.it/
http://culi-sexy.italinks.it/
http://foto-erotiche.italinks.it/
http://culi-belli.italinks.it/
http://foto-donne.italinks.it/
http://culi-nudi.italinks.it/
http://foto-ragazze.italinks.it/
http://culi-rotti.italinks.it/
http://foto-porno.italinks.it/
Posted by Stiloso il 03.04.05 13:40