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In vacanza con Roberto ed i suoi amici

L’estate era ormai alle porte. La scuola quasi finita ed io pronta per partire in vacanza con i miei compagni di classe.

La maggiore età raggiunta da poco e l’ultimo anno delle superiori terminato con successo. Tutte le mie amiche organizzavano le vacanze insieme ai loro fidanzati ma io, essendo l’unica single del gruppo, decisi di accodarmi alle vacanze che avevano progettato i maschi della mia classe. Una settimana al mare in compagnia di cinque maschi, tra cui il fratello di Carlo.. Roberto.

Roberto, qualche anno in più di me, è sempre stato il mio sogno erotico per eccellenza. A differenza delle mie amiche, io non ho mai voluto lasciarmi andare ad esperienze di sesso prima di esserne totalmente convinta. Motivo per il quale, sono ancora vergine. Nessuno che abbia esplorato il mio corpo, nessuno che abbia accarezzato le mie forme, nessuno che abbia mai posseduto.

Eppure di corteggiatori ne ho avuti tanti, ed in parecchie occasioni sono stata sul punto di cedere. In situazioni in cui l’eccitazione era a mille, ho sempre resistito per non sprecare il momento, rifuggiandomi poi, nell’auto erotismo.  Toccarmi, accarezzarmi e stimolare il piacere fino a raggiungere l’orgasmo, è una cosa che faccio molto spesso.

Ultimamente però, sempre con più frequenza mi sto chiedendo come sia sentirsi penetrata da qualcuno, sentire il respiro dell’altro sul collo e godere insieme.

La data della partenza arriva ed io emozionatissima, sentivo che qualcosa di speciale sarebbe successo. Roberto fin da subito, iniziò a guardarmi in modo strano, provocatorio. Non ci diedi molto peso e svuotai la mente pensando solo a divertirmi al mare con i miei amici.

Il mare, il sole, la pelle abbronzata ed il volume della musica, sempre più alto. Tutto stava procedendo secondo i piani ed i miei compagni di classe, si stavano rivelando una compagnia davvero giusta per vivere attimi spensierati.

Per trascorrere i giorni al mare, abbiamo affittato un piccolo appartamento con una bellissima vista sul mare. La casa è piccola ma funzionale: due camere da letto per i ragazzi ed una per me, piccola e con le pareti lilla. La cucina, bianca e luminosa, ha per terra un bel parquet chiaro. In uno dei tanti pomeriggi passati in spiaggia, come di consueto, io decisi di rimanere un po’ in casa. Avevo voglia di godermi quel divano in pelle grande ed il televisore a schermo piatto posizionato davanti al sofà.

Stavo sorseggiando del the freddo quando sento le chiavi nella toppa e qualcuno che entra in casa. Erano appena le 17.00, nessuno è mai rientrato dal mare così presto.

Suglia soglia della porta: lui. Roberto con i suoi capelli biondi scompigliati dalla salsedine e dal vento, bello più che mai. In un attimo capì che il momento era arrivato. 

Roberto, spalle larghe e carnagione scura, con occhi vogliosi e profondi, si avvicina al divano e senza dire una parola, si inginocchia davanti a me che ero seduta con le gambe leggermente divaricate.  Capì subito cosa voleva da me ed eccitata non lo feci attendere troppo. Lasciai da parte imbarazzi e vergogne dettate dalla situazione e dal fatto che fosse la mia prima volta e mi lasciai andare trasportata dal desiderio.

Roberto mi prese per i fianchi e mi fece scivolare leggermente più in basso con il bacino, lasciandomi seduta sul grande divano in pelle. Sì alzò, mi prese il viso tra le mani e mi baciò dolcemente sulle labbra. Colta dalla passione, decisi di lanciarmi e così il bacio diventò un’intreccio di lingue che si scoprivano per la prima volta.

Per qualche istante spaesata e confusa dopo il passionale bacio, l’unica cosa che rimaneva da fare era aspettare la sua prossima mossa che arrivò puntuale. Mi fece spogliare e mi invitò a rimettermi seduta comoda sul divano. Io, fintamente esperta, disobbedì e scegli di distendermi sul fresco parquet, invitandolo a seguirmi.

Roberto, ancora vestito, mi lasciò nuda per terra e con fare seducente, iniziò a spogliarsi, rimanendo in piedi davanti a me. Nudo con un’erezione che mostrava tutto il suo piacere nel vedermi nuda e vogliosa, si chinò verso di me, divaricando le mie gambe, fino a quel momento, ancora serrate.

I brividi, iniziarono a pervadermi il corpo e la voglia di essere penetrata, cresceva ad ogni carezza della sua mano sulle mie curve.

Iniziò dai seni. Mi accarezzò, stuzzicò i miei capezzoli turgidi con la lingua e si spostava da un seno all’altro come se fosse affamato di me e del mio corpo. Alternava momenti di carezze delicate ad attimi di passione furiosa. Provai così ad intervenire in questo gioco d’amore, avvicinandomi con le mani al suo membro. Preso in mano, ebbi un sussulto. Lo toccai con cura e capì quale movimento fare per farlo eccitare di più.

Mi lasciò fare per pochi minuti, dopo i quali mi bacio dolcemente le cosce e si sistemò su di me. Si leccò due dita e le bagnò con molta saliva, prima di infilarmele dentro ed iniziare un movimento che mi fece letteralmente impazzire.

Il mio corpo, disteso sul pavimento, si curvò per il piacere, fino a farmi desiderare che quel pomeriggio non finisse più. Che le sue mani continuassero a toccarmi ed il suo corpo ad essere sopra il mio.

Con un movimento delicato, mi penetrò. Ricordo esattamente l’attimo in cui, lui a peso morto su di me, con il suo membro duro come una roccia, entrò dentro di me. Con dei movimenti lenti, continuava il nostro gioco di passione.

Il mio copro, esile e vergine, fino a quel momento, provò sensazioni mai provate prima di allora. I movimenti di Roberto, diventavano sempre più insistenti e piacevolmente forti. Sentivo il suo cazzo quasi fino allo stomaco.

Il respiro di entrambi, si faceva sempre più affanoso e capì che da lì a poco, avrei provato l’orgasmo più bello mai avuto fin ora. L’auto erotismo, era ormai solo un ricordo lontano.

Cinsi i suoi fianchi con le mie gambe, stringendo più forte mentre anche lui stava per venire. Gli implorai di resistere, che il mio piacere sarebbe esploso da lì a pochi secondi. Con gli occhi languidi e stremati, gli ho chiesto a denti stretti di continuare ancora a scoparmi, di non fermarsi, che mi stava facendo impazzire.

Mentre sussurravo queste frasi nel suo orecchio, mi bloccò la bocca con una mano per farmi tacere e mi disse che se gli avessi parlato ancora, mi avrebbe inondato di sperma senza riuscire a fermarsi.

Muta, non potei più trattenere il piacere ed esplosi in un gemito mentre ogni terminazione nervosa del mio copro era irrigidita e pronta a rilassarsi qualche istante dopo. Mentre io senza vergogna, feci sentire a tutta la spiaggia la mia eccitazione, lui con un rapido movimento uscì il suo cazzo e mi venne con goduria sulla pancia. I suoi occhi in quel momento, non li dimenticherò mai. Come non dimenticherò mai questa sensazionale prima volta. 

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