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Sesso tra gli scaffali del magazzino… che goduria!

Quella che sto per raccontarvi è una storia che vorrei condividere con tutti voi. Non credo di aver passato un periodo di sesso più eccitante di quello che sto per descrivervi.

Lavoro per una multinazionale molto famosa. Nella mia azienda arrivano dipendenti nuovi quasi all’ordine del giorno. Devo ammettere di essere un tipo riservato e discreto. Da qualche mese io e mia moglie Giovanna, siamo stati trasferiti dal nord della nostra amata Padania al caldo sud della Sicilia.

Quello che fin ora non ho specificato, ma che sarà di grande aiuto per comprendere la storia.. è che mia moglie in questo caso gioca un ruolo fondamentale: e’ la responsabile del reparto per il quale lavoro.

Ci siamo conosciuti in azienda nel lontano 2000. Lei donna in carriera con le idee molto chiare su dove volesse arrivare nella vita. Io, disfattista e senza sogni nel cassetto da realizzare, ero pronto a prendere ciò che la vita mi mettesse davanti. Sei anni di differenza tra me e Giovanna non sono mai stati un problema, anzi. Lei più grande di me, ha giocato spesso il ruolo di educatrice ed insegnante. Era una nostra perversione e devo ammettere.. ci veniva piuttosto bene!

Anche nella sessualità, la sua esperienza era più avanti rispetto alla mia. Appena conosciuti, lei prese l’iniziativa, ricordo che lei conduceva le regole del gioco ed amava farlo. Con la scusa che fosse più grande di me e che avesse tante cose da insegnarmi, si finiva sempre a scopare in ogni angolo. Che gran periodo quello.

A letto Giovanna è sempre stata una bomba esplosiva. Fantasie, perversioni.. era la donna che ogni uomo avrebbe desiderato di avere. Un fisico formoso e generoso. Curve abbondanti portate con sensualità. Emanava sesso ad ogni sguardo. La carnagione scura di Giovanna, io suoi enormi occhi neri e questi capelli.. tanti e lunghi fino al sedere. E che sedere! Quando ci siam conosciuti, in azienda i più intimi scherzavano con lei chiamandola Jennifer Lopez, a causa del suo fondoschiena prosperoso ma scolpito.

Quante scopate abbiamo fatto mentre io la prendevo da dietro nel bel mezzo della stanza, e lei con naturalezza si concedeva a me in ogni momento. Nel suo ufficio, a casa, in macchina, ovunque! Sembravano essere due adolescenti impazziti. Ma come potevo resisterle? Il suo fascino mi aveva completamente fatto perdere la testa ed io non riuscivo più a farne a meno.

Dopo due anni d’amore, amore folle, decidemmo di sposarci per iniziare a costruire qualcosa di solido. Ad oggi credo che quella scelta, sia stata l’inizio della fine.

Penserete forse che io sia un traditore senza scrupoli? Sì, lo sono.

Dopo il matrimonio, come accennavo, è arrivato puntuale un trasferimento inaspettato. Con l’apertura di un nuovo punto vendita, hanno spedito senza possibilità di replica me e Giovanna al sud. In Sicilia. Tra me e mia moglie, le cose in quel periodo non andavano a gonfie vele e speravo che una ventata di novità ci potesse portar bene.. mi sbagliavo.

Giovanna è improvvisamente cambiata, ancor di più rispetto a quanto non avesse già fatto dopo le nozze. Un nuovo ruolo in azienda, una nuova città, sicuramente fattori emotivamente forti.. ma sentivo che qualcosa stesse per spezzarsi.

Non avrei mai voluto rovinare il rapporto con mia moglie.. ma ciò non è avvenuto. La vita a Palermo, tutto sommato si stava rivelando simile alla realtà lasciata al nord. Una cittadina piccola e tranquilla senza sconvolgimenti. Nessuno sconvolgimento fino al momento in cui, la mia cara mogliettina non mi comunica di aver assunto una giovane ragazza di supporto nel mio reparto: Clara.

Clara… un sospiro ancora adesso se ci penso. Completamente diversa da mia moglie: esile, bassina e di corporatura minuta. Portava questi capelli corti, che mettevano in mostra i suoi enormi occhi azzurri. Minuta ma con delle forme mozzafiato. Sotto al camicie da lavoro, non si potevano non notare quei piccoli e fantastici seni che Clara provava a nascondere per pudore. Una delle prime volte che la vidi in reparto, Clara stava provando a sistemare della merce appena arrivata in magazzino ed era di spalle a me. Piegandosi e non volendo, lasciò mostrare l’intimo in pizzo nero che portava sotto la divisa del negozio.

Da quel momento in poi, la mia mente non ha ragionato più. Ho passato giornate difficili, serate intere a fantasticare sul corpo di Clara e su cosa si nascondesse sotto quella divisa. Quella ragazza, in tutta la sua ingenuità, mi stava facendo perdere la testa.

Iniziammo a parlare sempre di più durante il turno di lavoro e spesso ci capitava di dover stare in magazzino ore ed ore per sistemare la merce.

Quel magazzino… come dimenticarlo.

Un pomeriggio, senza averlo deciso o programmato, successe. Ero certo del fatto che lei in quel momento mi stesse desiderando con gli occhi esattamente quanto stessi facendo io. Nella mia mente l’avevo già spogliata e la stavo possedendo su un piano rialzato che in quel momento sembrava star lì con l’unico scopo di servire a consumare il mio tradimento.

La voglia di lei era troppa, troppa ed accumulata nei giorni che non potevo più contenerla. Non ricordo precisamente l’attimo in cui mi avvicinai a Clara, ma ricordo esattamente tutto quello che successe dopo.

In un attimo il nostro magazzino si era trasformato in un assurdo luogo di sesso e tradimenti. Io spogliavo Clara per quanto potessi, avendo paura di essere scoperto da qualcuno o ancor peggio da mia moglie.

Lei, si lasciava andare al piacere ed a questo gioco senza regole. Con le gambe aperte verso di me e la tuta da lavoro tolta solo per metà, mi invitò ad avvicinarmi e mi chiese con voce sensuale e trasudante di eccitazione: “Scopami”.

Quella parola, sussurrata e detta con godimento, non mi fece pensare due volte. Mi abbassai velocemente i pantaloni della divisa e con il mio cazzo duro come il marmo, in un attimo ero dentro di lei.

Movimenti decisi e forti. Mentre le alzavo leggermente le gambe per farla godere meglio. Mentre la sbattevo, notavo che la merce intorno a noi era come se si muovesse all’unisono di quella scopata. In quei momenti l’ansia e la paura di esser scoperti svanirono totalmente, nonostante avessi mia moglie seduta nell’ufficio accanto.

La voglia di Clara era troppa e quella scopata fu indimenticabile e tanto desiderata. Lei venne e si lascio andare ad un orgasmo che le irrigidì tutti i muscoli del corpo mentre con i denti mordeva la mia spalla destra per non urlare di piacere. Io… feci esplodere tutto il mio piacere di quella scopata sul suo ventre candido mentre la fissavo dritta negli occhi e le promettevo che quella.. non sarebbe stata l’ultima.

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