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Segui le mie indicazioni: ti porteranno dove potrai vedere le stelle

Quella sera, Bologna era gelida. Dicembre si faceva sentire insistente e dopo una giornata pesante, l’unica cosa di cui avrei avuto bisogno era proprio una serata speciale.

Intorno alle 19.30 arrivai, infreddolita e con la sciarpona di lana fino a sopra al naso, vicino alla mia macchina pronta per la strada del ritorno che mi avrebbe condotto a casa. Una cosa insolita però, catturò la mia attenzione all’istante: un bigliettino di carta fermato dal tergicristallo dell’auto. “Segui le mie indicazioni, ti porteranno dove potrai vedere le stelle”. Un brivido, mi passò dalla punta dei piedi fino ai capelli. Stava succedendo per davvero?

Entrata in macchina, un sms anonimo, recitava così: “Torna a casa, lì troverai il vestito da indossare e le coordinate per arrivare da me.” Sapevo benissimo di chi si trattasse, motivo per il quale l’eccitazione cresceva momento dopo momento. Nel gioco della sessualità, lui amava la dominazione ed usava ogni situazione a suo favore per sottomettermi al suo volere.

Ero eccitata, vogliosa e mi sentivo estremamente donna. Curiosa di scoprire cosa avrei dovuto indossare, arrivai al terzo piano senza prendere l’ascensore, correndo su per le scale come una bambina. Entro nel mio modesto bilocale e sul divano c’erano due grandi scatole ad aspettarmi. Con addosso ancora la sciarpa ed il cappotto, andai a scoprire cosa si nascondeva al loro interno. Un abito in pelle nero lungo, attillato che metteva in risalto le mie curve generose ed una lingerie da capogiro. Minimal e rigorosamente total back da abbinare a dei tacchi vertiginosi. Dopo una doccia rilassante, iniziai la preparazione per quella che sarebbe stata una notte strepitosa! Solo lui riusciva a farmi sentire così donna e così desiderata, come mai nessuno aveva fatto.

Il gioco della dominazione, era una cosa che mi eccitava particolarmente. Essere sottomessa, accettare senza replica tutto quello che mi veniva imposto nella sessualità, era per me, una cosa molto appagante. Mentre finivo di truccarmi, il mio cellulare con un sms anonimo mi svela l’indirizzo al quale mi sarei dovuta recare per la notte.

Non conoscevo la zona, neanche la via, ma mi fidavo e così, dopo qualche minuto, il navigatore mi condusse dal mio uomo. Arrivai al civico di un normalissimo palazzo, alto, molto alto, lui mi aspettava sull’attico.

Eccitata, divertita e molto, molto porca, questo era come mi sentivo mentre arrivavo dal mio dominatore, curiosa di scoprire cosa mi sarebbe aspettato. Aperta la porta di questo meraviglioso attico open space, dinnanzi a me: lui.

Non esitò un momento, e trovò immediatamente il modo per sottomettermi al suo volere. Una benda sugli occhi e mi fece inginocchiare senza poter parlare, mentre lui si sbottonava i pantaloni. Mi fece assaggiare il suo pene duro come il marmo, spingendomelo in bocca fino alla gola. Con le mani sulla mia testa, accompagnava i miei movimenti, decidendo il ritmo che avrebbe dovuto avere il suo piacere.

Dopo qualche minuto, mi sollevò con forza, mi tolse la benda dagli occhi, e mi sfiorò con le labbra un orecchio, sussurrandomi che mi avrebbe scopato con forza e soddisfatto ogni suo desiderio in quella notte. Mi ordinò di non parlare e di accettare tutto senza opporre resistenza alcuna. Io avevo la figa calda e bagnata di eccitazione senza che lui mi avesse praticamente sfiorato. Solo il suo della sua voce ed il suo sguardo dritto nel mio, mi portavano alle stelle!

Mi prese per i polsi e tenendomeli uniti con una sola mano, mi fece girare d schiena e sollevandomi il vestito, iniziò a scoprirmi, ammirando l’intimo che aveva scelto per me. Con una mano mi sfiorò le cosce, allargandomele solo leggermente.. passo due dita, sentendo il calore della mia figa e salì verso le natiche. Iniziò a sculacciarmi con violenza e mentre lo faceva io godevo come una maiala. Più gli chiedevo di continuare, più lui mi ordinava di stare zitta.

Premeva la mia faccia sulla spalliera del letto, mentre stringendomi le guance, mi guardava negli occhi dicendomi che mi avrebbe sfondato il culo e che mi avrebbe inondato di caldo sperma come una vera troia.

“Sei una vera troia, tu?” Mi chiedeva con gli occhi rossi di fuoco ed eccitati. Io rispondevo per come potevo, fino al momento in cui ho urlato: “Ora scopami, ti prego, non resisto più!”. E sbeeem, mi arrivò uno schiaffo in piena faccia. “Decido io quando fotterti, puttana!”.

Quel gioco così spinto, così crudo, così vero.. mi stavo facendo andare in paradiso! Avrei desiderato che quella notte non finisse mai! Inaspettatamente, iniziò a leccarmi ovunque con quella lingua fantastica, entrava dappertutto. Mi allargò le natiche fino a farmi male, malissimo. Con la lingua mi penetrò il culo, giocandoci divertito. “Ora si fa sul serio, troia.”

Mi avvertì che non era più momento di giocare. Si preparò, sputandomi addosso e con due dita mi penetrò l’ano per allargarlo al massimo. Mettendosi in piedi dietro di me, senza dire altro, mi sfondò il culo come se fossimo su un set di un film a luci rosse. La mia espressione di dolore misto a piacere, sarebbe stata da immortalare.

Con i denti stringevo un cuscino mentre gli chiedevo di continuare. Lui era al limite dell’eccitazione, proprio come gli piace fare e dopo pochi minuti di scopata anale violenta, mi girò in fretta verso il suo cazzo duro e gonfio, spingendomelo in bocca, mi riempì di sperma bollente e denso mentre urlava dal piacere tenendomi la testa bloccata. Era così tanto che non riuscì a mantenerlo tutto, dopo averne ingoiato gran parte, il resto me lo feci colare addosso, lungo il mento, sul collo.

“Sei una lurida, troia”. E andò a farsi una doccia calda.

 

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