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Rossella e la scopata al ristorante: una vera maestra

Di donne in vita mia, ne ho viste tante… di donne spinte e perverse, altrettanto.. ma come Rossella.. bè, come Rossella non mi era mai capitato!

Il titolo di questo racconto parla da sè. Rossella è davvero una donna come poche al mondo. Una pantera, una ninfomane senza paragoni. Amava scopare ed amava farlo nelle situazioni più impensabili. Il suo modo di approcciare è sempre stato fuori dal comune! Una pantera come l’ho già definita, dai lunghi capelli neri, lisci come la seta. Le sue forme? Un’estasi per gli occhi e per le mani. Al tatto, la pelle di Rossella così morbida, rasentava la perfezione. Il suo odore? sublime. Il suo sapore? Eccitante!

Non mi sarei mai staccato dalle sue labbra, ma separato da quel sapore così afrodisiaco e sensuale, mai. Le mani di Rossella, passavano sul mio corpo e ad ogni passaggio, i miei ormoni e la mia eccitazione cresceva, sempre, come se fosse la prima volta.

Partiamo però dall’inizio di questa storia super hot. Un racconto dei tanti episodi che avrei da ricordare sulle scopate con Rossella. Ho parlato sin da subito di maestria e lo ribadisco: Rossella era davvero una maestra del sesso. Più volte mi son domandato in quei mesi se avesse fatto nella vita la scelta giusta, decidendo di buttarsi nel mondo della ristorazione.. certamente avrebbe avuto una carriera più florida in altri ambiti professionali. Tanto era forte questo pensiero, che in alcune occasione, non mi son trattenuto dal chiederle:

-Hai mai pensato di tentare con la carriera da porno attrice?

Lo dicevo con il sorriso, dopo performance eccellenti, sapendo che una come lei, per questo genere di battute, non se la sarebbe mai potuta prendere a male.

-Mi lusinga Mario, ma no.. grazie, non fa per me!

Era la sua risposta più gettonata in merito alla proposta lavorativa. Il modo in cui conobbi Rossella fu uno dei modi più banali e convenzionali del mondo: il suo ristorante, ha l’uscita secondaria accanto al portone del mio appartamento al civico 34 di via Malta a Roma.

In più di qualche occasione, ci eravamo ritrovati per caso nel luogo giusto al momento giusto. Io rientravo sfatto e stanco dal lavoro, mentre lei, fumava la sua sigaretta slim concedendosi pochi attimi di pausa dalla serata lavorativa. Nel suo ristorante, in realtà non ci ero mai stato. Non mi è mai sembrato il caso di scendere sotto casa e di sedermi nella sala di un ristorante.

In realtà poi, non avrei mai immaginato che quella sala, l’avrei vista da tutt’altra prospettiva!

Un’occasione dopo l’altra, portò me e Rossella a parlare, ogni sera un pochino di più. Sempre più complici e sconosciuti, la situazione mi eccitava parecchio. Lei era prosperosa e con uno sguardo magnetico. Non lasciava nulla all’immaginazione e che mi avrebbe mangiato vivo, me lo ha fatto intendere diverse volte.

Io per carattere invece, non sono così lanciato e sfacciato. Tendo a stare sulle mie e non avevo mai avuto prima di ora, donne come lei. Una notte, come tante altre Rossella, mi invitò senza pensarci due volte, a bere qualcosa lì da lei nel ristorante ormai in chiusura.

La mia giornata, ricordo bene, era stata davvero estenuante e così decisi di accettare e lanciarmi in quella che non potevo immaginare, sarebbe stata la storia di sesso più folle di tutta la mia vita! I miei 40 anni suonati, mi hanno portato ad avere diverse storie e tante, tantissime donne che a loro volta mi hanno dato la convinzione che essere scapoli, sia la scelta migliore. Nella vita, gestisco un piccolo negozio di animali domestici e devo ammettere che sia un’attività che sopratutto in questi tempi difficili per il lavoro, va gestita con attenzione e cura. Tornando a lei, a noi, quella sera bevemmo una birra chiara, facemmo un paio di chiacchiere e capimmo sempre di più di volerci come due animali impazziti in gabbia.

Il personale, salutò Rossella e con le grandi buste nere della spazzatura della serata, andò via. Cosa si fa adesso? Pensai tra me e me. Non ebbi il tempo materiale per formulare la risposta, che mi ritrovai cliente unico di uno streep stease improvvisato, uno spogliarello tutto per me a porte chiuse. E che spogliarello! Una lanciatissima Rossella in piedi sul grande tavolo centrale che si muoveva con sensualità mentre toglieva li indumenti rimasti addosso e mi invitava a raggiungerla lì sopra, in quella danza.

Non dico che fui intimorito da questa esibizione, ma in fin dei conti, questa Rossella qui, chi la conosceva? Io no, certamente! Cosa fa un 40enne aitante e single in questi casi? Si butta vero? Ed io mi buttai! Iniziai ad accarezzare Rossella in ogni angolo del suo corpo, mentre la 30enne continuava a muoversi per farmi eccitare al massimo. Come se la mia erezione già non parlasse da sè. Il suo sedere si muoveva su di me, mentre con la lingua cercavo di penetrare ovunque.

La leccavo, la toccavo in quella che stava diventando una danza troppo erotica da poter sostenere. Rossella nuda, simulava una scopata con me che altro non stavo aspettando. Si sedette su di me a gambe aperte e iniziò a muoversi su di me come una vera cavalla.

A quel punto, i miei ormoni non ce l’hanno fatta più. Ho preso la situazione in mano ed ho preso per capelli Rossella. Con le mani ho spinto con forza la testa di Rossella più giù, verso la mia erezione ormai alle stelle.

Rossella ha iniziato a prendere in bocca il mio pene e succhiarlo come mai nessuna donna aveva fatto prima. Lo leccava, dalla punta alla base, prendendo in bocca i miei testicoli e succhiandoli per bene. Alzando lo sguardo, quello sguardo da maiala, Rossella mi chiese:

– Ne vuoi ancora?

Avrebbe mai potuto smettere? Avrei voluto che quel pompino durasse per sempre. Un’eleganza ed una maestria senza paragoni. Scelsi di non venire perchè volevo godermi la scopata per bene.

Scopammo lì, su quel grande tavolo di legno al centro di quella sala, mentre penetravo Rosella sentivo il suo calore ed i suoi muscoli contratti dal piacere mentre si lasciava andare in un orgasmo senza paragoni. Credo che le sue urla di piacere si siano sentite fino al quinto piano di via Malta.

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Un commento

  1. Ma il civico è il 34 o il 43? Giusto per sapere … non si sa mai

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