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Vacanze di Natale in Kenya: sola? In ottima compagnia

Il periodo che precede le festività natalizie, si sa, è uno dei periodi più spensierati e leggeri dell’anno. Si sta tutti insieme riuniti intorno al camino, si gioca a carte, si ride, si scherza.. attenzione però a non scherzare con il fuoco, che si finisce per bruciarsi! Io, devo ammetterlo, mi bruciai con molto piacere…

Sono Sara, ho 29 anni e nella vita faccio l’avvocato di professione. Di statura media, con vaporosi capelli color miele e grandi occhi verdi, nessuno direbbe di me che sia la classica tipa ‘provocante’. Almeno.. nessuno avrebbe potuto pensarlo finchè non mi avesse visto in azione! A letto sono una vera pantera, incontentabile, incontenibile! Non riesco a stare al mio posto, non sono una di quelle donne che lascia fare all’uomo.. no! Nella vita ho scelto di fare l’avvocato, non riesco a non parlare, a star zitta ed è così anche sotto le lenzuola. Devo ammettere però che non sempre io abbia trovato uomini in grado di saper gestire questa mia caratteristica.

Anzi, a dire il vero, mi è capitato di trovare a letto uomini, se così si possono definire che fossero quasi impauriti dinnanzi al mio modo di fare.. ma che ci posso fare, mi piace scopare e mi piace farlo bene.

Tornando alle vacanze natalizie, quelle appena finite, sono state vacanze che maggiormente mi ricorderò con piacere rispetto ad altre. Mi sono infatti auto regalata un lungo e rilassata viaggio premio in uno dei più bei posti del mondo: il Kenya. Atterrata all’aereoporto di Mombasa, ho sin da subito respirato aria di pace e serenità. Quella serenità che io da tempo avevo forse perduto strada facendo. Una storia d’amore finita male, il lavoro impegnativo e stressate, il mutuo e casa nuova da sistemare.. insomma, da settembre a dicembre, di cose nella mia quotidianità ne erano successe eccome.

Siccome, di passare le giornate di ferie tutte uguali e monotone a casa di mamma Mirella in compagnia di zie e parenti che vedo ed intravedo solo poche volte durante un anno non ne avevo la minima voglia, ho scelto di sparire, lasciare Milano e godermi il caldo ma piacevole sole del Kenya a dicembre.

Sola? Sì. Sola. Non avrei certo potuto immaginare che da lì a qualche giorno, sarei stata però in ottima, ottima compagnia.

Un tranfer mi ha condotto come da accordi con l’agenzia di Milano che ha pensato ad organizzarmi il viaggio, da Mombasa al villaggio scelto per il mio soggiorno. Il villaggio era italiano e lo so che starete pensando che sia banale andare in quei posti così diversi dai nostri e stare in un villaggio italiano… ma io ero lì da sola ed un posto dove ero certa almeno mi avrebbero potuto comprendere come lingua, mi dava sicurezza. Eccome se mi avrebbero potuto comprendere…

Passo le prime giornate della mia vacanza abbandonando completamente il telefono cellulare e dedicandomi esclusivamente al relax sulla spiaggia. Scelsi di partecipare a tutte le attività proposte dai ‘boys’. I boys, lì sono dei ragazzi del posto che collaborano con i villaggi per le escursioni e le attività extra fuori dalla struttura. Feci così un giro subacqueo intorno alla magnifica barriera corallina, un’escursione in barca organizzata con un piccolo gruppo di turisti europei ed infine ciò che da sempre sognavo di fare: il safari.

Scelsi quello che sarebbe durato solo due ore, fatto in macchina con la guida che passo dopo passo spiega tutto nel dettaglio.. avrei mai potuto immaginare che la guida del safari si sarebbe poi trasformato nel mio passatempo preferito nei successivi 10 giorni al villaggio? No! E invece..

Quella sera, dopo una calda doccia, il primo appuntamento con Jeremias. La guida, Jeremias appunto, aveva 32 anni e di nazionalità belga. Sin dal primo sguardo, ho sentito qualcosa muoversi nello stomaco.. o forse non era propriamente lo stomaco.. ma in ogni caso muoversi, sì. Quella sera, il Kenya ci ha regalato il bellissimo spettacolo di un cielo limpido illuminato dalla luna piena che mostrava nitidamente un manto di bellissime stelle.

Io e Jeremias scegliemmo di cenare a lume di candela a bordo piscina, una cena a afrodisiaca a base di ostriche e ottimo vino bianco. Un vero e proprio orgasmo per il palato. Il modo in cui Jeremias succhiava la polpa dell’ostrica e passava la sua lingua sulle labbra, era una cosa eccitante quasi al punto di non potermi più contenere. Mentre il bel 32enne mi fissava dritto negli occhi, assaporando con gusto l’ottimo pesce crudo, io sfilai il mio sandalo e con il piede destro iniziai da sotto la lunga tovaglia bianca a stuzzicare il mio nuovo amico. Il mio piccolo e delicato piedino faceva su e giù sulla coscia muscolosa di Jeremias, già paonazzo tra un boccone ed un altro..

“Cosa fai, Sara?” Chiese Jeremias imbarazzato.

Continuai il mio gioco finchè non decisi di prendere in mano la situazione e così mi addentrai.. mi lanciai a capofitto in quell’eccitante situazione, spinta dal vino e dalla luna piena.

Forse anche i miei ormoni impazziti e l’aria africana contribuirono a farmi scivolare giù, fin sotto al tavolo per iniziare a conoscere meglio il mio amichetto belga. “Continua a mangiare, non preoccuparti”. Fu tutto quello che dissi a Jeremias prima di allagare i suoi pantaloni di lino all’altezza della vita con una mano e con l’altra far uscire fuori il suo pene già in erezione.

Mi posizionai meglio, in ginocchio, per stare più comoda ed iniziai a leccarlo…

Con le labbra facevo una leggera pressione, soffice ma decisa lungo l’asse del pene, mentre con la lingua iniziavo ad assaporarne al meglio il gusto. Quel pene così duro e dal bell’aspetto aveva davvero un ottimo sapore. Mi eccitavo sempre di più. Lo presi in bocca e feci del mio meglio. Sentivo i sussulti di Jeremias e mi divertiva immaginare la sua faccia mentre io ero nascosta sotto il tavolo intenta a succhiarglielo con gusto.

Chissà se a bordo piscina ci fossero altri turisti scesi per rilassarsi dopo la cena.. certamente avrebbero goduto di un bellissimo spettacolo! Come del resto stava godendo Jeremias, che non riusciva più a contenere il piacere e mi invitava ad andare sempre più affondo con la bocca, quasi fino a strozzarmi. Quella notte, dopo l’antipasto, ci spostammo nella mia camera da letto… lì, feci assaggiare a Jeremias i sapori italiani e lui apprezzò tantissimo la mia calda e vogliosa vagina che non voleva altro che essere sfondata a dovere.

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