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In piscina con mia sorella

La scorsa estate i miei genitori sono andati in vacanza al mare per tre settimane, io ho preferito restarmene a casa con mia sorella Martina che ha 23 anni che passava tutto il giorno davanti alla televisione.

Un pomeriggio ero in camera mia che guardando un filmino porno al computer, intendo a masturbarmi, nonostante avessi calcolato l’angolo morto per evitare che mia sorella entrando vedesse lo schermo, distratto dalla sega che mi stavo sparando, lei in punta di piedi scivolò in camera. Dopo qualche istante di su e giù con la mano venni copiosamente schizzando tutto attorno. Riprendendomi mi accorsi della sua presenza e imbarazzato e impacciato le dissi: “Che sorpresa, che ci fai qui?”.
Martina con un sorriso divertito e irrisorio mi disse: “è proprio una bella sorpresa…” e senza allontanare gli occhi dal mio cazzo si allontanò dalla stanza.

Tornò dopo qualche istante con un asciugamano e della carta igenica e disse “Ci conviene pulire o rimaranno le macchie sul tappeto, e poi cosa ci fai li ancora inebetito con il cazzo in mano?!, sbrigati aiutami a pulire”.
Ancora incredulo per la reazione di mia sorella presi un pezzo di carta dove mi asciugai le mani e i rimasugli del mio sperma, allacciai i pantaloni e mi inginocchiai accanto a lei iniziando a pulire il tappeto. Non riuscivo a proferire parola, mi vergognavo a pensare che lei mi avesse colto con le mani nel sacco. Non trovavo alcuna spiegazione, anche se onestamente non ce n’erano, era chiaro cosa stessi facendo.

Fu lei a rompere il silenzio; “Non vorrai rimanere tutto il pomeriggio senza darti una lavata spero… , vai in bagno e datti una passata al cazzo e poi vieni qui che ti devo parlare”.
Quando tornai in camera mia, aprii la finestra, in quanto faceva molto caldo e io stavo sudando. Fatto questo mi girai verso mia sorella in attesa. Martina scoppiò a ridere, e disse: “Immaginati se ti vedessero le tue amiche o mamma e papà, sembravi un statua di gesso, dovevo fotografarti”
Scoppiai a ridere anch’io cercando di coprire l’ imbarazzo.

“Non ti preoccupare non ne parlerò a nessuno, però la prossima volta chiudi la porta a chiave” io risposi con un semplice “ok”, Martina, forse perchè mi aveva visto in difficoltà, cambio discorso e mi fece una proposta”senti, ti va di andare in piscina? qui fa troppo caldo e mi sto annoiando davanti alla tv” la cosa mi allettava molto e accennai un si con il capo, lei rispose: “Va bene allora siamo d’accordo, preparati che tra 5 minuti andiamo.”

Arrivammo alla piscina esausti per via del calore che l’asfalto produceva sotto i nostri piedi; ci separammo per andare negli spogliatoi e dopo esserci cambiati ci reincontrammo nel solarium dove cera altra gente prendeva il sole.

Vidi mia sorella che stava prendendo il sole in bikini, sdraiata su un asciugamano in un’angolo di quel piccolo prato. Vedevo le gocce di sudore che le scendevano dalla fronte andando a cadere tra i suoi lunghi capelli neri, che si stendevano tra il suo corpo e l´asciugamano. Mi soffermai ad osservare i suoi seni, molto abbondanti, che si mostravano molto tondi e sodi. Aveva una pancia piatta ma ciò che attirò la mia attenzione erano le sue gambe. Le sue cosce erano sode e non mostravano alcun segno di cellulite e il suo costumino assai ridotto metteva in mostra tutte le sue curve.

Mi avvicinai e stesi l’asciugamano accanto al suo, mi sdraiai sul fianco rimanendo estasiato da quella visione.
“Hai intenzione di restare così tutto il giorno?!” mi disse. “No veramente volevo sapere se volevi qualcosa da bere?” “No grazie forse tra un pò”.

Mi voltai nel senso opposto al suo e rimasi a meditare sul più e il meno. Mi sveglai improvvisamente; non mi ero accorto di essermi addormentato. Mi voltai e notai che mia sorella non c’era più. Andai a cercarla vicino alla vasca ma non la trovai, mi guardai attorno, sembrava che fosse evaporata. Mi diressi negli spogliatoi con l’intenzione di fare una doccia per rinfrescarmi dopo avrei continuato la mia ricerca.

Mi tolsi il costume e entrai in doccia, sentendo un solievo alla schiena. Improvvisamente si senti chiudere una porta, e sbirciando con la coda dell’occhio vidi mia sorella che girava la chiave nella serratura. Lo spogliaiatoio era deserto; a parte me e mia sorella non c’era anima viva. Iniziò a spogliarsi e si avvicinò alle doccie con un sorriso malizioso.

Estasiato da quella visione del suo corpo nudo, non mi accorsi che la mia mano, quasi involontariamente aveva cominciato a strapazzare il cazzo che era diventato già durissimo.
Mi disse: “Ho già visto come ti masturbi bene e devo dire che hai anche un cazzo davvero grosso… posso venire a darti una mano?”
Io rimasi stupito, ma approfittai della situazione e le dissi che poteva venire. Lei annuì e senza perdere neanche un istante cominciò ad accarezzarlo con le mani e subito dopo anche con la lingua.
Non ricordo se fossi più stupito o più eccitato, fatto sta che le chiesi: “Ma sei sicura di volerlo fare?”
Lei disse: “Ho sempre sognato di farlo con mio fratello ma sopratutto con uno inesperto come te… e poi con il cazzone che hai!”
Ero estasiato da quello che mi stava accadendo ma soprattutto di quello che immaginavo sarebbe successo più tardi. Lei continuava a leccarmi il cazzo, che ormai era grosso e duro come una pietra.

“Sai… mi piacerebbe mettertelo tutto dentro!” Lei sembrava non aspettare altro e alzatasi, cominciò a baciarmi sul collo e mi sussurrò “Mi piacerebbe prenderlo anche nel culo il tuo bel cazzone!”
Poi si strinse a me e io sentii le sue tette contro il mio petto, aveva i capezzoli durissimi!
Allora presi un pò di coraggio e la baciai infilandole tutta la lingua in bocca, simulando la penetrazione che volevo fare più tardi. Rimanemmo abbracciati baciandoci per alcuni minuti e io pian piano la palpavo sempre di più, sentendo il desiderio crescere in me. I suoi seni erano grandissimi e li sentivo molto sodi, e di lì a poco scoprii essere di forma rotondeggiante quasi perfetta. Il culetto era meraviglioso e non aveva nemmeno un filo di grasso, era abbastanza piccolo e molto sodo: la voglia cresceva sempre di più! Prendendo l´iniziativa cominciai a leccarle le tette e succhiarle i capezzoli.

Poi si presentò davanti a me la sua figa rasata! Che visione!

Non persi tempo e infilai la lingua nelle grandi labbra cercando di stuzzicare il clitoride che era già gonfio. Di lì a poco la sua figa cominciò a gocciolare un caldo nettare di cui non persi nemmeno una goccia, anzi una parte la tenni sulla lingua che infilai nella sua bocca.
Finalmente lei mi disse: “Ora puoi penetrarmi piccolo porco e ti prego di venirmi dentro!”.

Io allora la appoggiai al muro, presi il mio cazzo con una mano e lo appoggiai con delicatezza sulla sua figa bagnata. Ma lei mi disse: “Non preoccuparti, ficcamelo tutto dentro di colpo e poi comincia a pompare! Mi piace godere come una puttana!” Senza risponderle, glielo ficcai dentro spingendo con tutto il peso del corpo, facendolo entrare tutto di un colpo! Lei mollò un grido misto di dolore e piacere e io preoccupato le chiesi “Ti ho fatto male?” Ma lei rispose: “No, mi piace tanto, sto godendo! Comincia a pompare!” Io stavo godendo da matti e comincia a pompare come un forsennato e mi eccitavo sempre di più sentendo lei che emetteva dei gridolini sempre più forti.

Pompai ancora per un paio di minuti, ma sentivo che stavo già venendo così le dissi “Sto venendo…” e le sborrai nel ventre.

Lei non contenta, cominciò a succhiarmelo di nuovo per non perdere neppure una goccia della mia sborra. Io ero già esausto, anche perché era la mia prima volta e non ero molto esperto.
“Sono esausto! Ma mi è piaciuto un casino!”
“Non vuoi mettermelo in culo?”
“Avrei tanta voglia, ma sono stanchissimo!”
“Non preoccuparti, ci penso io!”
Si alzò e con le mani fece rinvenire il cazzo che era già floscio, facendolo diventare duro come prima.
Poi si voltò con il sedere verso di me, e con le sue mani si infilò il mio cazzo nel culo, questa volta lentamente per permettere alle pareti del suo ano di abituarsi alle dimensioni del mio coso.
Io sentivo lungo tutto il cazzo una sensazione di calore, con un dito nella figa le massaggiavo il clitoride. Di lì a poco lei venne gocciolando e io feci altrettanto inondandole il culo.

Ora anche lei era soddisfatta e si accasciò dicendomi “Mi è piaciuto tanto, hai un cazzo davvero grande, devi solo fare un pò di esperienza.. ma non ti preoccupare, ci penserò io!”

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