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Una notte con la mia amica Martina

Mi  chiamo Claudia e questa che sto per raccontarvi è la vera storia di una notte passata in compagnia della mia migliore amica Martina… preparatevi!

Prima di quella fantastica notte, non avrei mai immaginato che il sesso con una donna sarebbe potuto essere davvero così eccitante. Una ragazza etero, non immagina tutte le emozioni che un rapporto saffico può regalare. Fino a prima di quella notte, ho sempre vissuto il sesso in maniera libera e disinvolta con uomini. Uomini che sono stati i miei amanti, i miei compagni, i miei amici.. insomma, ho sempre e solo associato all’idea di sessualità, la figura maschile.

Del resto, chi lo avrebbe poi immaginato, che arrivata alla soglia dei 40 anni, mi sarebbe capitata un’esperienza così mistica ed eccitante. Sono originaria di Brescia ma vivo a Venezia per questioni lavorative. Lavorando nel campo delle arti visive, ho ottenuto un posto di lavoro in un importante museo. Chi non lo avrebbe accettato? Non ho avuto problemi ad ambientarmici, Venezia, per tipe come me, sembra fatta apposta. Si respira arte e magia in ogni angolo. E’ proprio durante la prima settimana lavorativa al museo, che incontro Martina. Più giovane di me, si vede subito che ha circa 30 anni. Non mi sbagliavo, ne ha 32. Ha l’aria un po’ svampita e tutto sembra fuorché.. vabbè, avete capito!

Non ha l’aria mascolina e rude che generalmente si associa alle donne omosessuali. Bensì, Martina, ha un’aria sensuale, svampita ma sempre sexy. Una di quelle donne che sanno cosa vogliono e come ottenerlo. Ricordo il primo sguardo: sembrava mi volesse spogliare con gli occhi. Quei suoi grandi occhi azzurri, da brivido. Io me ne accorsi subito che tra noi ci fu qualcosa, come chimica, o che so io..

Si presentò e mi spiegò brevemente le sue mansioni in quel museo. Martina era una critica d’arte, per cui, il suo lavoro era itinerante. Per tre settimana però, sarebbe rimasta lì, a Venezia.

Quelle tre settimane, furono poi letali, disarmanti ed estremamente eccitanti. Dopo qualche sera e qualche straordinario di troppo, Martina, mi invitò a bere qualcosa su da lei. Accettai l’invito, senza pensare a cosa sarebbe potuto accadere. Senza darci troppa importanza, dopo una doccia rilassante, mi ritrovai davanti ad un armadio che non sapeva parlare, mentre intenta a scegliere i vestiti mi chiesi il perchè di quel bizzarro incontro..

“A bere qualcosa.. su da lei..” Continuavo a ripetermi nella testa..

Indossai un’abito comodo, di quelli lunghi e morbidi, con uno stivaletto basso ed un intimo scelto a caso nel cassetto della biancheria. In un istante, la bottiglia di rosso era finita, io e Martina eravamo appollaiate sul divano come due vecchie zitelle acide, a ridere e scherzare mentre Timo, il gatto di Martina, si divertiva a farsi le unghie sulla mia unica borsa in pelle, vera.

Neanche il tempo di salutare, di scegliere di andar via, che dal cielo arrivò un segnale. Una violenta bomba d’acqua con conseguente temporale, era l’avvisaglia del fatto che avrebbe piovuto per tutta la notte.

“Non ti lascio andar via con questo tempaccio, proprio no!” Aveva imposto Martina, assicurandomi che mi avrebbe prontamente sistemato la stanza degli ospiti per quella notte. Giuro, ho provato a negarmi, a tornare a casa, ma con lei.. non si può decidere.

Dopo aver accuratamente ringraziato, non ricordo più neanche quante volte, mi sistemai in quella minuscola stanzetta che sarebbe stata mia per le poche e rimanenti ore notturne. Mentre cercavo di prender sonno e confidenza con un ambiente non mio, sento dei rumori provenire dalla stanza accanto. Era Martina che stava preparando una tisana.

“Ne vuoi una?” Mi chiese non appena mi vide comparire nella penombra della stanza. Passato così l’effetto euforico del vino rosso, sorseggiando una tisana, Martina, in piedi, nella cucina di quell’attico di via Novara, scelse di baciarmi.

Un brivido, che mai scorderò, pervase la mia schiena, ricordandomi che sì.. ero viva. Sono viva. Le mani di Martina, iniziarono ad esplorare il mio corpo, vestito, difronte al suo. Dopo pochi attimi, il mio corpo, in piedi difronte al suo, era nudo. Spogliato di tutte le debolezze mentre una mano femminile e delicata, lo sfiorava, in ogni angolo, in ogni punto.. anche quello più nascosto. Le mani di Martina mi invitarono a divaricare le gambe, così lei, posizionata sotto di me, in ginocchio, iniziò a masturbarmi accarezzandomi dolcemente prima di tutto le grandi labbra.

Mi allargò dolcemente le labbra, per riuscire a penetrare al meglio dentro di me. Un dito, due dita.. tre. Il movimento si faceva sempre più insistente, mentre con l’altra mano mi teneva il sedere. Una penetrazione intensa, lasciò spazio alla lingua. La calda lingua di Martina, iniziò ad esplorare la via vagina bagnata ed umida.

“Hai un buon sapore”. Mi sussurrò con voce tremante mentre mi baciava, dappertutto. Addosso avevo solo le sue mani che si muovevano esperte. Esperte come quelle di nessun uomo prima di lei, avevano fatto.

Dopo qualche minuto, ci ritrovammo stese sul suo enorme letto a godere di quella passione che solo il suo corpo riusciva a darmi. Ogni movimento era un’esplosione di piacere. Ogni penetrazione, un sussulto, un ansimo. Scelsi di venire in uno dei più belli orgasmi della mia vita, mentre Martina mi stava prendendo da dietro e con forza mi stava penetrando con tutta la mano. Un dolore misto a piacere, che mi fecero esplodere di goduria.

Da quella notte, per le tre settimane seguenti, io e Martina ci vedemmo ogni giorno. Imparai molto da quell’esperienza e sul sesso saffico.

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