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L’iniziazione di Paola

Paola non aveva mai pensato di voler fare certe esperienze, era molto indecisa e combattuta, la proposta di quell’uomo al bar l’aveva colpita e non aveva saputo rifiutare quando lui le aveva messo in mano un biglietto con il suo numero di telefono.

Una bella calligrafia, aveva pensato guardando quel numero scritto a penna, sotto i quali c’era un nome… Edoardo.

Lui era un tipo distinto, con un fisico attletico, molto curato, ma non esagerato, lei si era subito sentita attratta da lui, che si era messo accanto a lei a prendere un caffè e guardandola le aveva sussurrato: “Vuoi essere la mia schiava?”.

Lei aveva detto semplicemente di si, come se fosse ipnotizzata. Edoardo le aveva fatto scivolare tra le mani quel biglietto dicendole semplicemente: “Chiamami quando ti sentirai pronta”, e poi se ne era andato a passo svelto e sicuro.
Paola non avrebbe mai pensato di comportarsi in quel modo: era una ragazza di 19 anni, una tipa timida e riservata, con un faccino che faceva trasparire tutta la sua ingenuità.
Era ancora vergine, aveva una voglia smodata di fare sesso con un uomo, era curiosa, ma la sua timidezza le rendeva difficile approcciarsi, ascoltava spesso le confessioni delle sue amiche e si sentiva brutta e insignificante… quella proposta le avrebbe cambiato la vita.

Per una settimana aveva sospirato con quel biglietto in mano, era spaventata e allo stesso tempo terribilmente incuriosita, finchè alla fine si decise, telefonò, si mise d’accordo per il giorno seguente alle 12 in punto.

Il mattino seguente si vestì normalmente, un vestito leggero con le maniche a sbuffo e di fantasia fiorata di tonalità azzurra e con una cinturina in vita legata a formare un fiocco su un fianco. Mise dei sandali bassi e comodi, non era un amante dei tacchi vertiginosi. Infine prese la sua borsetta e si incamminò. Dopo 15 minuti di autobus era arrivata, suonò il campanello e le aprì Edoardo, vestito in giacca e cravatta come la prima volta che lo aveva visto. La fece accomodare in un salottino arredato con gusto e le disse di aspettare, avrebbe fatto un caffè e sarebbe tornato da lei in pochi minuti per farle qualche domanda.

Quando Edoardo tornò, le disse con tono duro: “Spogliati!!!”

Paola era imbarazzata ed eccitata allo stesso tempo, a parte le sue amiche, mentre facevano la doccia in palestra, nessuno l’aveva mai vista nuda.
Un pò impacciata, si spoglio e resto nuda in piedi in mezzo alla stanza.

Edoardo le ordinò di sedersi e lei lo fece.

Le chiese di raccontargli tutte le sue esperienze sessuali, Paola disse semplicemente che era vergine. Edoardo fece un ghigno beffardo, compiaciuto.

Disse a Paola di seguirlo, entrarono in una stanza che sembrava uno studio medico, la fece sdraiare su un lettino e la legò a gambe divaricate, con le braccia fissate sopra la testa. Paola d’impeto cominciò a piangere, un pianto isterico… un forte schiaffo in pieno volto la fece fermare. Sar iniziò a guardarsi in torno spaventata.

Edoardo si sedette ad una scrivania e suonò una campanella, dopo pochi secondi entrarono nella stanze due uomini enormi vestiti in giacca e cravatta, uno era di colore, l’altro dai tratti Europei, abbronzato e con un piercing all’orecchio destro.

Si fermarono in piedi, guardarono appena Paola, come se aspettassero ordini da Edoardo.
Paola era terrorizzata… come aveva potuto cacciarsi in una simile situazione, allo stesso tempo però, provava una sorta di eccitazione, tanto che la sua figa era inondata di umori.

Paola chiuse gli occhi e attese…

Paola era immobile, con gli occhi chiusi… quei momenti le sembravano interminabili, finchè all’improvviso si sentì tirare con forza per i capelli!

Apri gli occhi di scatto e vide una mano scura che le ficcava una palla di gomma piuttosto dura in bocca che la costringeva a tenere la bocca aperta e la faceva respirare male. La pallina venne poi legata dietro la testa di Paola tramite due laccetti di pelle nera.

L’uomo di colore si rivolse ossequioso a Edoardo: “Maestro cosa dobbiamo fare con questa sua nuova schiava?”
Soggiunse l’alto: “Dobbiamo bendarla?”
Edoardo rispose:”Voi dovete imparare ancora molto!!! Siete due esseri inferiori per ora. Non volgio che la bendiate! Voglio vedere il terrore e il dolore nei suoi occhi! Deve vedere chi comanda e come ci si deve comportare col Padrone!!!”

Detto questo si sedette di nuovo e si sciolse il nodo della cravatta, apri un cassetto dalla scrivania e ne tirò fuori una catena a maglie spesse e ampie, lLa gettò in faccia all’uomo di colore, dicendo: “Sbrigati lega il collo di quella stronzetta e poi sverginatela! Che ignominia, non mi abbasserò mai ad un simile compito!!! Una schiava vergine, che cosa inaudita; deve funzionare al meglio; voglio stare comodo in quei suoi buchi! Siate violenti così impara la stupida a non compiacere il padrone!”

Detto questo prese da un gancio di una parete piuttosto in ombra una lunga frusta con un manico di legno intarsiato e ricoperto accuratamente da un lieve velo di pelle colore rosso scuro.

Paola era in lacrime… una scudisciata le finì in pieno petto, ferendo la pelle accanto all’areola del capezzolo destro. “Zitta!!!” tuonò Edoardo. A questo punto uno dei due uomini infilò un dito dritto nella figa di Paola, che era fradicia; quel dito si agitava velocemente e lei era scossa da fremiti di piacere.

La catena che aveva attorno al collo premeva sulla pelle e le rendeva difficile la respirazione, rendendole impossibile qualunque movimento della testa, mentre il dito le lavorava la sua figa, una pioggia di sferzate andava a colpirle il seno.
Paola piangeva, mugolava, godeva… non aveva mai provato nulla di simile, le sembrava di impazzire, si sentiva come in un’altra dimensione, urlava per quanto le poteva permettere la pallina nella bocca.

“Basta!”disse Edoardo e l’uomo di colore fece un cenno con la testa e si scostò dal corpo di Paola, che aveva il sesso grondante di liquidi. A quel punto l’altro uomo sfoderò un cazzo di dimensioni ragguardevoli, lo puntò verso Paola e senza pietà lo affondò dentro la ragazza.
Un urlò strozzato usci dalla gola di Paola, come l’ululato di una fiera morente, quel grido spezzò il silenzio della stanza e poi tutto ritornò a tacere.
Paola era apatica, copiose lacrime le colavano dagli occhi, mentre l’uomo continuava a pomparla e un rivolo di sangue colava sul lettino e per terra.

A quel punto si avvicino Edoardo, che porse sprezzante la frusta al tizio che stava scopando Paola, che si sfilò dal buco sanguinante, si sputò su una mano e lubrifico l’altro buco. A sentirsi toccare l’ano Paola ebbe un sussulto.

Prima che potesse gridare o mugolare chiedendo pietà, l’impugnatura della frusta era entrata nelle suoe viscere, facendola rantolare per il dolore, pensava che sarebbe svenuta. L’uomo di colore si avvicinò e prese a scoparla nella figa, mentre l’altro uomo le muoveva avanti e indietro il manico della frusta nel culo, facendole vibrare lo sfintere e facendole perdere un ulteriore rivolo di sangue.

Paola era allo stremo delle forze, ma da qualche parte in lei sentiva un crescente senso di eccitazione. Edoardo si avvicino al volto di lei e le sferrò uno schiaffo: “Schiava devi godere, devi venire, il tuo Padrone te lo ordina”. Il dolore impediva a Paola di raggiungere l’orgasmo. Edoardo le rifilò due schiaffi sul seno e comincio a schiacciarle i capezzoli.

Paola era in preda a un tremore spaventoso, non sentiva più la parte inferiore del corpo che era in preda ai due scagnozzi di Edoardo, un fiotto di saliva le uscì dalla bocca, avrebbe voluto massaggiarsi il clitoride per facilitare l’orgasmo.

Finalmente sentì le dita di uno dei due uomini stringerle il bottoncino e sfregarlo e dopo poco esplose in un orgasmo abnorme, che non aveva mai provato, un godimento supremo, che le fece schizzare i suoi umori ovunque.

Una goccia del suo succo giuse sulla giacca d Edoardo che in tutta risposta le tolse la pallina dalla bocca e le tirò un schiaffo fortissimo.
Paola era uno staccio, non percepiva più le sue membra sentiva solo pulsare l’epidermide.

L’uomo che la stava scopando esplose in un orgasmo e le sborro sulla pancia, l’uomo di colore inizio a menarsi il cazzo e dopo qualche secondo schizzò in faccia a Paola.

Edoardo disse imperioso: “Slegatela! Adesso deve compiacere il suo padrone!” Paola venne slegata e tirata giù dal lettino. Non riusciva a reggersi in piedi e cadde per terra, allora Edoardo la prese per i capelli e la fece inginocchiare, tirò fuori il cazzo e glielo infilò in gola.
Sempre tenendola per i capelli diede il ritmo alla pompa, finchè non le venne in bocca. Lei riuscì a resistere ai conati di vomito e ad ingoiare tutto lo sperma.

Istintivamente glielo leccò per ripulirlo per bene, poi con un filo di voce gli disse “Grazie Padrone”. Edoardo in tutta risposta la scostò da sè e la gettò a terra dicendole “Stronza non sai fare nemmeno un pompino, sentivo che stavi per vomitare e mi dava molto fastidio. Devi ancora imparare molte cose, ma non preoccuparti, il tuo Padrone ti insegnerà”.

I tre uomini uscirono dalla stanza e Paola rimase sola sul pavimento freddo nel buio, ma era contenta e non vedeva l’ora di servire di nuovo il Padrone e di compiacerlo.

Uno spiraglio di luce abbagliante fece capolino da una fessura sotto la porta della stanza buia, Paola aveva perso la cognizione del tempo, non era ingrado di dire da quanto tempo si trovava stesa per terra.

Si sentiva tutta indolenzita e le girava la testa, aveva il sangue incrostato su tutto il corpo e la gola secca.

Improvvisamente la porta si apri e la stanza venne invasa dalla luce. Paola tentò di coprirsi gli occhi, ma una scarpa di coccodrillo, lucida ed elegante le pestò la mano che stava portando al volto, facendole lanciare un urlo agghiacciante. Paola scorse la mano scura del’uomo di colore che le serrava il polso.

Si trovò sollevata di peso da terra dai due uomini che la tenevano sotto le ascelle.
Venne portata in un ampio salone al centro del quale era posta una vasca da bagno di quelle antiche, che si vedono nei film piena di schiuma. Paola venne immersa e i due uomini cominciarono a massaggiarla e lavarla soffermandosi sul clitoride e sui capezzoli. Paola non riusciva più a spiegarsi il significato di tutto quello che le stava capitando. Dopo un bagno davvero speciale ricco di carezze e massaggi, Paola venne fatta uscire asciugata e fatta accomodare su un divano morbido e lussuoso.

Solo allora si accorse dell’arredo suntuoso della stanza, che rivelava grande gusto e stile. Una voce echeggiò imperiosa nell’ambiente: “Vestite quella lurida puttana e portatela da me immediatamente”.

Paola riconobbe immediatamente la voce… era Edoardo, lo avrebbe rivisto, avrebbe potuto compiacerlo, avrebbe potuto essere il suo divertimento.
I due uomini sollevarono Paola dal divano, le fecero indossare un perizoma che in corrispondenza dei buchetti aveva due falli di gomma, nella parte superiore del corpo le strinsero i seni in un reggiseno di lattice di colore nero, come il perizoma, che aveva due palline rotonde in corrispondenza dei capezzoli e per concludere ai piedi indossò delle scarpe con il plateau di colore nero che la fecero alzare di circa 20 cm. Faceva fatica a stare in piedi, non aveva mai indossato scarpe cosi alte.

Così cobinata venne trascinata dai due uomini in una stanza attigua, dove c’era un enorme letto rotondo, bianco candido, al centro del letto era seduto Edoardo. Vestitio di bianco, in modo da far risaltare gli occhi e i capelli scuri. Aveva dei pantaloni di lino e una camicia di lino sbottonata che faceva emergere i pettorali scolpiti. A un cenno di Franceso Paola venne fissata con delle catene a due ganci che pendevano dal muro. Paola era ipnotizzata dalla presenza di Edoardo. Si sentiva fradicia e sentiva che la sua passera e il suo sfintere si stavano ammorbidendo attorno ai falli di gomma del perizoma.

Sentì gli occhi di Edoardo che scorrevano sul suo corpo così oscenamente esposto e infine notò un piccolo oggetto nelle mani di Edoardo; sembrava un telecomando della tv. Edoardo si alzò e andò verso di lei, era scalzo; si passò una mano nei capelli e fece cenno ai due uomini di uscire.

Guardò Paola negli occhi… una occhiata gelida, cattiva e spietata, Paola ricambiò con uno sguardo pieno di ammirazione e in tutta risposta ricevette uno schiaffo in pieno volto che le fece sanguinare il naso. Edoardo lecco il sangue che colava e premette il telecomando che aveva nelle mani. Paola si sentì pervasa da una forte vibrazione che trovava il suo culmine sui capezzoli e sui falli di gomma che erano in lei ed ebbe un orgasmo violento, comincio ad uralre, la vibrazione la faceva godere quasi fino a svenire.

Edoardo comincio a schiaffeggiarla, la tirò per i capelli, lei continuava a gridare e contorcersi, finche non svenne.
Edoardo si accomodò sul letto pulendosi le mani nel lenzuolo e tingendolo di rosso. Rise e interruppe la vibrazione. Paola penzolava dalle catene, rise di nuovo e si stese, scagliando il telecomando contro il corpo immobile di Paola.

L’iniziazione di Paola sarebbe stato lungo e tortuoso. Lui avrebbe fatto di tutto per divertirsi con lei.

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