Racconti Erotici » Racconti Lesbo » Le voglie di Ludovica, la mia amica troia!

Le voglie di Ludovica, la mia amica troia!

Mi chiamo Rebecca ed in questo periodo l’argomento che caratterizza le mie giornate… è il sesso.

Nonostante la mia età ed i paragoni con le mie coetanee, io ho perso la verginità da pochissimo tempo. Ho 22 anni e non è stato facile per me, trovare una persona con la quale cedere. Durante gli anni dell’adolescenza, vedere che le mie amiche stessero procedendo con le esperienze ed io no, è stata una cosa che mi ha scosso notevolmente.

Sapevo di non voler cedere al “primo” sconosciuto, ma al tempo stesso, avevo il desiderio di soddisfare le mie fantasie sessuali.

Così, gli anni del liceo son passati ed io mi son ritrovata in università a frequentare una facoltà prettamente femminile: lingue. Quello che sto per descrivervi, è un racconto ad alto tasso erotico, dunque, preparatevi..

Se ci ripenso, ripenso ai suoi ansimi, ai suoi respiri così affannosi, alle sue mani sulla mia pelle.. ho i brividi! Ho frequentato il liceo scientifico, dove a differenza dell’università, ero circondata da maschi.

Adolescenti in piena crisi ormonale che si masturbavano nei bagni della scuola sulle foto di chissà quale pornostar. Io mi sarei dovuta concedere ad uno tra questi? Ma assolutamente no! Non avrei voluto fare la fine delle mie amiche, tristi ed in lacrime perchè il tizio a cui l’hanno data poi non si è fatto più sentire.

Attenzione, con questo non voglio dire di essere alla ricerca del vero amore. Avrei solo voluto provare emozioni vere e forti.

Nella mia facoltà, il sesso femminile regnava sovrano ed io mi ci sentivo assolutamente a mio agio. Legai sin da subito con qualcuna di loro: Marta, Ludovica, Erika.

Ragazze semplici, senza la puzza sotto al naso che caratterizzava invece lei mie amiche del liceo. Tutte piene di sogni, avevano scelto la facoltà di lingue perchè avrebbe permesso loro di viaggiare e conoscere il mondo.

Il primo anno accademico stava procedendo senza problemi e talmente si era legato che si è deciso di passare un weekend tutte insieme a Dublino. In Irlanda non ci ero ancora mai stata e quindi, quale migliore occasione?

Pronta per questi giorni che sarebbero stati intensi, scelsi di non appesantire troppo la mia valigia. Volevo viaggiare comoda e leggera. Tra le mie colleghe universitarie, Ludovica, mi chiese di poter dividere la stanza dell’hotel che abbiamo scelto.

Ignara di quello che da lì a qualche giorno sarebbe accaduto, le risposi senza problemi di sì.

Riguardo alla mia verginità, ho sempre avuto un po’ di titubanza nel parlarne. Più gli anni passavano e più le esperienze delle mie coetanee aumentavano. Dov’era la mia sessualità? Quando anch’io avrei potuto godere dei piaceri del sesso come le altre ragazze?

Dublino era sensazionale e sin da subito con le ragazze filò tutto liscio. Non ci conoscevamo da tanto, eppure eravamo riuscite a costruire un bel gruppo!

Ludovica: 26 anni, mora e con gli occhi grandi. Bassina, ma ben formata. Buon gusto nel vestire e quel fascino che attirava a sè ogni sguardo maschile. Semplice ma assolutamente ammaliante. Aveva scelto di studiare lingue perchè sognava di fare la hostess di volo. I suoi genitori, separati, avevano permesso che lei vivesse da sola a Roma, mentre la madre era scappata in California con l’amante ed il padre tornato nel paesino di provincia di cui era originario. Una situazione complicata la sua, due occhi che si vedevano essere di chi avesse sofferto e si fosse rimboccato le maniche pur di farcela.

Io e Ludovica ci siamo avvicinate l’una all’altra con un leggero pizzico di timore. Ci siam prima studiate a vicenda, quasi odorate, come se fossimo due animali prima di capire che ci saremmo potute fidare. Una sera, scegliemmo di non raggiungere le altre amiche e di restare in camera a mangiare caramelle e chiacchierare. Del resto, la giornata era stata pesante. Avevamo camminato tanto e necessitavamo di riposo.

Dopo una lunga e rilassante doccia, io e Ludovica ci siamo ritrovate semi nude sedute sul letto a mantenere fede a quello che era il nostro programma: chiacchiere e caramelle gommose. Ricordo bene quella notte con Dublino sullo sfondo.

La grande vetrata della stanza, dava modo di ammirare le luci della metropoli e la frenesia di una città che non dorme mai. Neanche io e Ludovica quella notte dormimmo.

Era come se avesse percepito qualcosa, qualcosa che io non avevo svelato a nessuno. Ci fu un esatto momento in cui Ludovica mentre chiacchieravamo, mi spostò i capelli dal viso e li portò dietro il mio orecchio. Sentì un brivido paragonabile ad una scarica elettrica, un brivido lungo tutto la schiena..eppure.. rimasi immobile.

Ludovica, mi accarezzò delicatamente il viso, con la leggerezza delle sue piccole mani, mi sfiorò le ciglia. Scese sul naso con un polpastrello ed arrivò alle labbra. Passò un dito sul mio labbro inferiore prima di afferrarmi il collo con l’altra mano ed avvicinare il suo viso al mio. Sentivo dentro di me emozioni mai provate. Un’eccitazione ed un calore che non credevo potesse essere reale e non volevo altro che un suo bacio.

Il tempo sembrò infinito eppure, Ludovica mi baciò e poi si staccò dal mio viso.

-‘Posso?’ Mi chiese.

-‘Lo hai già fatto’. Risposi con il filo di voce che mi era rimasta.

Allora lo rifece. Nel caso in cui la prima volta ci fosse qualcosa di poco chiaro, iniziò a giocare con la sua lingua nella mia bocca. Senza fretta o prepotenza. Dolcemente muoveva la sua lingua insieme alla mia. Il mio viso sempre bloccato dalle sue mani. Entrambe. Mi sentivo minuscola e paralizzata.

Che Ludovica fosse la classica ragazza in grado di ottenere esattamente tutto ciò che desiderasse, ve lo avevo già anticipato. Eppure mai, mai avrei pensato di passare una notte di sesso con lei.

La mia verginità passò in secondo piano nel momento in cui Ludovica mi invitò a stendermi ed a rilassarmi. Io, completamente ipnotizzata dai suoi occhi e dalle sue mani, obbedì.

Come in uno dei migliori film porno, Ludovica mi spogliò. Indumento dopo indumento, rimasi nuda, distesa con lei su di me. Le sue soffici labbra baciarono, leccarono e succhiarono ogni centimetro della mia pelle. Dal collo, al seno, soffermandosi sui capezzoli, facendomi eccitare per poi smettere. E poi ricominciare. E poi scendere sempre più giù. Le mani mi accarezzarono il ventre, la bocca sempre incollata su di me.

Arrivò al pube. Ricordo bene che in quel momento provai un forte imbarazzo forse dovuto alla mia inesperienza. Mi divaricò le gambe e continuò ad accarezzarmi le gambe. L’interno coscia, le ginocchia, fino ad arrivare ai piedi. Passò la sua lingua sui miei piedi, per poi risalire. Ancora una volta: gambe, cosce, interno coscia..ed eccoci finalmente lì.

Mi penetrò con due dita. Un piacere misto a dolore che mai dimenticherò. Iniziò a muoversi dentro di me mentre il mio respiro diventava sempre più affannoso e veloce. Ma stava succedendo sul serio? Era tutto vero.

Ludovica, come mai l’avevo immaginata e vista, si distese su di me, e mi spostò le gambe per far combaciare la mia vagina alla sua. Iniziò a muoversi ed a sfregare i nostri organi facendomi urlare dal piacere. Anche lei aveva le labbra serrate e gli occhi socchiusi fino al momento in cui, muovendosi sempre più velocemente su di me, urlò con voce ferma:

-Mi stai facendo impazzire, sto venendo.

Io in un turbinio di eccitazione, senza accorgermene, mi lasciai andare ad un orgasmo che risuonò in tutto l’hotel. Passammo l’intera nottata a scopare e sempre più vicine io e Ludovica, diventammo complici in pochissimo tempo.

Quella notte a Dublino sembrò infinita e sperimentammo insieme tante cose di cui io non conoscevo neanche l’esistenza. Come prima volta, direi che la mia, è stata una prima volta da ricordare!

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (7 voti, giudizio medio: 4,29 di 5)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *