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Le perverse voglie di Cristina: una ragazza come tante altre?

Cristina. Chi lo avrebbe mai detto.. eppure, la bellissima ragazza di origini sarde, ne fece eccome di strada! Di bella presenza, dalla personalità spiccata e socievole, Cristina, prese il volo da Cagliari alla volta di Milano. Quello che accadde? E’ tutto da scoprire!

Le perverse voglie di Cristina, sono in realtà, nulla a confronto di quello che poi la 26enne sia poi diventata nella realtà. Che fosse una ninfomane d’eccellenza, questo lo si sapeva bene. Che Cristina amasse il sesso e la sessualità in generale, altrettanto. Eppure fu solo quando la bella e provocante donna sbarcò nella metropoli per eccellenza, che le sua vita cambiò, forse per sempre.

Universitaria, come tante altre, Cristina, non era legata sentimentalmente a nessuno, motivo per il quale, si sentiva libera di volare di fiore in fiore.. di pene in pene! Sfacciata e disinibita, la sarda, non si è mai nascosta dietro un dito. Ha sempre confermato di essere una vera e propria sesso-dipendente. Cristina amava godere ed essere posseduta da uno o più uomini.. ma maggiormente amava succhiare cazzi duri e gustosi.

In quello, la studentessa di lingue, era davvero una maestra. Lo succhiava come una regina, senza tregua.. senza sosta. Sempre con passione ma sopratutto con gusto, come se non vedesse l’ora di prenderlo in bocca e farselo arrivare fino alla gola. Che donna! Questa sua predisposizione al sesso, al maschio in generale, l’hanno portata, nei primissimi mesi di permanenza nel capoluogo meneghino, a far diventare la sua modesta camera singola, in una stanza a luci rosse senza paragone.

Via vai, passeggio e ragazzi che uscivano soddisfatti e stremati dal tempo passato con lei. Le ragazze che dividevano l’appartamento con Cristina, molto spesso si son trovate in situazioni imbarazzanti che non hanno saputo gestire. La faccenda, stava sfuggendo di mano. Così tanto fuori controllo che un bel giorno, una delle coinquiline di Cristina, le propose ironicamente:”Perchè non vai a lavorare in un club? Milano, ne è piena”.

Inutile dire che il grillo nella mente di Cristina, è balzato come fosse davvero chissà che novità salvifica fosse. “Non ci avevo effettivamente mai pensato, Laura! Grazie!”.

Dopo pochi giorni Cristina aveva preparato una lista di locali dove poter andare a sfidare la sorte.. e le proprie doti “artistiche”.

Dopo qualche rifiuto qui e lì, arrivò forse inaspettatamente, la possibilità in questione. Il “Sun Orange”, era disposto ad assumere Cristina ed integrarla nel proprio team di lavoro. In quel preciso istante, Cristina ebbe paura. Giustamente! Un mondo nuovo, senza dubbio non facile anzi.. ma ci volle solo poco, il tempo di conoscere le sue colleghe, per rompere quel timore iniziale venutosi a creare.

Cristina era spregiudicata, sfacciata e sopratutto molto, molto disinibita. Quelle sue voglie, la perversione e le sue abitudini sessuali, trovarono pace quando conobbe Mario. Mario, affascinante imprenditore 37enne, accolse sin da subito le richieste della giovane moretta e tutta pepe arrivata da Cagliari con tanti sogni.

Vi starete chiedendo come si potessero conciliare le voglie di una ninfomane con la vita quotidiana?

Lo si poteva eccome. Sfociando nel limite più estremo della legalità, Cristina iniziò a lavorare durante alcune serate, in un noto night club milanese. Abbastanza noto da permettere alla studentessa di creare così un proprio giro di amichetti con i quali sfogare le perversioni ed i desideri in tutta tranquillità.

In particolare uno di loro, divenne per  Cristina l’amico del cu..ore! Quello più intimo e in sintonia con lei. Giochi estremi, pratiche mai sperimentate, bondage e sesso, sesso, tanto sesso.

Con Luigi, questo il nome dell’uomo che tra i tanti, colpì l’attenzione di Cristina, tutto era concesso e nulla risultava costruito o finto. Una sera, una di quelle ormai poche serate nelle quali lei si ritrovava essere libera da quello che era diventato a tutti gli effetti un lavoro, Luigi scelse di farle una sorpresa. La invitò a trascorrere la notte in sua compagnia in uno chalet in Svizzera, poco distante dal capoluogo lombardo. Inutile dire che i due amanti, trascorsero una nottata infuocata, di passione ed erotismo, lì in quello chalet tutto per loro.

Fragole e Champagne, vasca idromassaggio, tutte componenti necessarie per aumentare il tasso erotico della serata. Nonostante tra i due forse non ce ne fosse tanto bisogno.. Lo Champagne colava a fiumi ovunque: dalla bocca di lei, al collo di lui, scendendo giù lungo lo sterno, arrivando al petto, all’addome e poi sempre più giù..

Un sorso ancora e poi via verso il piacere più carnale. Cristina succhiava quel cazzo al sapore di Champagne ghiacciato e godeva, godeva come una matta. Non vedeva l’ora di essere di essere scopata fino a stare male. Le fragole, grosse e mature, erano pronte per essere gustate ed assaporate proprio come Luigi fece con la vagina calda e già dilatata di lei. Era elastica, ma mai così tanto aperta per accogliere il piacere. Segno di estrema voglia di essere scopata con passione.

Luigi la prese a gambe aperte al massimo, mentre Cristina era seduta su di un grande tavolo in legno scuro e lui in piedi difronte a lei. Dopo averne assaporato ogni centimetro di pelle, leccandolo e baciandolo, tenendola per i fianchi la penetrò con movimenti lenti e decisi. Nessuna fretta, nessuna foga eccessiva.. erano entrambi pronti a godere di quel piacere e di quello chalet così magico.

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