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L’amica della mia ex

Sono sempre stato un ragazzo molto timido, infatti fino all’età di 19 anni avevo avuto solo due fidanzate. La prima, Carlotta, la conobbi al mare all’età di 16 anni.

Fu il classico amore estivo, un vero e proprio colpo di fulmine. Ci fidanzammo alla metà di agosto, poi alla fine del mese ci salutammo ripromettendoci di rivederci, di scriverci e di sentirci. In effetti per qualche settimana ci sentimmo e ci scrivemmo, una volta riuscimmo anche a vederci. La cosa però non durò molto, lei abitava in un paese in provincia di Napoli ed io al centro città, quindi eravamo piuttosto lontani. Non avendo la macchina la storia sfumò gradualmente. Soffrii molto perché ne ero molto innamorato, e poi il primo amore non si scorda mai. La seconda ragazza con cui mi fidanzai, Monica, la conobbi all’università all’età di 19 anni. Ricordo che era vicino a me durante una lezione, e mi chiese alcune informazioni sul corso. Lei era molto bella, con lunghi capelli ricci dorati e due occhioni azzurri. Riuscii a vincere la mia timidezza, e con mia grande sorpresa fui anche brillante e divertente in alcune battute. Anche con lei scoccò subito il colpo di fulmine, e le chiesi il numero. Ci sentivamo e spesso ci vedevamo all’università poiché seguivamo quasi gli stessi corsi. Uscimmo qualche volta, e finalmente ci fidanzammo. Anche lei abitava in un paese piuttosto lontano da Napoli, ma questa volta avevo la macchina, quindi potevo spostarmi tranquillamente.

Per quattro mesi fu tutto rose e fiori, stavamo bene insieme ed io ero molto felice. Poi improvvisamente lei cambiò atteggiamenti nei miei confronti, era fredda e scostante. Pensai che era solo un momento passeggero, ma dopo alcuni giorni mi disse che dovevamo vederci per parlare. Ci incontrammo all’università e lei mi lasciò. Mi disse che ero un ragazzo dolce e gentile, che mi voleva bene, ma che non mi amava e non se la sentiva di prendermi in giro. Fu come una coltellata alla schiena per me, non me l’aspettavo, nella mia ingenuità non avevo capito che lei non era innamorata, ma semplicemente ero stato per lei una “cotta”. Avrei dovuto apprezzarla, era stata sincera con me, eppure la detestai per quello che mi aveva fatto: prima mi fece innamorare e poi mi lasciò di punto in bianco. Non volli più sentirla, anche se lei mi mandava molti messaggi e mi telefonava per chiedermi come stavo. Tuttavia seguivamo gli stessi corsi, quindi mi capitava spesso di incrociarla. Per un periodo di tempo non andai a seguire i corsi poiché stavo preparando tre esami, quindi preferii studiare a casa. Diedi tutti e tre gli esami, quindi ripresi a frequentare l’università. Quel “break” mi aveva fatto bene, infatti quando rividi Monica non ero più incazzato con lei, anzi mi faceva piacere rivederla.

Lei mi vide nel giardino dell’università, si avvicinò a me e mi salutò con affetto. Con lei c’era una sua amica, Sara, che mi presentò. Iniziammo a parlare di lezioni e di università, e le dissi che non mi ero fatto vedere per un po’ perché stavo preparando diversi esami. La mia attenzione però fu catturata da Sara: era meno bella di Monica, ma molto più appariscente. Aveva lunghi capelli ondulati di un biondo scuro, robusta ma non grassa, con due tettone decisamente notevoli. Mentre parlavo con Monica lanciavo furtivi sguardi a Sara, che mi sembrava contraccambiasse maliziosamente. Dopo un po’ ci salutammo, ma continuavo a pensare a Sara, col suo fascino conturbante ed ammaliatore. Con mia grande sorpresa la mattina dopo su Facebook trovai una nuova richiesta di amicizia, era Sara! Mi aveva anticipato perché anche io volevo chiederle l’amicizia la sera stessa, ma mi sembrava una mossa azzardata. Lei mi tolse dall’imbarazzo, ed ovviamente subito accettai. Mi mandò un messaggio, chiedendomi se mi dispiacesse che mi avesse chiesto l’amicizia, ma io risposi che invece fui molto contento. Ci scambiammo anche i numeri di telefono, e così tra messaggi, chiamate e chat iniziammo a conoscerci sempre meglio. Un paio di volte ci vedemmo anche all’università, ma lei mi chiese di non dire niente a Monica poiché poteva restarci male e fraintendere la cosa. Le dissi che per me non c’erano problemi. Ormai non ce l’avevo più con Monica, riuscivo a considerarla come un’amica. Non volevo vendicarmi, semplicemente Sara era una ragazza molto affascinante, e considerando che avevo un’esperienza molto scarsa in fatto di donne volevo approfondire quell’amicizia così speciale.

Un giorno Sara mi mandò un messaggio, mi disse che sarebbe andata a trovare la nonna che abitava proprio vicino a casa mia, e mi chiese se dopo volevamo uscire. Ero eccitato all’idea di uscire con Sara, ci eravamo visti solo qualche volta all’università e non eravamo mai usciti la sera. Mi disse però che la sera sarebbe dovuta rientrare a casa ed era senza macchina, le dissi che avrei tranquillamente potuto accompagnarla. A Sara piaceva bere, come a me, e spesso parlavamo di alcol e cocktails. Lei mi diceva che reggeva molto bene l’alcol, così la sfidai a bere in due una bottiglia di vodka. Lei subito accettò, pensai che un po’ di alcol l’avrebbe disinibita ed anche io sarei stato più sciolto. Il pomeriggio andai al supermercato a comprare una bottiglia di vodka, la misi nel freezer e la presi prima di scendere.

Quando la andai a prendere era molto preparata, e di sera era ancora più bella. Aveva una minigonna, degli stivali ed una t-shirt piuttosto semplice ma molto stretta, che metteva in evidenza le sue belle tettone. Ci salutammo e ci avviammo su un belvedere a scolarci la nostra vodka. Eravamo universitari e non avevamo soldi da spendere in un locale, ma ci divertimmo lo stesso. Nel giro di un’oretta buttammo giù una bottiglia di vodka in due. Io ero allegretto, ma Sara era decisamente brilla. Mentre eravamo nell’auto lei scivolò verso di me reclinando la sua testa sulla mia, e improvvisamente mentre stavamo parlando di stupidaggini ci baciammo. La mia mano scivolò verso le sue tettone, e al tatto erano ancora più sode di quanto pensassi. Devo premettere che con la mia prima ex, Carlotta, c’era stato solo qualche bacio e qualche palpatina alle sue acerbe tettine. Con Monica solo qualche pompino e qualche sega, ma nulla di più. Quindi sessualmente parlando, a parte queste piccole esperienze, ero totalmente vergine.

Ero talmente inesperto che invece di infilargli il dito nella vagina gliela misi nel culo, così lei mi prese la mano e la avvicinò alla figa. Il dito penetrò tutto, era già un lago ed il mio cazzo era sempre più duro. Sul più bello arrivò la telefonata di sua mamma, e Sara rispose che stava tornando. Fummo costretti, con mio grande dispiacere, a tornare verso casa, ma la serata non era certo finita lì. Durante il tragitto in tangenziale eravamo tutti e due eccitatissimi, così mentre guidavo lei mi abbassò la cerniera, tirò fuori il mio cazzo durissimo e iniziò a segare. “Che bel cazzo che hai”- esclamò Sara, così subito le dissi: “Perché non lo assaggi anche con la bocca”. Lei subito ubbidì, e con voracità lo prese tutto in bocca e iniziò a succhiare sempre più velocemente mentre guidavo. Le dissi che stavo per venire, e lei continuò a succhiare facendosi sborrare in bocca. Il mio primo pompino con venuta in bocca, una sensazione unica! Quando arrivammo vicino casa lei mi chiese di fermarmi e disse: “Voglio scopare”. Stava capitando tutto insieme e così in fretta. Non l’avevo mai fatto, e considerando che ero già venuto temevo di fare flop. Quindi le dissi che ero senza preservativi, ma lei rispose che potevo anche staccarmi e venirle addosso.

A quel punto non potei fare altro che assecondarla, era così eccitante che già il cazzo iniziava a farsi duro. Mi disse quindi di andare in una stradina di campagna isolata, fermai la macchina e lei si tolse subito gli slip e la minigonna. Io avevo ancora la cerniera abbassata, così presi il cazzo nuovamente eretto e salii su di lei, penetrandola con forza ed energia. Il contatto del mio cazzo con la sua figa fu una sensazione inebriante, sublime, magnifica. Quasi le strappai la camicetta, palpando avidamente e voracemente le sue belle tettone, succhiando e mordendo i suoi capezzoli turgidi e dritti. Afferrai il suo culo generoso con le mani e lo strinsi, lei allargò sempre di più le gambe facilitando la mia penetrazione. Urlava e ansimava, mentre la scopavo sempre più velocemente, con le sue tettone che ballavano e le mie palle che sbattevano contro di lei. Dopo un po’ lei cacciò un urlo fortissimo, e sentii il mio cazzo completamente bagnato dal suo orgasmo che scorreva copiosamente dalla sua figa. “Continua a scoparmi, continua a scoparmi”- urlò, ed io penetrai la sua figa mentre veniva completamente sopraffatta dal piacere. Sentii che stavo per esplodere, così dopo qualche secondo mi staccai e sborrai di nuovo schizzando le sue tette, il suo pancino ed il suo bel visino. Ero sopra di lei, che prese nuovamente il cazzo, me lo leccò e ingoiò tutto il mio seme caldo. In una sola sera ero venuto due volte ed avevo perso la verginità, grazie all’amica assatanata e ninfomane della mia ex. Considerando che era la mia prima volta, direi che me la cavai niente male!

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