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La pettinatrice

Mi chiamo Luca, abito in una ridente cittadina in collina ed il mio lavoro, consulente finanziario, mi porta inevitabilmente a contatto con la clientela per questo e per trasmettere fiducia alla mia clientela, vecchia e nuova, mi sono imposto un loock curato.

Solitamente vado da Santino il mio barbiere di fiducia, perchè conosce cosa voglio, la lunghezza dei capelli, la barba e quindi non devo spiegare cosa desidero e possiamo, appena seduto sulla poltrona, iniziare una lunga chiaccherata. Sarebbe la persona perfetta se non avesse il vizio di partire per i suoi amati viaggi senza preavviso. Proprio in questa circostanza mi sono trovato. Una sera uscendo dall’ufficio, immerso nei miei pensieri, sento una serranda che si abbassa, istintivamente volgo lo sguardo e mi avvedo essere un parrucchiere. Serranda meccanizzata perchè scende senza che nessuno sia lì a manovrarla. Continuo la mia strada verso casa pensando a come organizzare la lunga giornata di domani.

Finalmente anche questa è finita, la lunga giornata pianificata è andata a buon fine, posso uscire nella calda luce del tramonto con la mente libera. All’altezza del negozio di parrucchiera senza avvedermene il passo rallenta e oggi sulla soglia c’è la titolare.

Mi fa un largo sorriso, come a sottintendere la voglia di scambiare due parole. Ricambio il sorriso e mi fermo; lei pronta mi apostrofa: sei un cliente di Santino? sulla difensiva tergiverso, visto il mio sbandamento mi rincuora, ti vedo passare tutte le sere, noto la tua cura, ovvia con il lavoro che fai, ma da una settimana hai i capelli in disordine, sapendo che Santino vola via libero senza avvisare ho fatto due più due e questo è il risultato. Rispondo affermativamente confessando che mi sento leggermente a disagio percependo la crescita dei capelli.

Un uomo così attento merita attenzioni, ribatte lei, sono in chiusura ma visto che sei un caso disperato allungo e una sforbiciata posso dartela. Con una risata accetto e varco la soglia. Roberta si presenta e con ampio gesto mi invita ad accomodarmi per il canonico schampoo. Mentre con un massaggio delicato ma al contempo energico mi lava la testa si scusa del caldo ma avendo già spento l’aria condizionata dopo l’ultima cliente la temperatura è salita; mi fa accomodare sulla poltrona per iniziare a ritoccare il taglio. Brava è brava perchè senza che le abbia palesato i miei gusti mi aggiusta come e meglio di Santino che mi conosce da sempre.

Terminato con il taglio mi invita nuovamente a sciacquare i capelli per togliere i pelucchi, un rapido colpo fi phon per dare una piega ed il signore è servito. Mentre mi compiaccio del taglio, Roberta mi dice se posso aspettarla si cambia così usciamo insieme.

Dopo tante premure è il minimo che possa fare. Giro per il negozio mentre lei scompare nel retro e mi perdo a guardare le mille boccette colorate ben disposte sulle mensole, ma vengo riportato alla realtà dalla voce di Roberta che dal retro mi chiama e mi invita a darle un piccolo aiuto. Avanzo e dalla stanza da bagno Roberta mi chiede se posso prendere un nuovo rotolo di carta igienica perchè l’ultima cliente terminatolo non le ha fatto presente il fatto.

Seguendo le sue istruzioni trovo il nuovo e dalla soglia del bagno le chiedo come recapitarglielo, lei con estrema naturalezza mi risponde: entra non vorrai sdrotolarlo sul pavimento. Avanzo e come se fosse la cosa più naturale mi inginocchio davanti a “lei” e lasciando a terra il rotolo inizio a leccarla. La sua fighetta ben curata si lascia lappare con avidità, Roberta sposta il bacino in avanti in modo che possa con la lingua farmi largo nelle sue labbra che separo salgo fino al clitoride che tittillo avidamente e sento la schiena sua inarcarsi, le sue mani mi spingono e mi trattengono dove mai vorrei scappare perchè il suo profumo misto ai suoi caldi umori mi inebriano.

Nel mentre Roberta ha aperto la sua casacca e prendendomi per i polsi porta le mie mani sopra i suoi seni pieni e con i capezzoli svettanti, una goduria mai provata poterla leccare e giocare con i seni pieni mentre la testa si reclina per offrirsi meglio alle mie attenzioni. Con voce roca sulla soglia dell’orgasmo mi invita ad alzarmi, come un automa eseguo, sono in sua completa balia. Apro gli occhi e vedo difronte a me una Venere statuaria: seno svettante, figa pelosa ma curata, gamba ben tornite da ore di palestra, fianchi stretti e occhi verdi chiaro che contrastano con la capigliatura corvina.

Con la medesima naturalezza con cui ha fatto tutto mi apre la camicia, succhia i capezzoli, lecca il petto e scende fino all’ombelico che con sapienti colpi di lingua infiammano. Con studiata lentezza scioglie la cinta dei pantaloni, li cale e continua a sfiorare le mie gambe facendo attenzione a non toccare il cazzo ormai teso da rompere la stoffa degli slip. tolti i pantaloni risale sfiorandomi con i suoi capezzoli svettanti, finalmente giunge ai genitali.

Sfila lo slipp ed accoglie il mio pulsante cazzo in mezzo alle sue tette senza muoverle. Si alza, non resistiamo e ci lasciamo andare ad un bacio lungo, profondo fino a quando un getto d’acqua non ci investe: siamo finiti sotto la doccia. Apre un flacone e se ne versa sul corpo una dose abbondante, chiaro invito a massaggiarla. La schiuma la ricopre, si gira e finalmente posso vedere il suo culo sodo un vero perfetto mandolino.

Lubrificato dal sapone insinuo un dito nella sua rosellina, non offre resistenza, inizio a massaggiarla con cura allargandola perchè un secondo dito possa entrare. Con lenti movimenti circolari stimolo la zona ed un terzo dito entra. Con l’altra mano solletico il clitoride sempre più eretto. Si sfila e si gira, con il suo corpo mi insapona sfregando il suo seno sul mio corpo, facendo attenzione al mio cazzo, intuisco il suo sottile disegno: farmi godere ma con una lentezza estenuante ma al contempo carica di una eccitazione mai provata. Usciamo dalla doccia e nel retro appare un comodo letto, aperto con un solo movimento da quello che sembrava un armadio a muro. Ci lasciamo cadere sul soffice materasso allacciati in un bacio senza fiato. Ci stacchiamo, posso contemplarla nella sua bellezza resa più eccitante dalla lascivia che la pervade.

Con un deciso colpo di reni si alza e mi offre il suo invitante lato “B”, ancora lubrificato dalla doccia posso avvicinare il mio palpitante “arnese” che senza fatica entra; dapprima solo la cappella, poi un poco alla volta è mezzo dentro fino a quando Roberta decide di farsi impalare a dovere, un secco colpo di reni e sono tutto dentro. Sento che per un attimo le si blocca il respiro, ma solo un brevissimo atto, inizia a farsi stantufare a piacimento con colpi sempre più profondi. Mi stendo sulla sua schiena in modo da solleticarle i seni e la sua fighetta.

L’orgasmo arriva repentino e simultaneo. Svuoto dentro di lei tutto quello che i miei coglioni hanno, meglio pensavo avessero. Ci giriamo sulla schiena e le nostre insaziabili mani e lingue continuano ad esplorarci. Gioco con la sua curata peluria che corvina fa risaltare le morbide grandi labbra, è un attimo, il cazzo svetta in alto. Roberta inizia a baciarlo con una passione indescrivibile per garantirsi una erezione duratura, lo scappella con la lingua e le sue labbra lo serrano in un sensuale abbraccio scorrendo lungo la verga tesa. Quando lo sente duro e pronto, lasciandomi di stucco inizia a cavalcarlo con delle movenze da danzatrice del ventre, rotea su il cazzo facendolo aderire alle pareti della sua figa stretta, le grandi labbra sembrano spompinarlo. I colpi, dapprima lenti, aumentano di intensità con l’aumentare dei nostri respiri.

L’orgasmo è prossimo, Roberta rallenta i suoi movimenti per assaporare in ogni piega il pulsante cazzo che la fa salire su di una giostra di emozioni. Di botto inizia a scoparmi indiavolata con colpi assestati con precisione, quasi si sfila per poi riprecipitare dentro. Il tempo non lo contiamo più, solo l’orgasmo, prima il suo poi il mio, ci ridanno pace. Rilassati sul letto con le bocche unite in un bacio lungo ci rituffiamo nella doccia ma questa volta il tocco serve a lenire non ad eccitare.

Usciamo sghignazzando come due provetti complici sapendo che se Santino si occuperà, al suo rientro, della mia capigliatura, Roberta ed io avremmo altre “acconciature” da curare…..

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