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La mia prima volta: un’esperienza unica

La mia prima volta. Un’esperienza unica ed indimenticabile. Nonostante la mia giovane età, ci tengo a raccontare un’esperienza che rimarrà per sempre dentro di me.

Chi lo avrebbe mai detto che la mia prima volta sarebbe stata così densa di sorprese? Non avrei mai immaginato nulla di simile e invece..

Tutte le mie coetanee avevano già perso la verginità. Tutte, tranne la sottoscritta. Eppure, non mi mancava niente! Persino Silvia, la mia compagna di classe in sovrappeso, era riuscita a trovare uno con cui scopare. Io che in sovrappeso non ero, perchè non sarei dovuta riuscirci? L’ultimo anno di scuola. quello decisivo, quello dei cambiamenti. Sarebbe dovuto accadere per forza. Mirko, il ragazzo della classe accanto, continuava a non notare la mia presenza. Non sapevo più cosa inventarmi. Le mie amiche mi consigliavano di lasciar perdere, mi dicevano che sarebbe arrivato quello giusto senza che io lo andassi a cercare..

Un pomeriggio, durante un corso a scuola, arriva sul mio banco un bigliettino inaspettato! Era Mirko, che voleva invitarmi ad uscire prima della fine delle lezioni. Così, tra un aereoplanino di carta e l’altro, siam riusciti ad accordarci. “Sabato ore 21.00”.

Non stavo più nella pelle! Ed era solo martedì! Avrei dovuto raccontarlo subito alle mie amiche! Le mie amiche, chiaramente mi misero in guardia da tutto ciò che sarebbe potuto accadere durante quella serata. “Resta in luoghi affollati!”, diceva Claudia. “Non fare tardi oppure insospettirai i tuoi genitori”, borbottava Eleonora. Insomma, una serie di raccomandazioni che io facevo finta di ascoltare. Nella mia testa, un solo pensiero costante. “Finalmente la mia prima volta”.

L’unica amica con cui potevo parlare apertamente era Ludovica, degna compagna di vita sin dalla nascita. Con lei, non dovevo vergognarmi di nulla, ogni mio pensiero era condiviso in due. “Ludo, sarò all’altezza di tutto?”. Le mie paure che venivano fuori sempre più.

Il sabato dei sabati, arrivò preciso e puntuale ed era tutto organizzato nei minimi dettagli. Sapevo esattamente cosa indossare, sopra sotto, ovunque. Il mio seno stretto in un sexy reggiseno in pizzo nero, sentiva solo il bisogno di essere liberato da tutto quel pizzo e succhiato, leccato, toccato, da mani esperte. Più giù invece, oltre le curve dei miei seni, avevo scelto di indossare un perizoma che aspettava solo di esser strappato via con i denti.

Le mie fantasie su quella notte avevano già preso il largo, non potendo immaginare che sarebbe andata anche ben oltre qualsiasi fantasia.

Impacciata ma sfacciata al punto giusto, mi presento all’appuntamento con Mirko. Indossavo un abito nero, corto fino al ginocchio e dei tacchi, non troppo alti. Andammo a mangiare in un ristorantino davvero carino, un posto che non conoscevo non distante da scuola. Che emozione! Cercavo di mostrarmi sicura di me e parlavo a voce alta e decisa. Lui mi fissava, i suoi occhi cadevano sulla scollatura, poi sulle mie gambe accavallate e posso giurare di avergli letto nel pensiero di cosa avrebbe voluto fare su quel tavolo.

Dopo la cena, un giro vicino al mare, qualche sigaretta e un paio di amari, Mirko, scelse di portarmi in un luogo speciale. Ovviamente, lui aveva organizzato tutto nei minimi dettagli! Arrivammo così in una casa in campagna, molto, molto distante dal centro abitato. Talmente distante che mi risuonò nella testa la voce di Ludovica, la mia migliore amica che mi aveva implorato di non mettermi nei guai.

Cercai di far sbollire la tensione, lasciandomi andare al momento. Il mio momento stava per arrivare. Una volta entrati, ho respirato un aria calda, accogliente. Il camino era acceso e grandi cuscini erano sparsi sul pavimento. Una casa in legno dal profumo buono, mi tranquillizai.

Mirko mi invitò a mettermi comoda e scelsi così uno di quelli enormi cuscini sul quale sedermi. Da lì in poi.. tutto fu un sogno ad occhi aperti. Non dimentichiamo però che a causa della mia giovane età, io non potei scegliere di rimanere a passare la notte lì.

Mirko iniziò a sfiorarmi con estrema delicatezza, proprio per non farmi agitare più del dovuto. Tutta la mia sicurezza, di colpo svanì quando mi ritrovai nuda dinnanzi a lui. I suoi baci, le sue labbra calde e morbide sfioravano ogni parte del mio corpo, anche quelle inesplorate fino a quel momento. Scelsi di lasciarmi andare e di godere del momento e così fu! Mirko, mi divaricò le cosce, serrate per la paura e piano piano provò a penetrarmi. Con grande sorpresa, ci riuscì quasi subito, senza grandi difficoltà. Gli chiesi di continuare delicatamente, che il dolore lo si sentiva, e lui, frenando ogni istinto animalesco, continuò il suo movimento lento e delicato dentro di me. Sentivo un corpo estraneo al quale non ero abituata e cercavo di percepirne il piacere anche se il dolore era ancora tanto.

Dopo qualche minuto, mentre Mirko si muoveva su di me, iniziai a sentire i brividi lungo tutta la schiena, i muscoli tesi e una sensazione incredibile! Avrei voluto che quel momento non finisse mai! Ero in estati! Gli chiesi di non fermarsi nonostante anche Mirko aveva voglia di coronare il suo piacere dentro di me. Raggiungemmo insieme un orgasmo indimenticabile e ci abbandonammo su quelli enormi cuscini fumando una sigaretta.

Ora sì, ero diventata una donna.

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