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I piedi di Michela… la mia perversione preferita

Ci avete mai pensato? I piedi… io credo che i piedi siano una delle parti più eccitanti del corpo di una donna. Tra le mie perversioni, i piedi, sono certamente quello che maggiormente amo. Feticista? Sì!

Cos’è il feticismo? Certamente dare una definizione precisa di feticismo nella sessualità non sarebbe corretto. Per me, feticismo, è l’eccitazione che provo usando i piedi delle donne, nella maniera più assurda e strana. Quando conobbi Michela, ero appena uscito da una storia devastante sentimentalmente. Michela per me fu la mia valvola di sfogo, forse la mia salvezza.

Ancora più una salvezza fu il fatto che io e Michela ci fossimo trovati a parlare la stessa lingua sotto le lenzuola. Michela era ed è una single convinta. Una salvezza anche questa!

Tornando a noi, Michela è una vera e propria esplosione di sensualità e bellezza. Elegante, formosa e sempre composta. Mai una parola fuori posto, mai un gesto sbagliato. Nella vita Michela, faceva la commessa per una multi nazionale e le sue perversioni ed i suoi hobbies, erano sempre più simili ai miei.

La conobbi durante un pomeriggio di agosto, mentre in solitudine cercavo di fare un po’ di shopping in centro, in città. Conosciuta in divisa, Michela, mi ha mostrato sin da subito, le sue forme generose, tenute strette da quel pantalone nero attillatissimo che mi ha fatto fantasticare sin dai primi momenti. Quante volte poi, ho strappato quella divisa a morsi, dopo il suo turno di lavoro. Quante volte le ho strappato la camicia con foga e passione prima di scoparla, ovunque.

Tornando alla mia perversione preferita, non posso fare a meno di pensare al feticismo e quindi a Michela.. e quindi ai suoi fantastici piedi tutti da leccare.

Era agosto, il clima era torrido ed estremamente caldo, caldissimo. Nel centro commerciale, i suoi occhi, incrociarono i miei e qualcosa cambiò istantaneamente nelle nostre vite. Non sapevo nulla di lei, neanche il suo nome.. eppure, sin dal primo istante, ho percepito che io e Michela insieme, ci saremmo molto divertiti.

Con la scusa dello shopping, iniziai ad avvicinarmi a lei, che indaffarata, si mise comunque a mia completa disposizione. E che disposizione!

Nonostante lei fosse in turno lavorativo, i suoi occhi, così grandi e languidi, mi fecero capire che potevo farmi avanti, potevo chiederle di vederci una volta staccato dal lavoro. Così, colto dall’euforia del momento, invitai Michela a bere qualcosa insieme a me.

Quella sera, io e lei, bevemmo qualcosa in centro. Ricordo che Michela indossasse un mini abitino nero che lasciava scoprire le sue gambe lunghissime ed abbronzate. Ai piedi, Michela indossava dei sandali neri dal tacco vertiginoso. Una scarpa sexy e scelta con cura. Già da quel momento, ho capito che quei piedi, mi avrebbero fatto vedere le stelle. Ero eccitatissimo. Avevo voglia di accarezzarli, toccarli, leccarli.

Finimmo dopo la serata, in macchina a fare un giro ascoltando un po’ di musica. Si parlava del più e del meno, senza imbarazzo e senza inibizione: un’altra cosa che amavo di lei, di noi. L’atmosfera in macchina si stava scaldando al punto che le sarei saltato addosso lì, fermi in quel vicolo mentre eravamo intenti a ridere e scherzare.

Ad un certo punto, Michela, fece quel gesto. Una mossa che le è costata cara: molto cara. Per stare più comoda, decise di tirare indietro il sedile e stendere le sue lunghissime gambe sul cruscotto della mia Audi mettendo quindi in bella mostra il sandalo nero ed il suo piede, perfetto e bellissimo.

Dopo la bottiglia di vino consumata durante la serata, l’aria della macchina, le risate e la complicità, non riuscì davvero a farne a meno. Con una mano, le accarezzai piano la gamba, dalla coscia a scendere.. le allargai dolcemente le gambe mentre con l’altra mano stavo arrivando a ciò che desideravo di più in quel momento. Passai le dita sul collo del piede, in tensione, rigido e sexy.

Continuai prendendo in mano quel sandalo, il tacco a spillo mi faceva impazzire. Avvicinai il sandalo alla mia bocca e odorai quella meraviglia mentre Michela si lasciava eccitare dalla situazione.

Senza togliere quel tacco così eccitante, iniziai a leccarle il piede per come potevo. La cosa mi eccitava ancora di più. Michela decise di spostarsi con l’altra gamba e raggiungere con l’altro piede il mio pene in visibile erezione. Facendo attenzione a non farmi male con il tacco a spillo, Michela iniziò a giocare con il suo piede intorno a mio pene, facendomi impazzire.

Mentre io le leccavo e baciavo il piede, ormai nudo, lei tolse anche l’altra scarpa e mi sbottonò i jeans. Mi spostò delicatamente i boxer, si mise comoda e guardandomi fissa negli occhi, difronte a me, inizio a segarmi con i piedi. Mio Dio!

Il mio pene duro ed eccitato era pronto ad esplodere! Era tutta la sera che aspettavo questo momento!

Michela si muoveva come se fosse abituata a farlo, nonostante la scomodità della situazione in cui ci trovassimo ed il fatto che fossimo perfetti estranei. Sapeva quando accelerare, quando rallentare e come farmi godere. Avere questa sensibilità nei piedi, non è da tutte e devo dire che lei era una vera e propria maestra. Mentre mi masturbava, guardandomi dritto negli occhi, con una mano si masturbava da sola, dicendomi le frasi più porche e schifose che io abbia mai sentito. Io non ce la facevo più, dovevo esplodere.

Ho cercato di trattenere il più possibile per godere a pieno di quel fantastico momento.. ma sentivo che fossi arrivato alla fine. La blocco con una mano e le sistemo i piedi vicini in modo tale da raccogliere tutto il mio piacere mentre la invitavo a continuare a masturbarsi senza fermarsi fino a venire. Io esplodo di piacere su di lei, su quei piedini perfetti e fatati che tanto mi hanno fatto godere ed impazzire.

Mentre io mi libero nel mio orgasmo, lei contorcendosi, si lascia andare alle urla di piacere di auto erotismo più sexy che abbia mai sentito. Dopo questo primo incontro, se seguirono altri dove sperimentammo altre fonti di feticismo e di piacere che avevamo in comune.

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