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Una gran bella festa di compleanno in famiglia!

Ho da poco compiuto 18 anni e vivo con la mia famiglia in un bell’appartamento, molto caloroso che piace tanto a mia mamma Giuliana.

Mio padre si chiama fulvio, poi c’è mia sorella Giada, con due anni in più del sottoscritto ma sempre pronta a farmi credere di essere una seconda madre… infomma una vera rompiscatole!

Spesso utilizzavo la camera dei miei, perché solo lì avevamo il pc con la connessione ad internet. Andato su un sito di concorsi per aspiranti scrittori di poesie, stampai il regolamento e, preso il foglio dalla stampante notai subito che dietro, in una posizione alquanto strana, c’era un cd camuffato da alcuni fogli stropicciati appoggiati sopra.
Lo guardai con curiosità ma non c’era nessun messaggio o titolo da poter capire cosa ci fosse dentro. Lo misi nel lettore del pc e scoprii che c’erano decine di fotografie digitali alquanto scioccanti. Rimasi di sasso; le foto erano quasi tutte una raffigurazione di mia mamma nuda e messa in posizioni molto provocanti.

E’ forse scontato dire che il sangue andò tutto nella direzione del cavallo dei jeans ma l’idea che quella puledra sensuale fosse la mia mamma, oltre a provocarmi sensazioni di eccitazioni morbose, mi provocava un senso di nausea.

Il rumore delle chiavi nella toppa della porta d’entrata mi fecero trasalire e in un istante ero riuscito a spostare il cd e rimetterlo dietro alla stampante, spegnendo in gran fretta il pc.

Era solo mia sorella Giada che mi salutò andando in camera sua senza darmi troppa attenzione. Effettivamente avrei potuto benissimo continuare a starmene di fronte al pc ma la paura fu parecchia e quindi decisi di rinchiudermi in camera mia.
Giada se ne andò in bagno e sentii che apriva l’acqua del bidet.

Giada… sorella… donna… foto di mia madre… qualcosa mi spingeva a divenire lo scopritore del corpo di Giada, il secondo uomo di casa, in grado di poter valutare e compiacersi delle donne di famiglia… il cazzo pulsava e non esitai alcun minuto in più.
Uscii dalla mia camera e guardai nel buco della serratura del bagno, Giada era seduta sul bidet, con quel culo fantastico che avrebbe fatto impazzire qualunque uomo. Mi slacciai i pantaloni e tirai fuori il mio membro, masturbandolo lentamente, guardando la grande sorella toccarsi delicatamente la sua vagina e il suo culo. Continuava a strusciarsi col sapone fino a quando le sue mani iniziarono a fermarsi sempre più intensamente sul buco del culo. Non credevo ai miei occhi….si stava masturbando figa e culo con la faccia schiacciata al muro e col culo rivolto al mio viso nascosto da quella porta in legno bianco.

Schizzai tanta sborra che non pensavo nemmeno di possedere e cercai di ripulire al meglio qualche schizzo finito sulla porta e sul pavimento ma, mi si ghiacciò il sangue quando, con il cazzo fuori, chino sul pavimento a pulire con un cleenex lo sperma, vidi un’ombra appoggiarsi sopra di me. Mi bastò alzare gli occhi per vedere che l’ombra era quella di mia madre.

Notai le sue scarpe coi tacchi alti, le sue gambe lisce coperte da collant neri e la sua voce dolce e suadente come al solito:
“cosa stai facendo?” cercai di rimanere il più piegato possibile perché non si vedesse il mio uccello e, finito di pulire risposi che mi era caduta la merenda in terra e che stavo rimettendo tutto a posto ma, il mio volto rosso credo non riuscisse in pieno a soddisfare la curiosità di mia madre.
“chi c’è in bagno, tua sorella?” “beh… sì, credo di sì… Giada, sei tu in bagno?”

Giada rispose scocciatamene “sì… che diavolo vuoi? Mi sto lavando… tra poco esco, non rompere!”.

Mia madre mi guardò ancora un attimo, le scappò una sorta di sorriso e poi fece finta di niente passandomi vicino e andando nella sua camera da letto a cambiarsi.
Mi rifugiai in camera e restai a pensare a come mia madre avesse potuto capire alcune cose oppure se mi avesse visto già da prima e… accidenti, rimasi parecchie ore a rimuginare sull’accaduto e non riuscii a non farmi scappare un’altra sega pensando al culo e alla figa di mamma, viste in quelle foto volgari.

Giunse il momento della cena ed eravamo tutti pronti per festeggiare il compleanno di mia sorella che compiva 20 anni. Torta, pasticcini e riunione famigliare al seguito di quella cenetta che andò a meraviglia.

Soliti auguri, soliti regali scontati e tanti dolci seguiti da fiume di spumante.
Mio padre era fiero di lei, era più contento di lei e dei suoi successi universitari che di aver fatto un figlio maschio alto e bello come lui.
Forse solo perché non aveva mai potuto studiare all’università, vedeva in lei, la colta di famiglia, colei che poteva divenire qualcuna con gli studi.

Finita la cena io e mio padre ce ne andammo in salotto e aspettammo qualche minuto per attendere le donne.
Giada giunse saltellante, tutta contenta di aver ricevuto mance e regali e faceva la smorfiosetta con mio padre, indossava una gonnellina corta bianca che indossava solitamente in casa e una maglietta attillata senza reggiseno. I suoi capezzoli erano in tiro ed era alquanto vergognoso che fosse in quello stato di fronte a mio padre. Lui non sembrava dispiacersene e pareva che apprezzasse molto il corpo di quella puttanella in calore “sei cresciuta piccola, hai proprio un copro da donna… siamo fieri di te!”
lei rispose senza esitare “è grazie a te e alla mamma che ho questo corpo. Voi mi avete creta così bene che sono io ad essere orgogliosa di due genitori come voi”.

La pateticità di quella scena terminò con l’arrivo di mia madre che consigliò una serata alternativa “che ne dite di farci una partita a qualche gioco in scatola?”.

Le mie orecchie non potevano sentire di peggio ma mai avrei immaginato cosa potesse accadere da lì a poco. Mia sorella entusiasta andò a prendere alcune scatole di giochi in camera sua e mia madre si sedette di fronte a me. Indossava una gonna nera, calze nere, ciabatte e una maglia nera a collo alto, con una collana di perle turchesi, mi guardò e disse “cos’è, i giochi elettronici ti hanno invasato la testa?”
“no, affatto è che mi annoio a giocare a Cluedo” risposi “beh, vorrà dire che faremo un altro gioco, pulitore di pavimenti sporchi” e dopo quella frase sorrise a denti stretti provocando il mio imbarazzo più assoluto e la curiosità di mio padre. “perché? Ti sei messo a pulire i pavimenti, figlio mio?” mia madre rispose per me: “no, affatto… ma credo che tuo figlio sia birbante come te fulvio… mentre Giada era in bagno, lui la spiava dalla serratura”.
Scoppiarono a ridere e io non riuscivo a dire nulla, se non le solite ridicole scuse “ma no… non è vero è che…” ma giunse mia sorella con in mano alcune scatole di giochi. Mia madre prese visione di una dopo l’altra sino a ricadere sull’ultima scatola che fece impallidire mia sorella.”e questa da dove salta fuori?”. Era una scatola color fuxia e si chiamava strip-questions con il chiaro disegno di una donna seminuda.

L’imbarazzo di mia sorella era tanto ed ero davvero curioso di vedere come se la cavava, quella stronza arrogante. “Cr-credo sia un gioco di qualche amico che… sai, lo scorso natale… i miei amici avevano… insomma, non è mia…” ma mamma non si imbarazzò più di tanto, anzi, prese la scatola, la aprii ed esclamò “Credo che questo gioco sarà sicuramente meno noioso di Cluedo, non trovi?” e mi sorrise con due occhi da furba.

Con una tensione di fondo sia mia chee di mia sorella, i nostri genitori iniziarono a leggere le regole e decisero che era il gioco giusto da fare durante quella serata.
Era molto semplice, se sbagliavi risposta ad una domanda, dovevi toglierti un indumento.

Passato l’imbarazzo, iniziammo e mio padre, in poche risposte, aveva già perso camicia e maglietta mentre mia sorella era ancora vestita (la saputella!) ed io avevo solo perso la mia felpa. Mamma era brava e non sembrava aver timore delle risposte ma arrivò anche il suo turno. Sbagliò una risposta e si tolse la maglia, rimanendo in reggiseno e gonnella.

Aveva due tette stupende risaltate da quel reggiseno nero in pizzo che le donava una sensualità mai vista prima d’ora.

Il mio cazzo era diventato duro e stava per scoppiare quando mia sorella sbagliò la sua prima domanda. “Hee hee, ora tocca a te spogliarti, tesoro… eravamo stufi di sentirci così ignoranti” disse mio papà. Giada preoccupata non voleva togliersi la mogliettina attillata “ma papi, sotto non ho nulla…mi vergogno” mia madre le diede una carezza tra i capelli e le disse di non preoccuparsi “Guardami tesoro, sono in reggiseno davanti a mio marito e ai miei figli e tra poco lo toglierò…per noi, vederti i seni non può che essere una bella cosa…non farti problemi, dai…” e, aiutandola, le tolse la maglia.Io non stavo nella pelle e, sbagliando la risposta, fui costretto a togliermi anche i pantaloni, rimanendo in boxer e t-shirt. Il mio cazzo era grosso e bagnato e mi vergognavo da morire di fronte agli occhi delle due donne che mi fissavano il pacco. Mio padre mi aiutò dandomi una pacca col gomito e dicendomi nell’orecchio “grande Alex…vedo che hai preso tutto dal tuo papà!”.
Il gioco proseguì e mia madre sbagliò nuovamente, si mise le mani dietro alla schiena e slacciò il reggiseno, lasciando cadere le sue meravigliose tette di fronte ai nostri occhi sbalorditi. Mia sorella le guardò e toccandole fece i complimenti a mia madre “Cazzo, hai davvero un paio di gran belle tette mamma…mi auguro che diventino come le tue da grande!”. “grazie tesoro mio…ma tu hai già un bel seno e non solo quello…”.

Le domande proseguirono e mio padre era giunto ad avere solo i suoi slip, io con i boxer, mia sorella e mia madre solo con le mutande… insomma, eravamo tutti in condizioni decisamente peccaminose e vogliosi di nuove emozioni. Era il turno di mia madre che sbagliando, doveva togliersi le sue mutande. Si alzò in piedi, si sfilò le mutande e si rimise seduta a terra con le gambe aperte.
“Vi piace vedermi così o la cosa vi dà fastidio?”
“Resta così amore mio, sei stupenda come sempre” rispose mio padre.

Io rimasi di sasso e il mio cazzo pure, ormai i miei umori bagnavano esternamente le mutande che mia madre mi invitò a togliere. “Sei ridicolo con quelle macchie, non farti problemi siamo in famiglia e puoi togliertele… anzi, visto che ormai sono nuda e a gambe aperte di fronte a voi, penso sarebbe alquanto democratico che voi tutti foste nudi, non trovate?”.

Come una cagna, si mise a quattro zampe e venne verso di me, sfilandomi i boxer. Intanto mio padre si alzava in piedi e, calando i suoi slip, il pene cadeva a pennello proprio di fronte alla faccia di mia sorella che, appena si è tolta le mutande, iniziò a toccarsi la figa ammirando il cazzo di nostro padre “Che cazzo grosso che hai papà… sembra uscito da un film porno!” e mio padre rispose a tono “…e tu sei una puttanella viziosa e sporcacciona che adesso prenderà il cazzo di papà e se lo metterà in bocca, non è vero?”.

Lei sorrise come una troia e guardò compiaciuta nostra madre chiedendo “posso mamma?” “certo tesoro, è ora che impari a conoscere di più tuo padre, io intanto vedo di dare una mano a questo porco che ho scoperto sbirciare nelle mie foto!”.

Mia sorella prese in bocca il cazzo di mio padre che stava in piedi nudo e con le braccia appoggiate ai lati del suo corpo mentre mia madre, a quattro zampe di fronte a me, iniziava a giocare col mio cazzo, iniziando a leccarmelo dai testicoli sino ad arrivare alla cappella.
“Ti piace avere la bocca di tua madre sul cazzo o preferisci quella di tua sorella?” “No mamma, preferisco la tua… e poi quella troia sta già succhiando papà… continua, non fermarti… succhiamelo bene…”.

Continuava su e giù senza neanche rendersi conto che aveva nella figa alcune dita di mia sorella che da dietro si era già messa a pecora mentre mio padre le sprofondava nella vagina con colpi ben assestati. Alzò dopo poco il viso e mi sorrise, guardandosi alle spalle e dando una carezza alla piccola Giada che rideva e godeva nel contempo.

“Bravo caro, scopa la tua bambina, questa porca che scopa con tutti i suoi compagni di scuola… sei proprio una zoccola come la tua mammina” e neanche terminando la frase allungò la lingua verso la bocca di lei che non stette lì ad aspettare e slinguarono per il piacere mio e di mio padre.

Intanto si era alzata e, dandomi la schiena, si apprestava a farsi penetrare dal mio cazzo “Dai figlio mio, impalami e fai vedere a tuo padre come sei bravo a scoparti una donna… una troia di donna!”.

La infilai e iniziammo a scopare come due dannati, senza renderci più conto di essere madre e figlio ma solo due animali in preda al panico sessuale più sporco e denso che in una famiglia si sia mai visto. Mentre la fottevo, le presi i capelli e iniziai a denigrarla di fronte a mio padre che, sempre mentre fotteva in figa mia sorella, le strizzava le tette e le dava dei nomignoli da troia.
“Ti piace mamma aver il cazzo di tuo figlio dentro mentre ti chiava come una puttana da strada? eh, ti piace, puttana rispondi!” “Sì tesoro mio, fottimi più forte che puoi e spacca tua mamma, questa troia disumana che non ha più limiti… dai scopatemi tutti!”.

Non bastarono le sue urla di piacere a farmi venire, volevo riuscire a resistere e scoparla all’infinito ma fu mio padre a prendere la situazione in pugno. La alzò, la rimise sopra il mio cazzo, avendo però così il culo dalla sua parte e le sue meravigliose tette dalla mia. Sentii una pressione spingere sul mio uccello. Capii che mio padre la stava penetrando nel culo dalle smorfie che quella troia di mia madre faceva mantre continuavo a tenerla ferma per i capelli.
“Sì bastardo, infilamelo tutto nel culo… riempitemi di cazzi e di sborra!” Intanto Giada era rimasta senza cazzo, ma mettendosi a nostro servizio donandoci a volte la sua lingua, la sua figa o il suo culo.
“mamma, papà, devo sborrare, che faccio?” “vienile dentro figliolo, quella troia della tua mamma prende la pillola!” e mia madre rincarò la dose “Sì dai piccolo mio, voglio sentire il getto caldo del tuo sperma… continua e vienimi dentro pulcino mio”…

Mi scaricai dentro mentre anche mio padre le sborrava nel culo. Le urla di tutti e tre rimbombavano in tutto il salotto mentre mia sorella si trastullava forte la figa cercando di correre a bere tutto lo sperma che colava dal culo di mia madre e dai nostri cazzi spompati.

Giuliana si alzò e prese Giada per un braccio invitandola a sdrairsi perché era il turno che venisse anche lei. Iniziò a leccarle la figa in maniera divina facendola contorcere in tutti i modi possibili “dio mamma, quanto sei brava!!non smettere, non smettereeee, ti pregoooooaaaah!”.

Mio padre ed io, esausti e increduli di quanto stesse accadendo sotto i nostri occhi, ci compiacemmo di che bella famiglia unita e porca eravamo, lui mi diede una pacca sulla spalla e disse “Questa sì che si può definire una gran bella festa di compleanno in famiglia!”

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