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Una fantastica vacanza a Cap d’Agde racconto erotico

Una fantastica vacanza a Cap d’Agde

Ero fidanzata con Roberto da circa 2 anni quando fummo travolti da una crisi che ci allontanò. Avevamo due caratteri molto diversi, anche se inizialmente le nostre differenze non erano un grande ostacolo. Lui era molto “pantofolaio”, non amava uscire e preferiva le cose tranquille e regolari. Io avevo invece una gran voglia di vita, volevo uscire e mi piaceva scoprire cose ed emozioni nuove. Lo conobbi ad una festa di amici ed iniziammo a frequentarci. Lui mi trattava con rispetto e forse per questo motivo fui attratta da lui. Anche se su molte cose avevamo punti di vista diversi, lui mi faceva stare bene. E poi devo ammettere che aveva proprio un bel cazzo, quindi il nostro rapporto funzionò abbastanza bene per i primi tempi. Le divergenze però iniziarono a prendere il sopravvento, gli volevo bene ma non mi sentivo completamente realizzata. Mi sembrava che facessi le cose a metà ed ormai litigavamo tutti i giorni. Era il maggio del 2014, e decidemmo che forse quell’estate era meglio passare le vacanze separate. Ci lasciammo e rinviammo qualsiasi decisione a dopo le vacanze per poter stare lontani l’uno dall’altra, e riflettere meglio sul nostro rapporto.

Una mia cugina alla quale ero molto legata, Annalisa, seppe della mia rottura con Roberto e mi invitò per un caffè. Le raccontai ciò che era successo, e mi sosteneva poiché come me anche lei aveva uno spirito indomito e libertino. Tra un sorso di caffè ed un altro mi fece una proposta piuttosto “indecente”, e devo ammettere che in un primo momento rimasti piuttosto frastornata. “Sai Elisa- mi disse- io ed il mio fidanzato Giulio da ormai tre anni andiamo in vacanza a Cap d’Agde. Non so se conosci, è un paese nel Sud della Francia dove si pratica il naturismo ed anche lo scambismo. Se ti va puoi venire con noi”. Rimasi piuttosto sconvolta, non pensavo che la mia cuginetta fosse così perversa, ma in fondo anche io ho sempre avuto uno spirito avventuriero quindi non la giudicai male, anzi la ammirai per il suo coraggio di provare emozioni e sensazioni così estreme. Ecco, il problema era proprio quello, ormai vivevo una vita piatta mentre io avevo bisogno di vivere intensamente ogni giorno. Pensai che una vacanza così trasgressiva poteva farmi bene, e mi avrebbe fatto vedere con maggiore chiarezza il mio rapporto con Roberto.

Saremmo partiti insieme ai primi di agosto, e Annalisa mi parlò di questo centro turistico in cui tutto o quasi è lecito. Mi raccontò delle spiagge per naturisti dove c’erano intere famiglie, che la gente camminava anche nuda per la strada in pieno giorno e che si respirava trasgressione ad ogni angolo. Erano frequenti le coppie che si scambiavano, tra cui ovviamente anche loro. Mi descrisse una sorta di “paese dei balocchi” del sesso in cui tutto poteva succedere, e devo ammettere che il solo pensiero dell’esistenza di un posto così libertino mi eccitò. Finalmente partimmo e arrivammo la sera tardi. Ci sistemammo e andammo a dormire, ero eccitata all’idea di vivere quell’avventura in cui non sapevo come comportarmi. In fondo sono sempre stata un’esploratrice, e con Roberto ho dovuto reprimere la mia voglia di conoscere nuove esperienze. Ero finalmente libera e potevo esplorare nuove sensazioni, nuove avventure, nuove scosse che potessero riaccendere la mia vita. La mattina dopo ce ne andammo in spiaggia, e provai un certo imbarazzo a girare completamente nuda. Quando però vidi tutti gli altri turisti nudi, il mio disagio sparì. Vedevo donne e uomini completamente nudi farsi il bagno, camminare o colloquiare tranquillamente. Sulla spiaggia la situazione era piuttosto tranquilla, ma in mare vedevo coppiette che si conoscevano e scopavano in acqua. Sentii un fremito attraversarmi la figa, mi stavo eccitando terribilmente a vedere quei corpi nudi e quelle coppie che vivevano il sesso così liberamente.

Decisi quindi di andare in mare, e mia cugina mi disse: “Io e Giulio ti raggiungiamo tra qualche minuto. Sai che può succedere di tutto qui, anche al mare?”. Mi girai verso di lei e risposi sorridendo: “Lo so, proprio per questo voglio vedere che succede”. Mi tuffai nuotando completamente libera e nuda nel mare, una sensazione bellissima che mi faceva stare bene. Mentre mi godevo il mio bagno notai un uomo sui 45-50 anni che si avvicinò verso di me. Era un italiano, e con una scusa attaccò bottone per parlare. Era un uomo robusto, piuttosto corpulento e con un po’ di pancetta, ma nonostante il suo aspetto un po’ grezzo era educato. “Sai ti ho notata appena sei arrivata in spiaggia -mi disse- e così ho pensato di conoscerti meglio di persona”. Mentre parlava notai che il suo cazzo era cresciuto ed era ben eretto e visibile a pelo d’acqua. “Non penso che tu voglia parlare e basta”. Lui sorrise e sinceramente quel cazzo diventava sempre più grosso ed invitante. La mia parte perversa prese il sopravvento, anche perché sentivo la figa che ardeva sempre di più dal desiderio. Gli afferrai il cazzo con la mano e inizia a masturbare il porco che non aspettava altro. Dopo averglielo menato per un po’ attorcigliai le mie gambe attorno a lui e mi feci penetrare dal suo cazzone grosso e duro. Mi afferrò per il culo e dopo 5-6 botte era così eccitato che tolse il cazzo dalla figa e sborrò in mare. Vidi la sua sborra mischiarsi all’acqua, e lasciai che quell’insolito mix bagnasse il mio corpo e le mie tette. “A presto signorina”- mi disse l’uomo che, raggiunto il suo scopo, se ne ritornò in spiaggia.

La mia figa però non era affatto sazia, e dopo pochi minuti si avvicinarono due ragazzi che videro l’intera scena. Uno era di colore e l’altro era mulatto, dal loro accento capii che erano sudamericani o qualcosa del genere. Mi chiesero se fosse la prima volta per me, e risposi di si. Il ragazzo di colore si avvicinò a me sorridendo, e poiché avevo una voglia matta senza neanche continuare la conversazione presi il suo bel cazzone nero e me lo infilai tutto in figa. Iniziò a sbattermi con decisione, mentre l’altro ragazzo si avvicinò da dietro con l’intenzione di farmi il culo. Mentre godevo gli dissi: “Oh anche il culo, fai piano”. Lui appoggiò con delicatezza il suo cazzo al mio culetto, e lasciò penetrare lentamente prima la cappella e poi il resto del suo arnese. Le scopate con Roberto erano sempre molto “classiche”, o lui sopra di me o io sopra di lui. Difficilmente cambiavamo posizione e la mia fantasia restava imprigionata, adesso invece due sconosciuti mi stavano scopando in un sandwich in mezzo al mare. Mi sentivo completamente piena e riempita, stavo vivendo le emozioni e le sensazioni che mi erano mancate per due anni, finalmente mi sentivo viva. I due maiali mi sfondarono per bene, e poiché si stavano divertendo un bel po’ decisero di cambiare posizione. Il mulatto mi scopò la figa massaggiandomi le tette, mentre il ragazzo di colore mi inculò ma sempre con una certa dolcezza. I due porci sborrarono a mare, e nuovamente provai quella frizzante sensazione di sentire sul mio corpo l’acqua di mare mista alla loro sborra.

Dopo pochi minuti Annalisa e Giulio mi raggiunsero a mare. “Però…- esordì mia cugina- abbiamo visto tutto e devo farti i complimenti. Per essere la prima volta hai preso 3 cazzi in pochi minuti, stai facendo furore! Pare proprio che tu ti stia divertendo”. Fu incredibile quella mattinata, stavo sfatando tutti i tabù della mia vita. Per la prima volta ero andata in una spiaggia di nudisti, per la prima volta avevo scopato con un perfetto sconosciuto e per la prima volta avevo preso due cazzi insieme. “Sì”- risposi io- “devo ringraziarvi perché questa vacanza mi sta facendo riscoprire quella parte selvaggia, libertina e ribelle che avevo soffocato per troppo tempo”. Poi Annalisa prese la mano di Giulio e disse: “Se vuoi te lo presto, però lascia qualche cazzo anche per me”. Esitai un secondo, ma poi dissi: “Se non ti dispiace cugina, l’appetito vien mangiando ed io ho ancora voglia di cazzo”. Quindi Giulio mi afferrò da dietro palpandomi forte le tette, e mi infilò il cazzo da dietro penetrandomi tutta la figa. Davanti a me c’era Annalisa, che mi baciò la bocca e mi accarezzò le tette. Sentivo le mani di Annalisa e di Giulio sul mio corpo, mentre il suo cazzo continuava a martellarmi la figa. Non avevo mai avuto un rapporto a tre con una coppia né un rapporto lesbico, anche questi ultimi due tabù erano crollati in quella folle mattinata d’agosto a Cap d’Adge. Raggiunsi ancora l’orgasmo, fu il secondo o il terzo ed ormai avevo anche perso il conto, mentre baciavo ardentemente Annalisa e mordicchiavo le sue labbra. Stanca e sfinita decisi di ritornarmene in spiaggia a riposarmi un po’. Sentivo gli sguardi degli uomini e delle coppie allupatate su di me, tutti eccitati evidentemente all’idea di scoparsi la “novellina”. Mi stesi sull’asciugamano eccitata e soddisfatta, quell’estate mi sarei fatta una bella scorpacciata di cazzi e avrei ritrovato anche me stessa.

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