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Elevato tasso erotico ad alta quota: la hostess vogliosa

La logica vorrebbe che a raccontare questa piccante ed eccitante storia, dietro ci sia un uomo. Ma si sa, in una sessualità in cui tutto è lecito, non stupitevi nel sentire che io sia una donna!

Mi chiamo Francesca, ho poco più di trent’anni e nella vita faccio la hostess di volo. Lavoro eccitante penserete voi, vero? Tanto eccitante quando assolutamente alienante.

So di essere una bella donna, quindi spesso mi diverto insieme ai passeggeri dei mie voli. Gioco a fare la hostess sexy e provocante con gente che non rivedrò mai più. Mariti imbarazzati davanti a mogli paralizzate, mi guardano con occhi languidi mentre con fare da vera porca mi chino verso di loro per sistemare le cinture di sicurezza.

“E’ per la vostra vita”. Sussurro con voce sensuale mentre ancora ho le mani vicino a parti intime dei passeggeri.

E’ un gioco che un po’ tutte le hostess di volo tendono a fare. Almeno tutte quelle con cui mi è capitato di parlare. Capita spesso di fare una tratta dopo l’altra senza sosta e quindi stare lontani da casa per periodi medio lunghi. Questa condizione di vita e lavorativa, deve trovare sfogo in stimoli nuovi, necessariamente.

Il mio stimolo è senza ombra di dubbio la sessualità. Sono una donna sola, non legata sentimentalmente a qualcuno e.. adoro il sesso! Non potrei viverci senza. Il sesso viene prima di qualsiasi cosa, credo di esserne quasi dipendente!

Molti non capirebbero questa mia costante voglia. Per me, ogni occasione si potrebbe trasformare in un’esperienza ad alto tasso erotico. Colpa del mio lavoro? Non credo. Credo di esser sempre stata così. Vogliosa e passionale. Davvero, non capisco quelle donne che fingono stupore quando si parla di questi argomenti.

Anch’io sogno un marito e tanti bambini.. ma finchè ciò non accade.. perchè non posso concedermi con leggerezza a uomini in grado di soddisfare le mie voglie sessuali?

Ed ecco che arriva il clou della storia che sto per raccontarvi. Allacciate le cinture e rimanete con la testa appoggiata allo schienale.. è per la vostra sicurezza!

Dopo tutti questi preamboli per farvi capire al meglio che porcona avete davanti, con piacere ripasso con la memoria una delle situazioni più eccitati che abbia vissuto in volo.

Quello in cui accade l’impensabile, era un volo davvero lungo. Ero reduce da giornate estenuanti e tratte stressanti ma consapevole che dopo quel volo, avrei avuto il mio meritato riposo.

Si sa, di notte tutto acquisisce magia e mistero. Sopratutto ad alta quota quando a rimanere accesi sono soltanto quei faretti a led proprio per non disturbare chi ha voglia di riposare. E così, tra una passerella e l’altra, in una fase di volo relativamente tranquilla, sento che qualcuno dal fondo mi sta cercando.

Con fare discreto, nulla di plateale.. eppure c’era qualcuno che cercava il mio sguardo come se avesse bisogno di qualcosa.

Mi dirigo verso il posto 24 fila D e scopro con piacere che a desiderare qualcosa dalla hostess di turno era una ragazza. Una bella mora che avrà avuto suppergiù la mia età. Sembrava viaggiasse da sola. Capelli ricci e carnagione scura. Ammaliante. Complice la stanchezza per le ore lavorate e qualche altro fattore inspiegabile, ma ad ogni modo, scattò qualcosa di estremamente eccitante nell’attimo in cui i nostri sguardi si incrociarono.

Non ho mai avuto pensieri perversi o fantasie sessuali nei confronti delle donne. Nonostante io ami follemente il sesso, il buon sesso e tutto ciò che ne consegue, le donne non sono mai state tra le mie fantasie.

Mai fino a quel momento, mi sembra chiaro. La richiesta per la quale quell’affascinante donna mi ha chiamato era una semplice coperta. Non riusciva a riposare per via dell’aria condizionata troppo alta.

La invito così al punto ristoro, dove avrebbe potuto sorseggiare una bevanda calda per star meglio. La donna accetta senza pensarci due volte e insieme ci dirigiamo a bere qualcosa. Le ore di volo restanti erano in ogni caso ancora tante. Sembravano infinite.

Nel momento in cui la donna si alzò, ho potuto confermare la mia teoria iniziale: era davvero una bomba di sensualità ed erotismo anche per un etero incallita come la sottoscritta.

Prendemmo insieme un the caldo ed era tutto così assurdo e paradossale che la situazione iniziava ad intrigarmi parecchio. Clarissa, questo il suo nome, sembrava essere affabile e parecchio disponibile. Tra una chiacchiera ed un’altra, scoprimmo di avere molte cose in comune ed il suo sguardo era sempre più ipnotizzante per me.

Accidentalmente, Clarissa si sporcò la camicia bianca con il the e con non poco imbarazzo, mi chiese di accompagnarla in bagno per smacchiare al meglio la sua camicia.

E’ lì che accadde l’impensabile. Si spogliò davanti a me, con nonchalance ed eleganza ed io, piena di brividi ed impulsi sessuali, non ho potuto resistere. Le saltai letteralmente addosso. Il reggiseno in pizzo bianco, mostrava un seno piccolo ma ben fatto. Nonostante, fosse la mia prima volta, non ebbi timore nell’accarezzarla e baciarla ovunque.

Lei ovviamente, non oppose resistenza e demmo vita ad un rapporto saffico nella soffocante toilette di una aereo. La modalità fu proporzionata allo spazio a disposizione ma le nostre pulsioni e la nostra passione.. indescrivibili!

Le accarezzai il seno, baciai dolcemente i capezzoli eccitati mentre lei con le mani ancora libere, stava facendo scivolare via la sua gonna aderente. Era tutto così eccitante che, di quei momenti, ricordo poco se non appunto la forte carica erotica di quella donna.

Clarissa mi sciolse i capelli, mi baciò con dolcezza il collo, poi scese, sbottonandomi la camicia della divisia. Si concentrò sul seno solo per pochi istanti, prima di scendere sempre più giù, divaricarmi le gambe e iniziare a masturbarmi come mai nessun uomo era riuscito a fare.

Fermezza e delicatezza insieme. Prepotenza e dolcezza. Un dito, due, tre. I miei sospiri sempre più affanosi e lei che malediceva quello spazio così ridotto. Le posizioni assunte erano comiche ma le uniche possibili.

Clarissa continuava a ripetere: “Ti faccio vedere io cosa ti combino appena scendiamo da quest’aereo”.

Il rapporto in cabina, fu solo il primo di una lunga serie. Io e Clarissa abbiamo continuato a vederci per un anno e mezzo, fino a quando io non son volata via per sempre, per accettare un posto di lavoro a Londra.

E’ stato un anno intenso. Sessualmente parlando, ho scoperto nuove passioni, nuove forme di piacere appaganti ed estremamente forti.

Ora son tornata single, e non nego che se dovessi incontrare una donna.. ci ricascherei!

 

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