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Cos’è la sindrome della vagina morta?

La “sindrome della vagina morta” è un disturbo che provoca la perdita della sensibilità nelle parti intime femminili a causa dell’uso eccessivo di sex toys, come vibratori e stimolatori vaginali. Ma questa patologia esiste davvero o è solo una leggenda?

Luogo comune o realtà?

Chi per prima ha parlato di questo problema è stata Olivia Wilde, conduttrice americana, che nel 2012 avrebbe raccontato al mondo intero i suoi problemi sessuali tra cui quello di sentire la sua vagina morta, apatica, spenta.

Da quel momento tutte le donne si sono informate sul web, hanno cercato di capire se questa patologia esistesse per davvero o se fosse da ricondurre ad un calo del piacere sessuale.

La parola alla scienza

Per gli studiosi non ci sono prove che riconducono a questo disturbo. Il neuroscienziato N. Prause, che ha approfondito lo studio sugli effetti che i sex toys hanno sulle parti intime, ha dichiarato che se le donne durante un rapporto sessuale passano da una stimolazione alta ad una più bassa è normale che quest’ultima non abbia la stessa efficacia della prima. Così come è normale sentire poca sensibilità nelle parti intime femminili dopo l’uso di un sex toys, un effetto che comunque dura qualche ora senza riportare alcuna conseguenza.

La sindrome della vagina morta è solo leggenda!

Quando le donne usano i vibratori, riescono a raggiungere l’orgasmo con più facilità perché sono loro a gestirsi, ad avere il controllo della situazione e a conoscere le parti giuste da stimolare. Durante un rapporto sessuale con un uomo, invece, diventa più difficile raggiungere l’apice del piacere. In pratica, con l’uso dei giocattoli erotici, le donne diventerebbero più viziate, se così si può dire, ma non perderebbero nessuna sensibilità nelle loro parti intime. La sindrome della vagina morta, quindi, non sarebbe altro che una leggenda urbana!

E tu come la pensi a riguardo?

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